Gear.Club Unlimited 3, nuovi orizzonti non coprono un’esperienza di guida monotona – Recensione PC
Dopo il debutto in quel di Nintendo, Eden Games traghetta l’ultimo capitolo della sua saga automobilistica sulle altre piattaforme. Il potenziale c’è, ma la strada per il successo è ancora lunga

Dopo essere nata come applicazione free-to-play su mobile, ne ha fatta di carriera il franchise Gear.Club. Il terzo episodio della serie Unlimited è uscito infatti a inizio anno come esclusiva Switch 2 ed è approdato da poco su PC, PS5 e Xbox. Sulla console ibrida della casa di Kyoto, dove poteva vantare il pregio di essere uno dei pochi racing game in circolazione, il titolo ha però ricevuto un’accoglienza abbastanza tiepida da parte della critica. Qui la concorrenza è decisamente più spietata. È stato in grado di farsi valere?

La componente singleplayer di Gear.Club Unlimited 3 verte sull’inedita modalità Storia. Il nostro obiettivo sarà sviluppare la nuova succursale giapponese del Gear Club, una sorta di associazione che organizza corse ed eventi ufficiali in giro per il mondo. Partendo da un garage vuoto, acquisteremo la prima auto e convinceremo tecnici e sponsor del nostro valore vincendo gare di vario genere. Questo ci consentirà di acquistare attrezzature specializzate, mezzi più performanti e scalare le gerarchie dei club a livello nazionale.
La premessa è intrigante, con il gioco che sembra voler abbracciare un’anima agonistica e una manageriale, oltre a spingere sulla narrazione, ma si affloscia dopo qualche ora. I dialoghi, già di loro estremamente didascalici, si fanno via via più rari, e ad intervallarli ci sono sempre le solite attività, spesso senza contesto. Mi viene un dubbio poi sull’intera faccenda: questo Gear Club è davvero legale? Se girano fior di quattrini ed è pieno di investitori, perché mi ritrovo a correre nel nulla o a fare slalom nel traffico in tangenziale? Dov’è il pubblico? Da dove arrivano i soldi? A una certa la Bugatti stessa ci affitta una Veyron per sfidare un treno in corsa, ma devo comunque schivare i pendolari lungo la via; è normale? Mistero.

Dilemmi amletici a parte, Eden Games azzarda un approccio a cavallo tra Need for Speed, visto che dovremo tenerci stretta una vettura in particolare, che aggiorneremo gradualmente nel corso dell’avventura con un numero limitato di risorse, e Gran Turismo, con eventi dedicati a specifici costruttori, periodi storici e categorie di potenza. Il problema è che il titolo non vanta né la varietà e il carattere di uno, né la classe e la mole di contenuti dell’altro. All’attivo abbiamo infatti una manciata di location sì ben realizzate, ma anche piatte e molto simili tra loro, e un parco auto che annovera un sacco di costruttori ma con un paio di modelli ciascuno, per neanche 40 veicoli disponibili. Lodevole la presenza di così tante firme prestigiose, tuttavia a questo punto avrei provato a pompare i numeri.
Poco male; come si guida? Gear.Club Unlimited 3 adotta un modello simcade senza fronzoli, accessibile ma che richiede un minimo di accortezza per sfruttarne appieno il potenziale. Il comportamento del mezzo è prevedibile e piuttosto verosimile, mentre i potenziamenti sono impattanti in modo abbastanza concreto. Quello che non mi torna è la tendenza innaturale delle auto a trazione posteriore (e quindi la stragrande maggioranza del roster) ad andare in powerslide al primo accenno di gas in curva. Uno si aspetto un drift, e invece la macchina si raddrizza di colpo oppure diventa ingovernabile. È come se gli sviluppatori fossero partiti da una base arcade per poi aggiustare il tiro strada facendo, lasciando ai cambi di traiettoria questo compromesso poco funzionale. No, non ho il controllo trazione attivo.

Ovviamente l’IA ne è immune, dato che pennella le traiettorie con precisione millimetrica. Eccetto quando si ritrova colleghi vicini e si ammucchia ignorando buonsenso e bon ton. Il fatto che gli avversari non reagiscano al giocatore, non offrano uno straccio di sfida, e non ci siano danni manco estetici, rende ogni gara una prova a tempo senza mordente. Sulla scia del buon vecchio Project Gotham Racing, il gioco premia le guide più pulite con punti Unlimited, con cui moltiplicare le ricompense ottenute. È un sistema tuttavia un po’ arbitrario, visto che tiene conto solo delle velocità raggiunte e delle “sezioni perfette”. Una sezione perfetta per lui infatti equivale a non schiantarsi a più di cento all’ora contro il muro, il resto va bene; guai però a mettere una ruota sull’erba o a toccare un’altra vettura, anche se sono loro a speronarvi.
I classici circuiti e sprint, e i duelli alla Tokyo Xtreme Racer si completano da soli, mentre il cronometro è sempre molto generoso; la monotonia si fa presto sentire. Bocciate senza appello le corse in autostrada, noiose e frustranti; l’andatura della folla è casuale, e se più veicoli si appaiono sulla carreggiata è fisicamente impossibile passare, obbligando a inchiodare o a schiantarsi, perdendo tempo e punti (non che servano davvero).

Devo dire che, a dispetto di una quantità di materiale modesta, la progressione avanza a ritmi pachidermici. Sulla carta gli eventi sono tanti, brevi e possiamo pure saltarne un bel po’, quindi si smarcano rapidamente, ma l’esperienza è così fiacca che la voglia passa dopo qualche capitolo. Di per sé il pacchetto proposto da Gear.Club Unlimited 3 è ok, ma rispetto alla concorrenza, considerando anche un prezzo di listino non proprio contenuto, c’è carenza di personalità e rifiniture. Le idee per un racing game accattivante e “alternativo” ci sono, sulla scia dei tanti AA che popolavano le console di alcune generazioni fa, ma c’è da lavorare sull’esecuzione.
La presentazione è più che discreta, con modelli dettagliati e ambientazioni evocative, tra le regioni montane nipponiche, la riviera francese e i lunghi rettilinei notturni della Wangan. Il senso di velocità è buono e l’illuminazione niente male, sebbene afflitta da un fastidioso sfarfallio ogni qualvolta si accendono i fari. Mediocri le prestazioni, con il frame rate sulla mia 4070 che oscilla dagli oltre 100 ai 40-50 in momenti random, complici un’ottimizzazione spartana e l’utilizzo di Easy Anti-Cheat, che in un gioco principalmente singleplayer e senza online è abbastanza ridicolo. Un problema che si ripercuote persino sui menù, che ogni tanto si piantano per interi secondi. Non ho riscontrato stuttering, ma è stato lamentato da numerosi utenti su Steam.

Un po’ artificiale il rombo dei motori, ma nel complesso soddisfacente. Alcuni però sono più rumorosi di altri; una BRZ stock non fa tutto quel casino. Dimenticabile la colonna sonora. Portare a termine la storia vi terrà occupati una decina di ore, dopodiché vi restano le gare veloci in cui poter accedere all’arsenale completo. Il multiplayer è limitato a due giocatori in split-screen locale. Strano il downgrade rispetto a Gear.Club Unlimited 2, che ne supportava quattro, con tanto di online fino a otto.
Versione Testata: PC
Voto
Redazione

Gear.Club Unlimited 3
Avere opzioni sul mercato non dispiace affatto, ma la proposta di Eden Games non riesce a distinguersi e sciupa i suoi meriti con una realizzazione approssimativa e poco interessante. Se siete a corto di racing game da provare e non vi dispiace un modello più arcade che simulativo senza troppe pretese, Gear.Club Unlimited 3 potrebbe fare al caso vostro. Magari in sconto, e dopo qualche patch se giocate su PC.


