Wake - la veglia: la Svezia è vittima di un'epidemia di insonnia letale

Sei episodi per la nuova serie Prime Video, dove un virus patogeno si diffonde tra la popolazione impedendo a chi è colpito di addormentarsi.

Wake - la veglia: la Svezia e vittima di un'epidemia di insonnia letale

Un'epidemia letale di insonnia si diffonde a Stoccolma con una velocità allarmante. Chi viene contagiato perde completamente la capacità di dormire e nel giro di pochi giorni sviluppa allucinazioni spaventose, perdita del controllo motorio e infine collasso degli organi vitali. La malattia si trasmette attraverso modalità ancora sconosciute alle autorità sanitarie, e non esiste al momento alcuna cura. Quello che inizia come una serie di incidenti inspiegabili - da seggiovie che crollano per via di mancati controlli ad aerei che precipitano, fino a episodi di violenza in luoghi pubblici - si trasforma rapidamente in un'emergenza sanitaria nazionale, che minaccia di far collassare l'intera capitale svedese e non solo.

In Wake - La veglia, la sceneggiatura segue diverse storyline parallele, alcune delle quali si intrecciano poi tra loro. Il Primo Ministro si trova improvvisamente al centro della gestione della crisi, nonostante uno scandalo privato che rischia di mettere fine alla sua carriera politica, legato alla figura del figlio tossicodipendente. Troviamo poi un'infermiera del servizio di emergenza che lavora in prima linea all'ospedale, dove l'afflusso di pazienti in condizioni disperate aumenta esponenzialmente di ora in ora e la sua stessa compagna si scopre infetta. Vi è poi una giovane influencer che si ritrova costretta a prendersi cura del piccolo vicino di casa dopo che il padre di questi, colpito dal morbo, ha ceduto totalmente al suo delirio complottista.

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Svegliarsi prima che sia troppo tardi

L'ambizione di Brynja Björk, mente dietro la serie, era evidente, ovvero quella di costruire un thriller pandemico che rispecchiasse le ansie post-Covid, scegliendo una malattia sconosciuta ma potenzialmente verosimile tramite la quale esplorare tematiche più universali legate al collasso sociale, alla (mancanza di) fiducia nelle istituzioni e alla fragilità dei legami familiari sotto pressione estrema. L'idea di un'epidemia di insonnia non è certo nuova, ma Wake - La veglia aveva le potenzialità per distinguersi grazie all'ambientazione scandinava, in grado sulla carta di offrire soluzioni differenti rispetto a un contesto anglofono più visto e abusato.

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Peccato che l'esecuzione non riesca quasi mai a essere all'altezza delle premesse. I sei episodi di quaranta minuti l'uno procedono con un ritmo sostenuto - forse anche troppo - ma lasciano spesso in sospeso questioni fondamentali. L'origine dell'epidemia viene appena accennata senza mai fornire spiegazioni soddisfacenti e quando nel finale i nodi sono ovviamente destinati a venire al pettine, la conclusione si fa timida e lascia porte aperte senza effettivi motivi, con anche pochi spunti per un'ipotetica seconda stagione a venire.

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La caratterizzazione dei personaggi principali è vittima di evidenti superficialità, con l'intento di emulare archetipi attorno ai quali costruire le varie mattonelle narrative che compongono il puzzle generale. Ma da chi crede ciecamente alle cospirazioni a costo di mettere in pericolo i propri cari ai politici che pensano al loro tornaconto personale, dalle infermiere idealiste fino alle influencer pronte a riscoprire un coraggio inaspettato, i protagonisti di Wake - La veglia aderiscono fin troppo ai loro ruoli prestabiliti senza uscire mai dal seminato, se non per compiere scelte egoistiche o poco credibili.

L'occhio vuole la sua parte

Se dal punto di vista della scrittura l'operazione non convince pienamente, la messa in scena si mantiene su discreti livelli, mostrando come ormai il cinema e la serialità nordici non debbano invidiare più nessuno. Un gran numero di comparse per le frequenti scene di massa e la notevole varietà di location garantiscono un intrattenimento godibile per gli appassionati del filone distopico, con la tensione che si fa palpabile in diverse occasioni. La fotografia privilegia tonalità fredde e desaturate che amplificano il senso di alienazione urbana, con il coprifuoco in una Stoccolma notturna che la rende una sorta di paesaggio post-apocalittico.

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Ma queste qualità mettono anche paradossalmente in maggior risalto il limite generale dell'intera serie: se tecnicamente ci troviamo davanti a una realizzazione di tutto rispetto, a conti fatti osserviamo come manchi quella scintilla che potrebbe trasformare un prodotto scenicamente solido in qualcosa di davvero memorabile, tanto che al termine dell'ultima puntata il ricordo di quanto visto svanirà probabilmente in fretta.

 

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Wake - la veglia

Rating: TBA

Nazione: Svezia

6

Voto

Redazione

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Wake - la veglia

Un thriller pandemico di produzione e ambientazione scandinave, che può contare su una rappresentazione tecnicamente notevole ma resta vittima di una sceneggiatura fin troppo derivativa, che rende i personaggi o poco interessanti o involontariamente caricaturali. Si favoriscono soluzioni narrative classiche piuttosto che dar vita a figure vive e credibili, con l'approfondimento psicologico sacrificato all'altare di un dramma tensivo che si insinua tra teorie del complotto e govern(ant)i incapaci, mentre la popolazione è tenuta all'oscuro. Wake - La veglia vede la Svezia teatro di un'epidemia che impedisce a chi colpito di dormire, portandolo alla follia e trascinando la nazione in un caos sistemico, dove il panico scatena il peggio negli individui, evocando apocalissi di insonnie senza fine.

 

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