Motorvalley: una serie che corre veloce, tra spettacolo e giri a vuoto

Miniserie Netflix in sei episodi diretta da Matteo Rovere, ha per protagonisti una giovane e combattiva pilota dal passato traumatico, il suo allenatore e la manager della scuderia.

di Maurizio Encari

Arturo Benini è un ex pilota leggendario, il cui nome evoca ancora rispetto negli ambienti del motorsport italiano, per quanto la fine della sua carriera sia legata a una tragedia: un tragico incidente in pista, di cui paga la responsabilità, lo ha costretto a ritirarsi con infamia. Ora l'uomo è condannato a un'esistenza ai margini, tra lavoretti di fortuna e giri pericolosi.

Elena Dionisi è l'erede di una prestigiosa casa automobilistica, che dopo la scomparsa del padre è finita nelle mani del fratello, anche per via di un grave illecito da lei stessa causata in passato, mai perdonatogli dal compianto genitore e dal resto della famiglia. Ora è in cerca di riscatto, a caccia del pilota perfetto al quale far guidare la fiammante auto di scuderia. O della pilota...

La scelta infatti ricade su Blu Venturi, ragazza dal talento cristallino che ha appena finito di scontare una condanna proprio per via del suo amore per l'alta velocità. Cresciuta nel mondo delle corse clandestine di periferia, la ragazza mostra tutto il suo talento al volante e il suo destino si incrocia inevitabilmente con quello degli altri due protagonisti di Motorvalley.

Dal vento alla tempesta

Mentre le gare si susseguono tra i tracciati di Imola, del Mugello e altri circuiti leggendari della Terra dei Motori emiliana, emergono segreti del passato che minacciano di far deragliare ogni cosa, a cominciare da quell'equilibrio costruito così faticosamente. Cosa si nasconde dietro all'incidente provocato da Arturo? Quali sono i suoi legami con Blu? Perché in seno alla famiglia Dionisi vi è una così accesa rivalità tra fratello e sorella?

L'agonismo in pista si alterna a dinamiche tensive e melodrammatiche, che cercano di dar vita a personaggi complessi rischiando però di agire per eccessi, con tratti involontariamente caricaturali che finiscono per imprimersi, puntata dopo puntata, nel substrato emotivo della serie. Si entra sempre più in contatto con il mondo criminale, con le lotte di potere, con passioni brucianti di amori prossimi a nascere e altri forse destinati all'oblio. In questo guazzabuglio di situazioni via via più complicate, basterà la fiducia reciproca al superamento degli ostacoli che si frappongono tra il trio di reietti e la vittoria?

Serie che entra a far parte degli original Netflix, Motorvalley è la nuova creazione di Matteo Rovere, che torna sul "luogo del delitto" a quasi dieci anni di distanza da Veloce come il vento (2016), piccolo cult tutto nostrano che faceva proprio della velocità un mantra. Citato più o meno dichiaratamente nella gestione dei personaggi, con il legame tra "allenatore" e giovane pilota, anche qui una ragazza adolescente con i capelli spruzzati di blu, colore che d'altronde porta anche nel nome.

Senza rallentare un secondo

La sceneggiatura fatica però a trovare in quest'occasione un collante tra le varie anime del racconto, con l'inserimento di numerose sottotrame familiari e sentimentali che non sempre funzionano con la stessa efficacia. Nessuno è esente da colpe nei sei episodi e bene o male chiunque ha qualcosa da farsi perdonare. Ma la redenzione non arriva nel modo sperato, anzi i protagonisti continuano a sbagliare ancora e ancora e sembrano non pagare mai le conseguenze delle proprie azioni, anche quando queste vanno contro la legge, per tornaconti personali più o meno necessari. 

La scena finale di questa prima stagione suggerisce dei potenziali risvolti imprevisti, ma è ancora presto per dire se il potenziale rinnovo della serie garantirà qualche sfumatura in più a una narrazione sin troppo semplicistica nei suoi risvolti chiave. Luca Argentero e Giulia Michelini, interpreti rispettivamente di Arturo ed Elena, se la cavano discretamente anche quando i loro ruoli rischiano di cadere nei cliché; lo stesso non si può dire di Giovanna Mezzogiorno, vittima della figura forse peggio caratterizzata dell'intera operazione. Ma la vera forza trainante di Motorvalley è Caterina Forza nei panni di Blu Venturi: già vista in Prisma, l'attrice romana dona grinta e carisma a questa ragazza ribelle, pronta a tutto per dimostrare di essere la migliore in pista.

A tal proposito, ma visto quanto Rovere aveva già dimostrato in passato non è una sorpresa, le sequenze su quattro ruote, siano queste in pista o per le strade cittadine, possiedono una notevole dose di adrenalina, con slow-motion e testa coda vari a garantire la giusta quantità di spettacolo a tema. Fino a quell'ultimo chilometro, a quell'ultima bandiera a scacchi che segna il confine tra il fallimento e la gloria, i due estremi ai quali Motorvalley sembra suo malgrado guardare, sospesa in un testacoda dall'esito per nulla scontato.