MLB The Show 26 è ancora il re del baseball? La nostra recensione!

Il baseball videoludio è davvero cambiato o MLB The SHow 26 è un more of the same? Ecco la risposta!

di Fabio Fundoni

MLB The Show 26: cosa c'è di nuovo per i gamer che amano il baseball?

Siete fan accaniti del baseball o vi siete avvicinati a questo stupendo sport solo ultimamente, magari grazie ai fantastici risultati della nazionale azzurra durante il recente World Baseball Classic? Allora aspettate un attimo prima di correre a casa base e prendetevi il tempo per leggere la nostra recensione di MLB The Show 26! Sviluppato dal San Diego Studio di Sony, MLB The Show è sempre stato un precursore delle produzioni multipiattaforma, tanto che, nonostante sia un titolo PlayStation, arriva su piattaforme Xbox dal 2021 e più recentemente si è aperto anche a Nintendo Switch e Switch 2 tramite compatibilità con la precedente console. Quindi mi sono armato di mazza, guantone e PlayStation 5, per capire le novità che ci offre questo nuovo episodio della saga. Che MLB The Show sia il punto di riferimento per chi è alla ricerca di un titolo che punta a far vivere il baseball a 360 gradi è un dato di fatto, ma ricordate che tutto gira intorno alla scena americana, basata sulla Major League e sulle leghe minori, vedi i campionati Tripla A e Doppia A che vedono schierare giovani di belle speranze o vecchie glorie ancora in attività. Se siete arrivati a leggere questo articolo dopo aver seguito con entusiasmo il World Baseball Classic sappiate che, purtroppo, non potrete giocarci, se non in specifici programmi del Diamond Dynasty, ma di questo parleremo più avanti.

Come da tradizione della saga, MLB The Show 26 ci dà il benvenuto con un tutorial dove possiamo prendere confidenza con le varie modalità di controllo dedicate alla fase d'attacco e a quella di difesa mostrando, ancora una volta, un ampio ventaglio di offerte e opzioni che possono andare a soddisfare tutta l’utenza, sia quella interessata a un gameplay simulativo, sia quella che vuole scendere sul diamante e giocare senza perdere troppo tempo. Oltre ai controlli principali già visti negli scorsi anni, si segnala una modalità di battuta dove è più chiaro a schermo il posizionamento del colpo, così da avere maggiori riferimenti per capire dove la nostra mazza potrebbe incontrare la palla scagliata dal lanciatore. Proprio riguardo al lanciatore, ho apprezzato tantissimo la rinnovata possibilità di utilizzare la leva analogica destra in combinazione con i tasti del controller, soluzione che premia tanto la scelta strategica di che palla tirare, quanto la precisione dell’esecuzione, tra tempismo e traiettoria del lancio. Per quanto riguarda la gestione delle basi, sia in fase di conquista che di difesa, c’è stata qualche limatura, ma resta il fatto che il gameplay continua a svilupparsi sulla falsariga di quanto visto negli scorsi capitoli, scelta decisamente azzeccata, soprattutto perché portata avanti con intelligenza e il team San Diego ha dimostrato di aver accantonato le opzioni meno funzionali e aver puntato su quelle più soddisfacenti.

MLB The Show 26: tutte le modalità di gioco!

Una volta fatte le proprie scelte, sempre considerando che potrete cambiarle e rivederle in qualsiasi momento, arriva l'ora di scegliere a che modalità dedicarsi e anche in questo caso abbiamo davanti opzioni adatte a ogni tipologia di gamer. Per partite rapide ci sono le amichevoli di esibizione o la gara degli home run, sfide all’ultima battuta con cui potrete divertirvi anche se avrete una manciata di minuti a disposizione. Se poi siete nostalgici, potrete anche giocare partite in stile retro, direttamente dalle prime generazioni di MLB The Show. Road to The Show è la modalità carriera dove saremo chiamati a creare un nostro alter ego virtuale, uomo o donna, per iniziare la scalata verso l'olimpo del baseball. Si parte dal basso scegliendo il proprio ruolo e questa volta avremo modo di decidere se fare una vera e propria carriera scolastica prima di passare al professionismo. Road to The Show, al netto di qualche lungaggine o momento morto, continua a funzionare e si rivela uno dei punti focali del gioco. Diamond Dynasty è l'altro enorme polo d'intrattenimento grazie all'ormai rodato sistema di pacchetti di carte da sbustare per dare vita alla propria squadra dei sogni. Durante la mia prova sono riuscito a creare un team più che dignitoso senza dover ricorrere alle microtransazioni, ma è chiaro che, per competere al top, mettere mano al portafoglio sia utile. Come già detto, all'interno di questa modalità ci saranno dei momenti dedicati a eventi e contenuti legati al World Baseball Classic, ma è chiaro che ci sarebbe piaciuto poter vivere in prima persona le imprese di Sam Aldegheri e compagni.

Per chi ama avere tutto sotto controllo, la modalità Franchise è la scelta più azzeccata, visto che potrete gestire la vostra squadra dal punto di vista manageriale. Ci sono davvero tantissimi elementi da tenere in conto, ma la soddisfazione nel riuscire a far quadrare tutto è davvero grande. Bisogna dire che, rispetto al precedente episodio, Franchise è la modalità che ha ricevuto meno aggiornamenti, ma rimane funzionale e divertente. Molto più immediata Storylines che, per il quarto anno consecutivo, ci porta a vivere alcune delle storie più epiche delle Negro League, campionati che dalla fine dell’Ottocento sino al 1966 vedevano competere team formati quasi esclusivamente da afroamericani. Dovremo ripercorrere alcuni momenti chiave della carriera di dieci leggende come Roy Campanella, Joe Williams e Willard Brown e, portando a termine specifici obiettivi, riusciremo a rivivere veri e propri momenti di storia del baseball. Oltre a tutte queste modalità non mancano altre situazioni, tra cui segnalo la possibilità di giocare online in multiplayer la postseason o creare i propri campionati personalizzati. Insomma, è davvero impossibile non trovare la modalità adatta a chiunque nella nutritissima offerta di MLB The Show 26.

MLB The Show 26: vale la pena comprarlo?

Dal punto di vista tecnico, il titolo del San Diego Studio continua a utilizzare il motore grafico che abbiamo imparato a conoscere nelle precedenti versioni. La scelta permette al team di sviluppo di muoversi su binari sicuri e mostra animazioni sempre più fluide, ma bisogna dire che si inizia a sentire la necessità di una generale svecchiata. Gli atleti sono ben ricreati, ma alcuni elementi di contorno fanno sempre più fatica a trovare posto in una produzione tripla A, vedi il pubblico o alcune espressioni facciali del nostro avatar in Road to The Show. Il resto della produzione è di alto livello, con tanto di telecronaca e voce fuori campo degna di una vera partita della MLB, ma sappiate che tutto il gioco è in inglese, per quanto vi assicuro che basta davvero poco per riuscire a orientarsi al meglio dentro e fuori dal diamante di gioco.

MLB The Show 26 porta avanti la tradizione del brand senza cercare di abbandonare una strada sicura che gli ha regalato tanti successi puntando, piuttosto, su poche novità, ma ben studiate. Non mi sento di definire interlocutorio questo episodio della saga, perché indubbiamente funziona e diverte, per quanto si inizi a sentire la necessità di vedere qualche innovazione maggiore. Consigliatissimo a chi ama il baseball e anche a chi ci si sta avvicinando ultimamente ed è curioso di conoscere meglio il mondo della Major League, mentre i gamer più occasionali che hanno già il precedente episodio dovrebbero pensareci bene prima di mettere ancora mano al portafoglio perché, per quanto sia un titolo di ottima qualità, per loro MLB The Show 26 potrebbe essere un classico “more of the same”.