Recensione Legacy of Kain: Ascendance - Un ritorno a Nosgoth tra luci e ombre

Tra il fascino della narrazione di Elaleth e i limiti di un gameplay platform fin troppo basico: l'analisi completa del nuovo capitolo.

di Domenico Colantuono

Quando si parla della saga di Legacy Of Kain sembra esserci sempre quel presentimento di star parlando di qualcosa con un passato glorioso che si è perso nei meandri del tempo.
Alcuni parlano di una saga incapace di innovarsi, altri invece di strategie aziendali non ottimali: come quella di Eidos di focalizzarsi su Tomb Raider o di Square Enix di cancellare Legacy of Kain Dead Sun.

Fatto sta che il franchise è rimasto silente per più di 20 anni, o almeno fino al 2022 quando Embracer ha acquistato i diritti del franchise, mettendoli nelle mani di Crystal Dynamics dando poi il via a una serie di operazioni remastered atte a sondare il terreno in vista di un futuro ritorno.

Ritorno che è stato annunciato nello scorso State Of Play, quando dopo l’annuncio della Remastered di Defiance ci siamo trovati davanti alla presentazione di Legacy Of Kain: Ascendance; nuovo capitolo della saga che promette di accompagnarci di nuovo a Nosgoth alla scoperta delle sue storie e dei suoi segreti.

Legacy Of Kain: Ascendance. Un nuovo gioco per vecchie storie

Ascendance arriva con delle grosse aspettative e responsabilità. Non solo ha il dovere di portare avanti la saga, ma anche di raccontare qualcosa riguardo Raziel, Kain e Nosgoth che valga la pena vedere, ascoltare e giocare.

Con questa consapevolezza, Crystal Dynamics si è affidata a chi la saga la conosce per bene: Bit Bot Media che già in passato ha lavorato alla graphic novel Legacy Of Kain: The Dead Shall Rise, che va ad esplorare il passato di Raziel nel suo ruolo di luogotenente di Kain attraverso l’introduzione di Elaleth, vampira che aiuta Raziel a comprendere di più sulle sue origini da umano e sarafan.

Legacy Of Kain: Ascendance riparte proprio dalle pagine della graphic novel; riprende il personaggio di Elaleth e lo utilizza per raccontare il dietro le quinte degli eventi che hanno plasmato Nosgoth e i suoi pilastri, buttando al contempo anche le basi per il futuro della saga.

Tra passato e futuro, la trama di Legacy Of Kain: Ascendance

Come detto, Legacy Of Kain: Ascendance introduce il personaggio di Elaleth, sorella di Raziel che è stata tramutata in vampiro ed è alla ricerca di un paradosso temporale che le permetta di riportare in vita il suo amato Mathias.

L’incipit per quanto banale è funzionale alla narrazione poiché permette a Elaleth di entrare in contatto con tutti quei personaggi che nel corso degli anni hanno plasmato e impattato sul destino di Nosgoth, facendo sì che la nostra vampira possa metter il suo zampino su questi.

Nel suo viaggio, Elaleth ha infatti chiesto aiuto a Moebius, il quale onde evitare che questa intralciasse i suoi piani per Raziel, l’ha condannata a vagare incessantemente per le linee temporali.
Elaleth è stata però salvata da Ky’Set’Syk, una figura metà umana e metà hylden, che ha donato alla vampira i poteri della magia hylden e l’ha aiutata a sfuggire alla maledizione di Moebius.

Grazie alla protezione di Ky’Set’Syk, Elaleth riesce a immettersi negli eventi che hanno plasmato Nosgoth influenzando le vite di Raziel e Kain molto più di quanto loro possano immaginare.

Il gameplay deludente di Legacy Of Kain: Ascendance

Se la storia di Ascendance riesce ad essere intrigante, anche grazie a una base di altissimo livello, lo stesso purtroppo non si può dire della proposta ludica del titolo; la quale è decisamente al di sotto delle aspettative.

Legacy Of Kain: Ascendance è un action-platform 2D in pixel art contornato da cutscene in 3D che alle volte cercano di rimandare allo stile PS1 e altre volte propongono uno stile anime.
Il gioco permette di controllare ben 4 personaggi: la già citata Elaleth, Raziel nella sue vesti di guerriero sarafan e vampiresca e Kain.


Al netto dei 4 personaggi, la proposta ludica del gioco è veramente basica. Ascendance prova a dare l’impressione di aver strutturato 4 gameplay diversi, ma la realtà è che al netto della possibilità di Elaleth e Raziel di usare le ali - in sessioni che ricordano il giustamente dimenticato Flappy Bird - e quella di Kain di oltrepassare dei cancelli, la proposta ludica si limita a 2 attacchi - uno semplice con spada e uno dall’alto - coi quali superare i vari nemici.

Alla fine di ogni livello vi è poi una boss fight che si limita all’elementarissimo schivare l’attacco nemico e attaccare subito dopo: ripetere per qualche minuto e il gioco è fatto.

Le aree di gioco sono poi molto lineari, con alcune deviazioni possibili per raccogliere i vari collezionabili e pergamene nascoste in giro che però non sono per nulla essenziali nell’economia di gioco.

Legacy Of Kain: Ascendance, una proposta artistica tra alti e bassi

L’annuncio di un gioco in 2D in pixel art ha fatto storcere il naso a tantissimi fan, tuttavia va ricordato che esistono titoli in 2D di ottima fattura, vedasi Celeste o Blasphemous 2, e titoli in 2D che lasciano l’amaro in bocca. Legacy Of Kain: Ascendance appartiene alla seconda categoria.

Se l’uso della pixel art è una scelta stilistica del team di sviluppo che può piacere o non piacere, è d’obbligo osservare che questa scelta non riesce a trasmettere la maestosità delle ambientazioni di Nosgoth o le atmosfere tipiche della saga.
Mentre scorrono le immagini su schermo è impossibile non pensare ad Ascendance come un’operazione al risparmio, che segue quella voglia di sondare il terreno già avviata con le due remastered di Soul Reaver e Defiance.

Un accenno va fatto anche alle cinematiche che falliscono sia nel ricreare lo stile PS1 - Legacy Of Kain Soul Reaver rappresentava l’avanguardia all’epoca - che nel proporre uno stile anime che sembra una produzione Netflix a basso budget.

Tutt’altra storia vale per l’audio del gioco, il quale vanta il ritorno dei doppiatori originali: Michael Bell (Raziel), Simon Templeman (Kain), Anna Gunn (Ariel), e Richard Doyle (Moebius), i quali, nonostante il peso degli anni, riescono ad offrire una prova di altissimo livello.

La soundtrack del gioco è stata invece affidata a Klayton, nome illustre che ha già lasciato la sua firma su produzioni cinematografiche e videoludiche di altissimo livello e che per Ascendance ha preparato una serie di tracce che spaziano dall’elettronica al metal, giocando molto con il tema originale di Legacy Of Kain.

Legacy Of Kain: Ascendance - vale la pena tornare a Nosgoth?

Legacy Of Kain: Ascendance è un gioco dal sapore dolceamaro.
Il titolo riesce nell’impresa, complicata, di proporre qualcosa di nuovo in quel di Nosgoth e lo fa mettendo in campo un personaggio che si presenta come il tassello perfetto per raccontare il dietro le quinte dei fatti che abbiamo vissuto in passato e per creare nuovi elementi narrativi su cui costruire il futuro del franchise.

Tuttavia, il gioco fallisce nella sua proposta ludica. Ascendance è un forte passo indietro rispetto a ciò che abbiamo visto e apprezzato in passato; non solo per la formula proposta, ma soprattutto per il modo in cui questa formula è stata declinata.

È oggi difficile capire quali siano i piani di Embracer e Crystal Dynamics per Legacy Of Kain. Dopo due remastered atte a sondare il terreno, Ascendance è sicuramente un gioco da provare per scoprire i retroscena degli eventi accaduti a Nosgoth, ma non è la proposta che i fan si aspettavano dopo più di 20 anni di attesa.
Quindi, la domanda che mi pongo è la stessa con cui ho concluso la recensione della remastered di Defiance: Siamo sicuri che la saga di Legacy Of Kain si meriti tutto ciò?