Digital Dragons 2026 - Voivod, quando i metroidvania incontrano il metal

Abbiamo incontrato Nicola Piovesan, regista e creatore di Voivod, il metroidvania dall'anima metallara

di Domenico Colantuono
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Cosa succede quando un regista cinematografico decide di riversare la sua visione estetica in un videogioco, prendendo come musa ispiratrice una delle band più iconiche e distopiche della storia del metal? La risposta si trova tra i corridoi dell'area indie del Digital Dragons, e ha un nome ben preciso: Voivod: The Nuclear Warrior.

Questo ambizioso progetto nasce dall'intuizione di Nicola Piovesan, regista veneziano trasferitosi in Estonia che, dopo aver firmato un videoclip per i leggendari Voivod, ha deciso di trasformare l'immaginario sci-fi post-apocalittico della band canadese in un frenetico Metroidvania shooter in pixel art. Un ponte perfetto tra cinema, musica pesante e game development.


Il Cinema come Trampolino per il Game Development

D: Nicola, il tuo percorso professionale non è esattamente quello del classico sviluppatore. Com'è avvenuto il passaggio dalla macchina da presa al codice?

Nicola Piovesan: Esatto, io nasco come regista e il mio background è interamente filmico. Ho la mia società a Tallinn e il salto nel mondo dei videogiochi è avvenuto circa sei o sette anni fa. Il mio primo titolo importante, Encodya, è nato proprio come adattamento di un cortometraggio d’animazione che avevo diretto in precedenza. C’è sempre stato questo fil rouge cinematografico a guidare il mio modo di fare sviluppo, e Voivod rappresenta la naturale evoluzione di questo percorso, unendo la regia alla mia passione per i videogiochi.

I Voivod: Una Lore Nata per Diventare Gioco

D: Entriamo nel vivo della collaborazione con i Voivod. Come si traduce l'identità di una band metal quarantennale in un'avventura interattiva?

Nicola: Tutto è iniziato circa dieci anni fa, quando ho diretto un loro videoclip musicale. I Voivod hanno una particolarità unica nel panorama metal: i loro testi creano da sempre una complessa science-fiction post-apocalittica incentrata sul guerriero Voivod. Parlando con loro mi sono reso conto che questo universo narrativo era già strutturato e perfetto per un videogioco. Inoltre Away, il loro batterista, cura da sempre le copertine degli album con uno stile cyberpunk e punk incredibilmente grezzo, sporco e d'impatto, che ci ha fornito la bibbia grafica perfetta per il progetto.

D: E per quanto riguarda l'esperienza sonora? Avete mantenuto le tracce originali?

Nicola: Abbiamo fatto qualcosa di ancora più estremo e affascinante: stiamo rivisitando la loro discografia in chiave 16-bit. Il nostro compositore lavora a stretto contatto con il chitarrista della band per riarrangiare i pezzi in formato retro, creando un contrasto pazzesco tra la durezza del metal e la nostalgia dei chip sonori d'un tempo. Per chiudere il cerchio, il cantante dei Voivod ha registrato tutte le voci, i versi e i grugniti del protagonista. La fusione tra la band e il gioco è totale.


Un Metroidvania Atipico a Ritmo di Shooter

D: Pad alla mano, che tipo di gioco dobbiamo aspettarci? Come si sposa questa estetica con le meccaniche di gameplay?

Nicola: La struttura è quella di un Metroidvania classico con esplorazione open world, backtracking e abilità da sbloccare per accedere a nuove aree. Tuttavia, a differenza dei classici esponenti del genere più incentrati sul corpo a corpo, Voivod è a tutti gli effetti uno shooter. Il protagonista combatte principalmente con un fucile.

Abbiamo anche inserito una meccanica unica chiamata Deep Strum: il giocatore può dare una sorta di "plettrata" al fucile che rilascia un tremore sonoro in grado di rivelare passaggi segreti o frammenti di storia passata. Le nostre ispirazioni fondono i capisaldi moderni come Hollow Knight, Metroid, Blasphemous e Silksong con l'estetica dei fumetti di fantascienza anni '80 stile Metal Hurlant.

Una Produzione Snella e Internazionale

D: Coordinare un progetto che unisce cinema, musica canadese e sviluppo software richiede una macchina organizzativa complessa. Siete un team numeroso?

Nicola: In realtà siamo una realtà indie pura, molto snella ma altamente delocalizzata. Io gestisco la regia, la produzione e il design dall'Estonia, ma il programmatore lavora da Napoli, il pixel artist è in Spagna, il background artist è in Serbia e il compositore sardo si trova a Berlino. Siamo un core team di 4 o 5 persone che collaborano insieme da anni. Questo ci permette di muoverci rapidamente pur mantenendo un controllo qualitativo altissimo su ogni aspetto del gioco.


Prospettive Future

D: Come sta rispondendo il pubblico? Quando potremo vederlo sul mercato?

Nicola: C'è moltissimo entusiasmo. In altre fiere la gente che si ferma a provare la demo nell'area indie rimane folgorata proprio da questo cortocircuito unico tra la pixel art, il gameplay da shooter e l'attitudine metal dei Voivod.

La pagina Steam è già attiva. Nei prossimi mesi rilasceremo una demo pubblica per tutti e l'obiettivo è lanciare il gioco definitivo tra dicembre e gennaio, contemporaneamente su PC e su tutte le principali console.

D: Nicola, grazie mille. Non vediamo l'ora di goderci questo film interattivo a tutto volume.

Nicola: Grazie a voi di D, ci vediamo al lancio!