Tales of Eternia Remastered — Recensione: un grande JRPG del 2000 rispettato e finalmente accessibile

Bandai Namco e TOSE riportano su PS5 e PC uno dei capitoli più amati della saga Tales of, con 60fps, grafica rimasterizzata, incontri casuali disattivabili, indicatori di percorso e Battle Retry.

di Manuel Le Saux
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Pubblicato originariamente nel 2000 in Giappone e arrivato in Occidente nel 2001, Tales of Eternia rappresenta uno degli episodi più apprezzati della celebre serie di giochi di ruolo giapponesi targata Namco. Sviluppato originariamente da Wolf Team, il titolo ha contribuito a consolidare l'identità di un franchise capace di distinguersi attraverso combattimenti dinamici, personaggi caratterizzati con cura e storie che mettono al centro i rapporti umani.

All'epoca, il gioco seppe ritagliarsi uno spazio importante nel panorama dei JRPG grazie alla sua struttura avventurosa, al sistema di combattimento in tempo reale e a un universo narrativo costruito attorno a due mondi profondamente diversi. Elementi che, ancora oggi, permettono di riconoscere in Eternia una produzione dotata di una personalità ben definita.

A distanza di oltre venticinque anni dal debutto, Bandai Namco riporta questa avventura sulle piattaforme moderne con Tales of Eternia Remastered, una versione realizzata da TOSE che conserva l'impianto originale, intervenendo sulla resa visiva, sugli effetti sonori e soprattutto sulla qualità della vita. Non siamo davanti a un remake che riscrive le fondamenta dell'esperienza, ma a una rimasterizzazione che punta a rendere più accessibile un'avventura storica, senza snaturarne le caratteristiche principali.

La possibilità di alternare la presentazione originale a quella rimasterizzata è una delle aggiunte più interessanti, ma è soprattutto il lavoro svolto sulle meccaniche di gioco a fare la differenza. Indicatori per orientarsi, controllo degli incontri casuali, nuove opzioni per i combattimenti e numerose semplificazioni permettono di affrontare il viaggio con una fluidità impensabile nella versione originale.

Il risultato è un JRPG che conserva il fascino della sua epoca, ma cerca di eliminare buona parte degli attriti che oggi potrebbero scoraggiare chi non ha mai avuto occasione di provarlo. 

Inferia, Celestia e il Grande Impatto — due mondi, un destino comune

La vicenda di Tales of Eternia prende forma in un universo diviso tra Inferia e Celestia, due mondi distinti, caratterizzati da culture, società e modi di vivere differenti. Il loro equilibrio, già segnato da incomprensioni e divisioni, viene messo in discussione dall'arrivo di una misteriosa ragazza che cambierà radicalmente il destino dei protagonisti.

Il nostro viaggio comincia nel villaggio di Rasheans, dove incontriamo Reid Hershel, un giovane cacciatore dal carattere schietto e dall'indole impulsiva, e Farah Oersted, sua amica d'infanzia, dotata di un forte senso della giustizia e sempre pronta a intervenire quando qualcuno ha bisogno di aiuto.

Le loro vite prendono una direzione inaspettata quando fanno la conoscenza di Meredy, una ragazza proveniente da Celestia che parla una lingua sconosciuta. Per comprenderla e scoprire le sue origini, i due si affidano a Keele Zeibel, un giovane studioso particolarmente interessato alla ricerca scientifica e ai fenomeni che regolano il mondo.

Quello che inizialmente sembra un incontro insolito si trasforma presto in una missione molto più grande. I protagonisti scoprono infatti che una catastrofe chiamata Grande Impatto, conosciuta anche come Grand Fall, minaccia di provocare la collisione tra Inferia e Celestia, mettendo a rischio l'esistenza stessa dei due mondi.

Per impedire il disastro, il gruppo dovrà intraprendere un lungo viaggio alla ricerca dei Craymel Superiori, potenti entità legate agli elementi e fondamentali per comprendere gli eventi che stanno sconvolgendo il loro universo.

La storia funziona soprattutto grazie alla contrapposizione tra i suoi personaggi. Reid è pragmatico e poco incline alle complicazioni intellettuali, Farah rappresenta la componente più altruista e determinata del gruppo, mentre Keele affronta gli eventi attraverso la razionalità e la conoscenza. Meredy, invece, costituisce il collegamento tra due realtà che faticano a comprendersi, diventando progressivamente una figura centrale nell'evoluzione narrativa.

Il viaggio non si limita a una successione di luoghi da visitare e nemici da sconfiggere. Il confronto tra Inferia e Celestia permette di affrontare temi come il pregiudizio, le differenze culturali, la paura di ciò che non si conosce e le conseguenze delle divisioni costruite dagli esseri umani.

Pur conservando alcuni tratti tipici dei JRPG della sua generazione, tra situazioni leggere, momenti drammatici e dialoghi che approfondiscono i rapporti tra i protagonisti, Tales of Eternia riesce a costruire un'avventura coinvolgente, sostenuta da un gruppo di personaggi che cresce insieme agli eventi.

La narrazione segue ritmi che riflettono l'epoca di appartenenza, ma il suo cuore rimane efficace. La minaccia che incombe sui due mondi fornisce una motivazione concreta all'esplorazione, mentre le relazioni tra i protagonisti impediscono alla vicenda di ridursi a una semplice corsa contro il tempo. 

L'ALMBAS in tempo reale ancora oggi divertente e immediato

Il cuore dell'esperienza rimane l'Aggressive Linear Motion Battle System, il sistema di combattimento in tempo reale che caratterizza il gioco e lo distingue da molti RPG tradizionali basati su scontri a turni.

Durante le battaglie, i personaggi si muovono su un piano bidimensionale, affrontando direttamente gli avversari attraverso attacchi fisici, tecniche speciali e abilità magiche. Il sistema richiede di imparare a gestire le distanze, individuare le aperture nella difesa nemica e concatenare le mosse per costruire sequenze offensive efficaci.

Reid rappresenta il riferimento principale per chi predilige uno stile di combattimento ravvicinato, ma il gruppo offre possibilità differenti attraverso le abilità dei suoi componenti. La scelta delle tecniche, la composizione della squadra e la gestione dei personaggi controllati dall'intelligenza artificiale diventano progressivamente importanti, soprattutto negli scontri più impegnativi.

Il sistema conserva una buona immediatezza e, ancora oggi, riesce a offrire battaglie divertenti. La componente action dona agli scontri un ritmo che si sposa bene con la progressione del gioco, mentre la possibilità di concatenare le arti permette di sperimentare approcci differenti.

La remastered non rivoluziona questo impianto, ma interviene in maniera significativa sull'esperienza complessiva, rendendo più agevole affrontare l'avventura senza sacrificare la struttura originale. 

Le novità della remastered: QoL, Battle Retry, Boost e controllo degli incontri

La prima aggiunta che merita attenzione è la possibilità di scegliere tra la modalità grafica rimasterizzata e quella originale. Il passaggio può essere effettuato attraverso le impostazioni, permettendo di confrontare direttamente la presentazione aggiornata con quella storica.

Una soluzione analoga è prevista per gli effetti sonori, grazie a un'opzione dedicata che consente di alternare la resa sonora originale a quella rimasterizzata. Due possibilità che rappresentano un valore aggiunto per chi conosce già il gioco, ma anche uno strumento utile per comprendere il lavoro svolto sulla nuova edizione.

Sul fronte della navigazione, l'introduzione degli indicatori di destinazione è una delle modifiche più importanti. L'originale richiedeva una maggiore attenzione nell'individuare il luogo da raggiungere, affidandosi maggiormente all'esplorazione e alle informazioni raccolte durante i dialoghi. Nella remastered, invece, gli indicatori aiutano a capire dove proseguire, riducendo le situazioni in cui si rischia di vagare senza una direzione precisa.

Questo intervento rende l'avventura più scorrevole e contribuisce a ridurre il backtracking superfluo. Gli spostamenti tra aree già visitate non scompaiono completamente, ma diventano meno dispersivi grazie a indicazioni più chiare e a una gestione più moderna dei tempi di gioco.

Un'altra novità importante riguarda gli incontri casuali, che ora possono essere disattivati attraverso le impostazioni dedicate. Si tratta di una funzione che cambia sensibilmente il rapporto con l'esplorazione: chi vuole concentrarsi sulla storia può attraversare determinate zone senza essere continuamente interrotto, mentre chi desidera accumulare esperienza può riattivare gli scontri in qualsiasi momento.

È una libertà che permette di gestire meglio il ritmo dell'avventura, evitando che gli incontri casuali diventino un ostacolo alla progressione. Naturalmente, disattivare i combattimenti significa anche rinunciare alle relative ricompense, quindi sarà necessario prestare attenzione al livello della squadra quando si affrontano nemici particolarmente impegnativi.

La remastered introduce inoltre la funzione Boost, attraverso la quale è possibile intervenire su alcuni aspetti della progressione e della frequenza degli incontri. Le nuove opzioni permettono di adattare maggiormente l'esperienza alle proprie esigenze, riducendo il tempo necessario per affrontare le fasi più ripetitive.

A queste si aggiungono il Quick Recovery, che facilita il recupero della squadra, e il Battle Retry, che consente di riprovare uno scontro dopo una sconfitta senza dover necessariamente ripercorrere lunghi tratti dell'avventura.

Sono aggiunte apparentemente semplici, ma particolarmente utili quando si affrontano boss capaci di mettere in difficoltà il gruppo. In un gioco di ruolo dalla struttura estesa, poter riprendere rapidamente un combattimento rappresenta un vantaggio concreto, soprattutto quando si desidera sperimentare strategie differenti.

Anche i minigiochi beneficiano di un intervento mirato: la possibilità di saltarli o riprovare determinate prove rende meno frustranti alcune attività secondarie, evitando che singole sezioni finiscano per rallentare eccessivamente il ritmo generale.

Non mancano altre comodità, come la modalità ad alta velocità durante i combattimenti automatici, utile per superare più rapidamente gli scontri meno impegnativi, e le opzioni per automatizzare la visualizzazione dei messaggi durante gli eventi e le conversazioni.

La remastered introduce inoltre uno Skit Player, attraverso il quale è possibile rivedere numerose conversazioni opzionali già incontrate. Gli skit sono una componente importante della caratterizzazione dei personaggi e permettono di approfondire i loro rapporti al di fuori degli eventi principali. Avere la possibilità di recuperarli rappresenta quindi un'aggiunta gradita, soprattutto per chi desidera conoscere meglio il gruppo.

Sul fronte della difficoltà, sono disponibili nuove opzioni pensate per chi cerca una sfida superiore. La modalità Extreme è selezionabile fin dall'inizio, mentre la modalità Unknown si sblocca dopo aver completato il gioco, offrendo un ulteriore incentivo per chi desidera tornare a esplorare Eternia.

Nel complesso, le novità non modificano la natura del gioco, ma intervengono su numerosi piccoli aspetti che, sommati, producono un miglioramento tangibile. La possibilità di scegliere quando combattere, saltare alcune attività, accelerare gli scontri automatici e riprovare rapidamente le battaglie rende l'esperienza più rispettosa del tempo del giocatore.

È proprio questo il principale merito della rimasterizzazione: non cerca di trasformare Tales of Eternia in un RPG moderno attraverso modifiche invasive, ma individua i punti in cui l'esperienza originale poteva risultare macchinosa e cerca di renderli più gestibili. 

Comparto tecnico: 60fps e grafica rimasterizzata, con qualche imperfezione nei fondali

Dal punto di vista tecnico, Tales of Eternia Remastered conserva l'impostazione bidimensionale dell'originale, intervenendo sulla presentazione grafica per adattarla agli schermi e alle piattaforme contemporanee.

Gli ambienti mantengono la struttura tipica dei JRPG dell'epoca, con personaggi stilizzati, scenari bidimensionali e fondali che accompagnano l'esplorazione. Il lavoro di rimasterizzazione permette di restituire maggiore pulizia alla presentazione generale, rendendo più gradevole la fruizione del gioco sui display moderni.

Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di passare dalla grafica rimasterizzata a quella originale. Non si tratta soltanto di una funzione nostalgica: il confronto diretto consente di apprezzare le differenze nella resa degli elementi visivi e di scegliere la modalità più adatta alle proprie preferenze.

Il risultato, tuttavia, non è uniforme in ogni situazione. Alcuni elementi beneficiano chiaramente dell'aggiornamento, mentre determinati fondali pre-renderizzati possono apparire meno convincenti rispetto al resto della presentazione.

Il problema emerge soprattutto quando gli sfondi vengono confrontati con gli elementi in primo piano. In alcune circostanze, la rielaborazione non riesce a eliminare completamente la sensazione di piattezza delle immagini, lasciando percepire la distanza tra le tecniche artistiche originali e le aspettative visive contemporanee.

Non siamo davanti a un intervento che trasforma radicalmente il comparto grafico, né sarebbe corretto aspettarselo da una remastered di questo tipo. Il lavoro punta principalmente a conservare l'identità visiva del gioco, rendendola più fruibile sulle piattaforme moderne.

Un altro elemento positivo riguarda la fluidità. Il gioco gira a 60 fps, una caratteristica particolarmente importante durante i combattimenti, dove la rapidità delle animazioni e la concatenazione delle tecniche contribuiscono direttamente alla sensazione di controllo.

La maggiore fluidità rende gli scontri più piacevoli da affrontare e valorizza un sistema di combattimento che basa gran parte del proprio fascino sulla velocità delle azioni.

Nel complesso, il comparto tecnico svolge adeguatamente il proprio compito. La remastered non punta a stupire con effetti grafici elaborati o con una ricostruzione completa degli ambienti, ma propone un aggiornamento rispettoso della direzione artistica originale, con qualche imperfezione nei fondali che impedisce al lavoro di risultare impeccabile. 

Comparto sonoro: colonna sonora storica, effetti aggiornati e testi in italiano

Il comparto sonoro conserva un ruolo importante nell'identità dell'avventura, accompagnando l'esplorazione, i dialoghi e i combattimenti con una colonna sonora che contribuisce a definire le diverse atmosfere del viaggio.

Le musiche alternano momenti più leggeri a passaggi avventurosi ed episodi dal tono maggiormente drammatico, seguendo l'evoluzione della storia e dei suoi protagonisti. Le battaglie, in particolare, beneficiano di un accompagnamento che sostiene il ritmo degli scontri senza sottrarre spazio all'azione.

Anche in questo caso, la possibilità di alternare gli effetti sonori rimasterizzati a quelli originali rappresenta una delle caratteristiche più apprezzabili della nuova edizione. Chi ha già giocato il titolo può recuperare parte delle sensazioni legate alla versione storica, mentre i nuovi giocatori possono scegliere la presentazione aggiornata.

È importante distinguere questa funzione dalla selezione delle voci: il gioco permette infatti di scegliere tra il doppiaggio giapponese e quello inglese, mentre i testi sono disponibili in italiano.

La localizzazione italiana consente quindi di seguire la storia, comprendere i dialoghi e approfondire le relazioni tra i protagonisti senza dover necessariamente conoscere altre lingue. Le sequenze narrative possono così essere apprezzate anche da chi si avvicina per la prima volta alla serie.

L'assenza di un doppiaggio italiano non rappresenta una sorpresa per una produzione di questo tipo, ma è corretto sottolineare che le voci non sono recitate nella nostra lingua. La presenza delle opzioni giapponese e inglese permette comunque di scegliere la versione più congeniale ai propri gusti.

Il risultato complessivo è positivo. La possibilità di alternare gli effetti sonori, insieme alla selezione delle voci, offre una flessibilità apprezzabile e permette di personalizzare l'esperienza senza rinunciare all'identità sonora dell'originale.