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Maccio Capatonda tra i Minions: «Per trovare l'accento del mio regista ho lavorato con un dialect coach tedesco»

Maccio Capatonda torna al doppiaggio con il personaggio di Max il regista in Minions & Monsters: ci ha raccontato il lavoro di sala di doppiaggio.

Maccio Capatonda tra i Minions: <<Per trovare l'accento del mio regista ho lavorato con un dialect coach tedesco>>
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Nel nuovo capitolo del Franchise dei Minions, Minions & Monsters, le creaturine gialle di Illumination vanno a Hollywood e si confrontano con il mondo del cinema agli albori del sonoro, nell’epoca dei grandi studios. Il film, in arrivo nelle sale italiane il primo luglio, raccponta infatti l'improbabile storia di come i Minions siano diventati star del cinema prima di ritrovarsi alle prese con mostri e creature fuori controllo per esaudire il desiderio di uno di loro di girare un kaiju movie.

Tra i nuovi personaggi introdotti da questo capitolo c'è Max, un raffinato regista europeo che vede il proprio set invaso dai Minions. Dopo l’iniziale smarrimento, Max finisce per riconoscere il loro straordinario potenziale cinematografico delle creature, rendendole delle star. Nella versione originale del film il personaggio è doppiato dall’attore Christoph Waltz, mentre in quella italiana la voce è affidata a Maccio Capatonda. Il comico, attore e regista, che dall’infanzia coltiva una passione per il doppiaggio, per l'occasione ha lavorato a un accento tedesco costruito con l'aiuto di un dialect coach.

Lo abbiamo incontrato al Museo del cinema di Torino, dove si è svolta l’anteprima italiana del film, per parlare del suo ritorno al doppiaggio, della sfida di adattare la voce a un personaggio così particolare e dell'inconfondibile comicità dei Minions.

Prestando la voce al personaggio di Max il regista, sei diventato la guest star italiana di un franchise che coinvolge spettatori di tutte le età.Cosa si prova ad entra in un universo narrativo riconoscibile a livello globale come quello dei Minions?

Mi sono sentito molto lusingato da quest’opportunità. Sono onorato di aver avuto questa possibilità in termini di partecipazione e doppiaggio e spero che ne sia valsa la pena. Ovviamente la speranza di tutto il team con cui ho lavorato al film è che io sia stato adatto al ruolo e che il lavoro sia venuto bene. Quella dei Minions una grande saga animata, quindi è stato anche emozionante poter doppiare un personaggio all'interno di un film del genere. Mi sono impegnato molto e ho cercato di dare tutto quello che avevo per essere all’altezza del ruolo.

Nella versione originale del film il tuo personaggio è doppiato da Christoph Waltz, che ha la fortuna di avere naturalmente una cadenza teutonica di Max. Tu invece hai dovuto costruire quell'accento da zero: come ci hai lavorato evitando il rischio di cadere nella caricatura?

Ci ho lavorato molto insieme al direttore del doppiaggio Marco Guadagno. All'inizio avevo pensato di usare la mia voce senza alcun accento, ma poi mi ha fatto provare una leggera inflessione tedesca. Ci siamo accorti che la voce di Max così funzionava meglio ed era più divertente, quindi abbiamo deciso di seguire quella strada. Allo stesso tempo non volevamo cadere nella caricatura. Per questo abbiamo lavorato con un dialect coach tedesco, che mi ha aiutato a tirare fuori un accento misurato cercando di non sconfinare mai nella macchietta. Non è stato semplice, soprattutto all’inizio.

Quello del dialect coach è un profilo di cui si parla spesso nel mondo del doppiaggio. In pratica, come si svolgeva il lavoro con lui in sala di doppiaggio?

Era in studio accanto a me, per tutto il tempo. Mi ripeteva le battute e alcune parole con il suo accento, e io cercavo di imitarne la cadenza. Più andavamo avanti, più iniziavo a capire il meccanismo di fondo. Mi spiegava anche come pronunciare determinate vocali e consonanti con la sua cadenza. Il nostro lavoro è stato più intenso soprattutto nelle prime ore di doppiaggio, quando procedevamo interamente per imitazione.

Da comico, com’è stato confrontarsi con personaggi che fanno della comicità il loro tratto distintivo, pur comunicando attraverso un linguaggio quasi incomprensibile?

I minions hanno un linguaggio semi-verbale, perché in realtà sono incomprensibili. È stato piuttosto bizzarro rapportarsi con questo aspetto. Già il doppiaggio, di per sé, è un lavoro che trasferisce la tua voce in un mondo diverso. Qui, in più, quel mondo è popolato da esseri di cui non si capisce nemmeno bene cosa siano. È stato un trasferimento totale della tua identità vocale in un universo di evasione e fantasia. È bello che esista un posto del genere: per certi veri è stato come se mi fossi preso una vacanza dalla Terra, dalla mia stessa essenza umana. Mi sento fortunato di aver potuto fare un'esperienza così.

In questo film vediamo una coppia di Minions che ama reinterpretare in chiave comica grandi classici del cinema. Se potessi realizzare una parodia con loro nel cast, quale film sceglieresti?

Direi Ritorno al futuro, che poi è il mio film preferito. Mi piacerebbe farne una versione con i Minions. In fondo i personaggi non sono tantissimi, ma potrei usare i Minions anche per tutte le scene di massa, come il ballo di "Incanto sotto il mare". Sarebbe divertente.