MXGP 26, corse senza fronzoli per i fan dello sterrato su due ruote

Artefacts Studio aggiusta il tiro nel motocross ufficiale, con una trasposizione asciutta ma che funziona grazie a una solida base di partenza

MXGP 26, corse senza fronzoli per i fan dello sterrato su due ruote
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Nel 2021, Milestone abbandonava la licenza MXGP. Il testimone venne raccolto da Artefacts Studio e Nacon, ma il loro primo tentativo non è andato benissimo, con MXGP 24 bistrattato malamente da critica e giocatori. Il team francese però ci ha riprovato per l’edizione di quest'anno, e stavolta pare proprio aver imparato la lezione.

MXGP 26, corse senza fronzoli per i fan dello sterrato su due ruote

A differenza dello sfortunato predecessore, MXGP 26 è stato realizzato con l’Unreal Engine 5, e ciò ha probabilmente consentito ai suoi creatori di buttare giù qualche vecchio muro per ricostruire daccapo. La prima cosa che salta all’occhio è che non c’è una modalità carriera. Il pacchetto include infatti le classiche prova a tempo, evento singolo e campionato (più un campetto all’aperto dove allenarsi); fine. Potremo creare un pilota originale e personalizzarne casco, tuta e moto, ma non avremo a che fare con sponsor, cambi di casacca, sviluppi tecnici o pubbliche relazioni; si salta in sella e si parte.

Gli amanti delle simulazioni più immersive potrebbero non gradire un simile approccio, tuttavia trovo quasi “rincuorante” che qualcuno nel 2026 abbia preferito una filosofia “plug-and-play" per questo tipo di esperienze sportive. Le due realtà potevano coesistere? Certo, di base ci ritroviamo con meno contenuti singleplayer su cui mettere le mani, ma ben venga se il minor carico di lavoro ha permesso agli sviluppatori di ripulire al meglio le fondamenta dell’opera.

MXGP 26, corse senza fronzoli per i fan dello sterrato su due ruote

E infatti, a dispetto di una cornice essenziale, il modello di guida di MXGP 26 è davvero ben fatto. La curva di apprendimento è bella ripida, ci vuole tempo per imparare a trasferire il peso in movimento e a raddrizzarsi in aria, e comunque basta un nulla per spalmarsi sulle recinzioni, ma la ricompensa è un gameplay in grado di regalare grosse soddisfazioni. In soccorso del giocatore intervengono una lunga serie di aiuti al “volante”, che consentono di approcciare per gradi le numerose dinamiche, rendendo la pratica accessibile e divertente, nonostante ci si sfracelli di continuo.

Ogni tracciato ha un layout distintivo, influenzato inoltre dalla “durezza” della superficie e dal meteo, con la pioggia che rende il tutto più scivoloso (non troppo, ma meglio così). Le moto sono stock, ogni costruttore vanta determinate performance che non avremo modo di ritoccare, ma potremo intervenire a piacimento su assetto e rapporti, in modo generico oppure al dettaglio, con descrizioni piuttosto accurate sull’effettivo rendimento in pista.

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L’IA a sua volta può essere adattata per non dare eccessivo filo da torcere e ha un comportamento abbastanza credibile. Gli avversari seguono traiettorie diverse a seconda del fondo stradale, non formano mai gruppi troppo compatti e non è raro vederli andare per prati. Se la cosa ci aggrada, possiamo pure provare a speronare i malcapitati di turno o atterrargli in testa nel tentativo di disarcionarli (spesso con risultati disastrosi). Alle difficoltà maggiori invece vanno come treni e consentono ben pochi errori.

Un altro aspetto particolarmente riuscito di MXGP 26 è la deformazione dinamica del terreno, i cosiddetti “ruts”. Possiamo regolarne l’intensità, accentuando la creazione di canali e piccole rampe al passaggio delle moto. Questi rendono via via la percorrenza più difficoltosa, ma imparando ad “agganciarsi” è possibile seguire traiettorie più strette in curva senza perdere velocità. Di contro una mossa falsa e si finisce nella stratosfera. Il motore fisico si comporta egregiamente nel gestire le asperità del suolo e i tanti sobbalzi a cui siamo soggetti, ma ogni tanto capita di “rimbalzare” quando la ruota non poggia bene dopo un atterraggio. Nulla di grave, di solito la risposta ai comandi non potrebbe essere più attendibile.

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In generale, si guida che è un piacere, con un buon senso di velocità e un’altrettanto buona resa del peso di pilota e veicolo. Anche dopo ore si apprendono nuovi trucchi e vien facilmente voglia di accenderlo per una partita al volo. I menù sono spartani, ma si navigano in pochi secondi, e i tempi di caricamento sono brevi; basta un attimo per scendere in pista. L’unica cosa che non sopporto sono i commissari ai lati della carreggiata che non si scansano. Se ci si potesse passare attraverso andrebbe pure bene, ma contano come ostacolo e obbligano al riposizionamento in caso di urto, perdendo secondi preziosi. Va bene essere ligi al proprio dovere, ma se mi arriva addosso una moto un minimo proverei a evitarla.

Se dunque manca la carriera, c’è mica una sorta di progressione? A conti fatti, no: abbiamo accesso sin dal primo avvio all’intero roster di atleti e mezzi, sia della categoria 250 che della 450, e possiamo rimaneggiare eventi e stagioni come preferiamo. Se non altro, il nostro pilota potrà sbloccare una nutrita schiera di caschi, guanti, stivali e altri orpelli con i biglietti ottenuti completando determinate sfide. È tutto in-game (eccetto alcune livree riservate al pre-order e all’edizione speciale); niente Season Pass, punti esperienza o missioni giornaliere. L’editor è ben fornito e ha un sacco di opzioni per agghindare tuta e cavalcatura, sebbene non sia esaustivo come altri suoi coetanei.

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Discreta la presentazione, con modelli che vantano un livello di dettaglio e animazioni più che adeguati. Anche qui i protagonisti sono ghiaia e terriccio, grazie a texture ed effetti speciali molto credibili, ma mi sarei aspettato più schizzi di fango sui corridori, soprattutto durante la pioggia. Sulla mia macchina (un 7800X3D munito di 4070) e con tutto sparato al massimo, il frame rate rimane relativamente basso, ma è stabile, oscillando tra i 60 e i 70 fps, con giusto qualche calo appena percettibile al via e in condizioni di meteo avverse. Bruttini i volti di assistenti e spettatori, ma non li vedremo praticamente solo negli intermezzi.

La colonna sonora annovera una singola traccia, che riesce a non venire a noia mentre si sfogliano i menù, mentre in gara dovremo arrangiarci con il ronzio dei motori e lo sdrucciolare delle ruote. È un sottofondo ok, ma un paio di motivetti extra non guastavano. Il comparto multiplayer tiene fede al resto del pacchetto, proponendo poche, classiche opzioni, con match classificati e stanze private. Non ho avuto occasione di provarlo, ma dai resoconti attualmente in giro pare ci sia qualche problema di latenza con giocatori in server distanti. Da approfondire.

MXGP 26, corse senza fronzoli per i fan dello sterrato su due ruote
MXGP 26 - The Official Game

Versione Testata: PC

7.5

Voto

Redazione

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MXGP 26 - The Official Game

MXGP 26 sembra provenire dal 2006, e lo dico con un’accezione quanto più positiva possibile. Mancano pezzi e ci sono alcuni ritocchi da fare, ma le basi ci sono tutte e funzionano molto bene. Se il vostro obiettivo è sollevare un po’ di polvere e volare sui dossi, la produzione Artefacts Studio non vi deluderà affatto. Se invece cercate un’esperienza più particolareggiata, potreste rimanere presto a secco di materiale. I passi in avanti rispetto a MXGP 24 sono tanti e tangibili; con questa premessa, il prossimo capitolo farà scintille.