Twisted Towers — Recensione: un onesto shooter che dovrebbe lasciare in pace Bioshock
Parco giochi per serial killer, spara-caramelle, atmosfere Art Déco e una storia di follia scritta da Collodi sotto acidi: Twisted Towers non è Bioshock, ma è un FPS onesto, divertente e leggermente fuori di testa. E a volte basta.
La comunicazione delle aziende che operano nel mondo del videogioco si è fatta sempre più scaltra nel cercare di attirare “sacche” di utenti particolarmente attenti a richiami nemmeno troppo velati verso titoli di spessore. Ed è così che per attirare anche gli operatori della stampa videoludica si sono moltiplicate le mail che recitano cose del tipo “Il nostro gioco è il punto di unione tra X e Y”, dove al posto delle due variabili potete inserire nomi altisonanti a piacere, e potete stare sicuri che la realtà è quanto di più distante ci possa essere dai riferimenti citati.
E ci sono cascato anche io…
Twisted Towers non è Bioshock: chiariamo subito le cose
Intendiamoci, con questo non voglio certo dire che Twisted Tower non meriti la vostra attenzione, ci mancherebbe. Ma i punti d’incontro con lo sbandierato Bioshock, se si escludono un certo stile Art Dèco delle ambientazioni finiscono (tristemente) lì.
Anzi, sarò onesto: la mail arrivata in redazione descriveva Twisted Towers come se Bioshock fosse ambientato a Disney World. Ecco, più che Disney direi che Twisted Tower ha incontrato Psycho Circus, il gioco non esattamente fortunato dei Kiss, avete presente?
Detto questo, però, va dato merito a Twisted Tower di essere un gioco capace di intrattenere grazie ad un gameplay da classico FPS che non cerca alcun tipo di innovazione (e non è certo un difetto), ma che è comunque in grado di portarvi dall’inizio alla fine del gioco a bordo di un carrozzone dove oltre alle sparatorie e alla soluzione di enigmi (che mi scoccia pure chiamarli così), avrete anche il tempo di ascoltare una storia di follia e di abbandono dove le cose non sono esattamente quello che sembrano essere (ma il twist è abbastanza scontato, suvvia).
Cosa funziona davvero: atmosfere, armi e follia del parco giochi
In questo, voi siete Vincent, giovine virgulto che chiede in sposa la sua amata Charlotte, ma proprio nel momento in cui tirate fuori il vostro brillocco per suggellare il patto con il demonio, ecco che questa vi viene portata via da Mr. Twister, pazzo maniaco di turno. Per recuperare la vostra futura metà dovrete avventurarvi in un dedalo di ambienti acchittati a parco giochi per serial killer, affrontando ondate di nemici partoriti dalla mente di Collodi sotto (forti) acidi.
Armati di tutto punto, con armi sempre a tema, tra spara-caramelle e pistole “a biglie”, dovrete scalare un inferno dantesco “al contrario”, inerpicandovi sulla torre pensata dal sadico che, di tanto in tanto, vi invia messaggi di morte attraverso le TV sparse per i vari livelli dove, tra l’altro, potrete anche trovare speciali marchingegni che al semplice costo dei ticket da raccogliere in giro per le mappe, vi upgraderà armi via via più letali e divertenti da usare.
Niente di nuovo sotto il sole, quindi, e rimandiamo al mittente anche chi cerca di far passare una meccanica di combattimento, tutto sommato gradevole, come qualcosa di simile a quanto visto in Bioshock. Una vera bestemmia, non solo perché quello messo in campo da Atmos Games (con alle spalle quei vecchi volponi di 3D Realms) sia infinitamente più basico, ma anche perché manca soprattutto la varietà e la strategia garantite dai poteri ricombinanti di Rapture.
Quindi smettetela di cercare paralleli pericolosi e inutili e godetevi atmosfere, follia e, perché no, la storia di questo Twisted Towers per quello che è: un gioco onesto, divertente e leggermente diverso dal solito. E tanto vi deve bastare.
Lasciate in pace Bioshock, che è meglio.
See ya