Digital Dragons 2026 - Riley Russell, dalla vicepresidenza di PlayStation alla guida di Kojima Productions
La nostra intervista esclusiva a Riley Russell, un vero e proprio gigante dell'industria dei videogiochi
Se c’è un nome nell'industria moderna che incarna l’anello di congiunzione definitivo tra la settima e la decima arte, quel nome è Kojima Productions. Lo studio fondato dal visionario Hideo Kojima non ha bisogno di presentazioni, ma dietro la strabiliante creatività che ha dato vita a fenomeni culturali come Death Stranding si muovono figure chiave dal peso specifico immenso. Al Digital Dragons abbiamo avuto l'onore e l’occasione esclusiva di incontrare e intervistare uno dei massimi top manager dell'industry globale: Riley Russell.
Per chi non lo conoscesse, Russell è un veterano con una carriera monumentale alle spalle: ha trascorso ben 22 anni in Sony Computer Entertainment Europe (PlayStation), ricoprendo ruoli apicali come Chief Legal Officer e Vice President, gestendo le fasi più delicate dell'espansione del brand in Occidente. Oggi, in qualità di Studio Head di Kojima Productions, Russell mette la sua sconfinata esperienza legale, commerciale e strategica al servizio dello studio, traghettandolo verso una nuova ed entusiasmante era transmediale.
Il ponte tra due mondi e il privilegio di Hideo
D: Riley, grazie mille per essere qui con noi su Gamesurf. È un vero onore. Kojima Productions è da sempre vista come uno studio unico nel suo genere, ma oggi sembra aver consolidato una posizione di leadership assoluta nel fare da ponte tra l'industria dei videogiochi e quella del cinema. Come si gestisce questa transizione e cosa significa oggi lavorare a stretto contatto con Hollywood?
Riley Russell: Grazie a voi, è un piacere essere qui al Digital Dragons. Sì, la percezione all'esterno rispecchia esattamente quello che siamo diventati. Oggi Kojima Productions non è semplicemente una software house che sviluppa videogiochi; siamo un'azienda leader che fa attivamente da ponte tra il mondo del gaming e quello del cinema.
La linea di demarcazione tra questi due media si sta assottigliando sempre di più, e noi ci troviamo esattamente nel mezzo. Questo è possibile soprattutto grazie alla figura di Hideo. Il suo background, la sua profonda conoscenza del linguaggio cinematografico e la stima di cui gode nell'ambiente ci mettono in una posizione a dir poco privilegiata.
D: Immagino che questa reputazione cambi completamente le dinamiche quando si tratta di collaborare con grandi registi o star di Hollywood.
Riley Russell: Assolutamente sì. Hideo oggi ha il rarissimo privilegio di poter scegliere personalmente con quali registi, sceneggiatori e attori dialogare e collaborare. Non parliamo di semplici contratti di lavoro o di attori ingaggiati solo per prestare il volto a un personaggio; parliamo di un interscambio culturale e creativo continuo. Registi del calibro di Guillermo del Toro o Nicolas Winding Refn, o attori come Norman Reedus e Mads Mikkelsen, entrano nel nostro ecosistema perché c'è un rispetto reciproco monumentale per la visione artistica dello studio.
Il film di Death Stranding: "Ci divertiremo!"
D: Impossibile non toccare l'argomento che sta facendo perdere il sonno ai fan: l'adattamento cinematografico di Death Stranding. Cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto?
Riley Russell: Non posso scendere troppo nei dettagli industriali in questo momento, ma quello che posso dirti è che l'approccio non sarà quello del classico "film tratto da un videogioco" a cui Hollywood ci ha abituati per anni, spesso con risultati rivedibili. Vogliamo fare qualcosa di profondamente autoriale e fedele allo spirito della nostra IP, ma che sappia sfruttare al 100% il linguaggio della sala cinematografica.
Hideo è strettamente coinvolto nella supervisione del progetto. Sarà un'estensione della nostra filosofia transmediale. Una cosa è certa: ci divertiremo parecchio! Sarà un viaggio incredibile sia per chi ha amato il gioco, sia per chi si approccerà a quel mondo per la prima volta attraverso il grande schermo.
La sfida più grande: sopravvivere all'attacco hacker del PSN nel 2011
D: Nella tua lunghissima e straordinaria carriera hai vissuto i momenti chiave dell'evoluzione di PlayStation. Se ti guardi indietro, qual è stata la sfida più grande in assoluto che hai dovuto affrontare a livello manageriale e personale?
Riley Russell: Senza ombra di dubbio, la gestione del devastante attacco hacker ai danni del PlayStation Network nel 2011. È stato in assoluto il momento più difficile e complesso della mia intera vita professionale. Dall'oggi al domani ci siamo ritrovati con l'intera rete globale offline, milioni di utenti impossibilitati a giocare e, soprattutto, una crisi di sicurezza dei dati di proporzioni mai viste prima nell'industria.
Ricoprivo il ruolo di Chief Legal Officer, e gestire quella tempesta perfetta ha richiesto uno sforzo disumano. Significava lavorare giorno e notte coordinandosi simultaneamente con i team di sicurezza informatica, i vertici aziendali a Tokyo, le autorità governative di vari Paesi e, non ultimo, gestire una pressione mediatica spietata. La vera sfida non è stata solo rimettere in piedi l'infrastruttura tecnica, ma l'aspetto legale e reputazionale: proteggere l'azienda e, passo dopo passo, ricostruire da zero la fiducia dei nostri giocatori. È stata una scuola durissima, ma mi ha insegnato cosa significhi davvero gestire una crisi su scala globale.
Far dialogare Tokyo e Hollywood: l'unione di due culture
D: Portando quel bagaglio di gestione delle crisi e dei grandi brand in Kojima Productions, c'è un aspetto interno fondamentale: la gestione dello studio. Kojima Productions è un team internazionale ma basato a Tokyo. Come si bilancia la cultura lavorativa giapponese con le esigenze e i ritmi di partner e talenti che provengono principalmente da Hollywood e dall'Occidente?
Riley Russell: Questa è una sfida quotidiana straordinaria, ma è anche il nostro più grande punto di forza. Storicamente, le aziende giapponesi hanno una struttura molto gerarchica e processi decisionali che possono richiedere tempo. In Kojima Productions abbiamo scardinato questo concetto creando un ambiente ibrido.
Siamo uno studio indipendente, il che ci dà un'agilità immensa. Uniamo la precisione chirurgica, l'attenzione maniacale al dettaglio e la dedizione tipiche dell'artigianato videoludico giapponese con una mentalità aperta, snella e flessibile tipica delle produzioni occidentali. Il nostro team è composto da talenti che arrivano da ogni parte del mondo. Per far dialogare Hollywood con Tokyo non serve solo un buon reparto legale o linguistico, serve empatia culturale: capire che i tempi e i modi di comunicare di un attore californiano sono diversi da quelli di un programmatore giapponese, e fare da cuscinetto per far convergere tutti verso l'eccellenza.
L'IA e il valore del "100% Human Power"
D: Un altro grande tema di questo Digital Dragons è l'evoluzione tecnologica. Con l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa e di strumenti di sviluppo sempre più automatizzati, come si posiziona uno studio che fa della firma autoriale e dell'elemento umano il suo pilastro fondante?
Riley Russell: La nostra posizione è molto chiara: la tecnologia deve essere al servizio dell'arte, mai il contrario. Strumenti avanzati, inclusa l'IA, possono essere utili per ottimizzare i processi, velocizzare i workflow più ripetitivi o aiutarci nella gestione dei dati. Ma l'anima di un gioco di Kojima Productions, la scrittura, la regia, il posizionamento della telecamera, l'emozione che una scena deve trasmettere, nasce e rimarrà sempre un processo guidato dall'intelletto e dalla sensibilità umana.
I giocatori cercano i nostri titoli perché vogliono vivere l'esperienza, la visione e le stranezze che solo la mente di Hideo e dei nostri designer sanno partorire. Quella scintilla non è replicabile da un algoritmo. In un mercato che rischia di omologarsi, l'autorialità e il fattore umano "100% human", per citare un trend emerso qui al festival, diventano il vero valore di lusso.
D: Riley, grazie mille per il tuo tempo e per questa splendida panoramica sul futuro di Kojima Productions.
Riley Russell: Grazie a voi, continuate così su Gamesurf e un saluto a tutti i vostri lettori!