Steal - La rapina: un'ottima Sophie Turner in un thriller finanziario che esagera
Sei episodi per questa miniserie che ha inizio con una rapina al fondo pensionistico dove lavora la protagonista, impiegata sottopagata che si ritrova in un gioco pericoloso. Su Prime Video.

La giovane Zara Dunne lavora come impiegata amministrativa alla Lochmill Capital, uno dei fondi pensionistici più stimati di Londra, insieme al migliore amico e collega Luke. La sua routine è quella di milioni di dipendenti nelle metropoli contemporanee e, forse proprio per questo, Zara si sente responsabile dei nuovi arrivati, prendendo sotto la propria ala una stagista al primo giorno di lavoro. Una giornata che non sarà come le altre per nessuno del personale, trasformandosi rapidamente in un incubo quando un gruppo di rapinatori armati - mascherati e altamente professionali - fa irruzione negli uffici, prendendo in ostaggio i presenti e costringendo Zara e Luke a eseguire trasferimenti finanziari per milioni di sterline, sottratti alle pensioni dei comuni cittadini.
In Steal - La rapina, a occuparsi del caso è Rhys Covac, investigatore di grande intuito ma logorato da una dipendenza dal gioco che lo ha trascinato in una spirale di debiti. Lontano dall’archetipo del poliziotto irreprensibile, Covac fatica a mantenere il controllo dell’indagine, soprattutto quando Zara e Luke finiscono progressivamente coinvolti nella sparizione delle somme trafugate e il confine tra buoni e cattivi si fa sempre più sfumato, episodio dopo episodio.

Il tempo è denaro
Miniserie britannica in sei episodi, Steal - La rapina utilizza le dinamiche ormai abusate del thriller contemporaneo ad alta tensione e forte componente tecnologica per promettere, fin dal titolo esplicativo, “la rapina del secolo”. Un’operazione ambiziosa che, dopo un’apertura ad alto tasso adrenalinico con la messa in scena del colpo, rischia però di afflosciarsi in una girandola di contorsioni narrative non sempre verosimili. Tradimenti, bugie, tranelli e colpi di scena si susseguono senza sosta, mantenendo la verità costantemente instabile e moltiplicando i sospetti, fino a un epilogo che aggiunge un’ulteriore rivelazione improvvisa.

Nella sceneggiatura convivono ambizioni da dramma sociale sulla disparità di classe e l’esigenza di soddisfare le aspettative del genere, con una discreta infarinatura di cultura finanziaria che aiuta a orientarsi nelle logiche dei fondi pensionistici. Il motto “rubare ai ricchi per donare ai poveri” emerge così come una sorta di involontaria condanna morale, più dichiarata che realmente problematizzata.
Il principale punto di forza dell’operazione risiede nell’interpretazione di Sophie Turner, nota al grande pubblico televisivo per il ruolo di Sansa Stark in Game of Thrones. L’attrice trova finalmente un personaggio che le consente di esprimere un’ambiguità rimasta spesso inespressa in precedenza, costruendo una protagonista che sfugge all’etichetta di vittima passiva. In una rete di doppi giochi e sospetti incrociati, Turner dimostra di saper gestire registri emotivi complessi, muovendosi con sicurezza in un contesto dove nessuno è davvero affidabile.
Accenni superficiali e un'anima ludica
Ciò che dovrebbe distinguere Steal - La rapina da prodotti analoghi è il tentativo di innestare una critica alla disparità di classe nella Londra contemporanea, riflesso di un sistema finanziario che arricchisce pochi e impoverisce molti. Zara incarna questa condizione: una giovane donna intelligente intrappolata in un lavoro alienante, senza reali prospettive di cambiamento in una città dal costo della vita proibitivo. Proveniente da un contesto sociale svantaggiato, come suggerisce il rapporto conflittuale con la madre, la tentazione di cambiare vita diventa per lei troppo forte per essere ignorata.

Il problema è che questi temi rimangono sullo sfondo, affrontati con una superficialità frustrante e affidati a dialoghi esplicativi più che a una reale costruzione drammatica. La serie preferisce concentrarsi quasi esclusivamente sull’anima thriller, lasciando l’etica e il discorso sociale a fare timide incursioni prima di essere rapidamente accantonati. L'ovvio viene così reso ancora più ovvio, senza una reale maturazione dei personaggi e con unicamente i soldi a spingerne le motivazioni, anche quando l'etica prova a far capolino qua e là salvo venir ricacciata quasi subito nell'ombra.
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Rating: TBA
Nazione: USA
Voto
Redazione

Steal - La Rapina
Un thriller imperfetto, che parte come heist-movie ambientato nel mondo della finanza e si avvita in una sequenza di svolte narrative più o meno arzigogolate, con la fiducia costantemente messa alla prova e la verità soffocata dalla cupidigia. Steal - La rapina semina spunti interessanti ma non li sviluppa appieno, schiacciata da una sceneggiatura che accumula piste e personaggi secondari non sempre ben integrati. In un cast fin troppo affollato, Sophie Turner emerge come presenza magnetica, riuscendo a rubare la scena anche quando la trama rischia di accartocciarsi su se stessa.












