CULTIC: Recensione di un boomer shooter per chi ha amato 3D Realms e Blood

CULTIC è pure frenesia in grandi pixel

di Simone Marcocchi
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Quando avviate CULTIC la vostra mentre richiama alla memoria l'estetica dei ai grandi sparatutto degli anni Novanta senza limitarsi a copiarli. Sviluppato quasi interamente da Jason Smith di Jasozz Games e pubblicato da 3D Realms, il gioco si presenta come un boomer shooter fortemente ispirato a Blood, ma arricchito da numerose idee moderne che lo rendono immediatamente riconoscibile e sorprendentemente fresco. 

La storia mette il giocatore nei panni di un detective ossessionato da una serie di sparizioni collegate a una misteriosa setta. Dopo essere stato catturato e lasciato per morto in una fossa comune, il protagonista riesce a sopravvivere e intraprende una brutale vendetta contro il culto responsabile. La trama non è particolarmente innovativa, ma riesce a creare un'atmosfera inquietante e coinvolgente grazie a documenti disseminati negli scenari e a un efficace storytelling ambientale.

Il vero punto di forza dell'opera è il gameplay. Le sparatorie sono rapide, violente e incredibilmente soddisfacenti. Ogni arma trasmette una sensazione di potenza tangibile, dal fucile a pompa devastante fino all'iconico fucile a leva che consente spettacolari colpi alla testa. I nemici reagiscono in modo convincente agli impatti, generando un'esplosione di sangue e smembramenti che richiama i capolavori dell'epoca d'oro degli FPS. 

A differenza di molti sparatutto retro, CULTIC permette approcci differenti agli scontri. È possibile irrompere in una stanza sparando all'impazzata, oppure sfruttare esplosivi, trappole ambientali e coperture per eliminare gli avversari in maniera più strategica. Questa libertà rende ogni combattimento dinamico e imprevedibile.


Anche il level design convince pienamente. Le mappe sono ampie, ricche di percorsi alternativi, segreti e aree opzionali. L'esplorazione viene premiata costantemente con munizioni, miglioramenti e informazioni sulla lore. Pur richiamando la struttura labirintica dei classici sparatutto degli anni Novanta, i livelli risultano generalmente più leggibili e meno frustranti per il giocatore moderno

Dal punto di vista artistico, CULTIC possiede una personalità straordinaria. I modelli tridimensionali convivono con sprite bidimensionali in uno stile che ricorda i giochi Build Engine, ma l'illuminazione, gli effetti particellari e la regia delle sequenze horror donano al tutto un'identità moderna e inquietante. Le ambientazioni rurali decadenti, gli ospedali abbandonati e le miniere infestate creano una costante sensazione di tensione. Anche il comparto sonoro merita una menzione speciale.

Le armi producono effetti sonori potenti e convincenti, mentre la colonna sonora alterna brani aggressivi a momenti più cupi, contribuendo a mantenere alta la tensione durante tutta l'avventura. 

I difetti non sono molti. Alcuni giocatori potrebbero trovare l'impianto generale eccessivamente derivativo rispetto a Blood, mentre la narrazione rimane spesso in secondo piano rispetto all'azione. Tuttavia, si tratta di limiti relativamente marginali in un prodotto che punta deliberatamente a soddisfare gli appassionati degli sparatutto classici.