WWE Clash in Italy: Torino infiamma l'arena e il wrestling italiano si prende la sua rivincita
Tutto esaurito a Torino per una serata che il wrestling italiano sognava da due decenni
Il rapporto del wrestling con l’Italia è stato spesso complicato, non necessariamente per colpa degli appassionati nostrani. Come raccontiamo in questa guida per prepararsi al ritorno su Netflix, dopo il tragico episodio di cronaca in cui finì coinvolto Chris Benoit il wrestling in Italia è finito a lungo ai margini dei palinsesti. L’arrivo su Netflix ha segnato infine il ritorno a una diffusione più ampia della disciplina, ma soprattutto alla trasmissione quasi integrale delgli show, Premium Live Event inclusi. Non è probabilmente un caso dunque che dopo diversi house show (esibizioni non trasmesse in TV) e alcune puntate di Raw e SmackDown, la WWE abbia deciso di tenere un PLE in Italia, poche settimane dopo l'arrivo ufficiale dei suoi programmi in Italia su Netflix.
Al di là delle motivazioni, Clash in Italy, il PLE che si è tenuto domenica 31 maggio a Torino, per gli appassionati di wrestling rappresenta il punto di arrivo di un percorso sfiorato quasi vent’anni fa e finalmente raggiunto. Perché per quanto fosse difficile seguire la WWE, il wrestling in Italia ha sempre mantenuto ampia popolarità, confinata però quasi esclusivamente su internet mentre nel mainstream la disciplina è ancora troppo spesso trattata con eccessiva superficialità, come fosse ancora lo spettacolo camp degli anni ‘80. Anche per questo motivo la WWE è stata ancora in anni recenti riluttante a portare in Italia un PLE, un po’ per il timore che il pubblico fosse ancora acerbo e un po’ per la scarsa confidenza con l’inglese dalle nostri parti. Timori largamente superati dai recenti Raw e SmackDown trasmessi dall’Italia di recente negli anni scorsi e completamente fatti dimenticare in questi giorni dalla Inalpi arena di Torino durante Clash in Italy.
La rivincita di chi al wrestling crede da tempo è dimostrata anche dall’età media all’arena, popolata in maggioranza da chi nel 2007 aveva già l’età per essere appassionato di John Cena o Eddie Guerrero. Fuori, prima che aprano in cancelli, abbondano le cinture da campione: qualcuno passeggia con l’enorme replica appoggiata alla spalla, i più impugnano quella giocattolo, più piccola ma accessibile. L’atmosfera è calda e Torino fa capire subito alla WWE cosa aspettarsi colorando l’attesa di cori e riservando un vero tributo a Luca Franchini e Michele Posa, i commentatori italiani della WWE, non da tutti apprezzatissimi, ma il cui ruolo nella diffusione della WWE è indiscutibile. C’è anche il green shirt guy, il tizio con la maglia verde fluo che siede sempre a bordo ring a favore di telecamere. Chissà come fa!
Per rendere ancora più memorabile Clash in Italy, la WWE ha allestito un card spettacolare, imbottita con quasi tutti gli atleti di punta della federazione. Si inizia con il WWE Champion Cody Rhodes contro lo sfidante Gunther, arcigno colosso che ha costretto al ritiro John Cena pochi mesi fa. Nel contesto narrativo dell’incontro Gunther sarebbe il cattivo della storia, ma l’arena accoglie anche diversi spettatori provenienti dalla vicina Austria e più in generale l’origine europea del Ring General suscita parecchie simpatie dividendo il tifo fino al finale del match, un po’ anticlimatico e un po’ anticipato. Ma non c’è tempo per raffreddarsi perché anche il match successivo mette in palio un titolo mondiale.
È il momento della WWE Women’s Champion Rhea Ripley contro la sfidante Jade Cargill. Qui il pubblico è tutto schierato per la campionessa australiana e contro l'imponente rivale. L’incontro vinto da Rhea Ripley, che mantiene quindi la cintura, è stato un po’ macchinoso, a causa di una Cargill ancora un po’ incerta e di un salvataggio ancora più incerto operato da B-Fab e Michin, accorse nel frattempo a supporto, ma neutralizzate dell'intervento a sorpresa di CHarlotte Flair. Per l’Inalpi arena di Torino però la prima ora è stata solo un riscaldamento in vista di quello che è stato il momento più intenso della serata, lo scontro tra titani Brock Lesnar vs Oba Femi.
L’energia nell’arena è palpabile, alla prima nota della musica d’entrata di Lesnar tutta l’arena scatta in piedi e persino il gigante del Minnesota esce dal personaggio per qualche istante e sorride mentre i tifosi cantano la sua canzone, benché questa non abbia un testo, semplicemente replicandone il ritmo a mo’ di coro. Poi sempre Lesnar si lascia scappare due saltelli a ritmo all’arrivo di Oba Femi, mentre i 10.000 presenti all’unisono intonano “Oba! Oba!”. Oba è già un idolo: d’altra parte, il suo personaggio su WWE 2K26 lasciava intuire quanto la WWE puntasse su di lui. Lo scontro è breve ma elettrizzante, il repentino attacco di Lesnar trova Oba distratto a inizio match, ma servono ben sette mosse finali per abbattere l’atleta nigeriano, di cui una eseguita sul tavolo dei commentatori americani, mandandolo in frantumi. Uscendo dal ring verso lo stage Lesnar è apparso ancora molto divertito dall’accoglienza
La sorpresa della serata è invece la vittoria di Sol Ruca, contro la veterana (e irlandese) Becky Lynch, che diventa così la nuova WWE Women's Intercontinental Champion. Quello dell’unico cambio di cintura della serata è un match frizzante, in cui le due lottatrici trovano una chimica migliore rispetto ai precedenti incontri fino alla spettacolare Sol Snatcher eseguita dal paletto con cui la neo-campionessa schiena la rivale. La serata non ha avuto un match sotto le aspettative, l’atmosfera è rimasta caldissima per l'intera durata dello show, con un picco di adrenalina con Lesnar e Oba e ora è il momento del main event.
Roman Reigns (che vedremo a breve in sala come Akuma nel film di Street Fighter) deve vedersela contro Jacob Fatu, non solo per il WWE World Heavyweight Championship, ma anche per il ruolo di leader della numerosa famiglia samoana all’interno della compagnia. Un incontro senza regole, dove i due per quasi mezz’ora si affrontano sul ring e in giro per l’arena con tanto di lancio di ghiaccio e snack al bar e tavoli spezzati sul quadrato. La vittoria del campione in carica Roman Reigns manda a casa il pubblico di Torino ancora carichissimo e vero e proprio protagonista della sera. Clash in Italy ha spazzato via ogni dubbio: il wrestling Italiano aspettava da una vita una serata così e come spesso accade quando la WWe arriva in Europa, la partecipazione dell’arena si è dimostrata ben calorosa ed entusiasta, probabilmente anche ben di più di quanto accade di norma negli USA.