Final Fantasy Resonance, la recensione del ritorno del brand alla sua epoca d'oro
Final Fantasy Resonance: trama, gameplay, sistema di combattimento e caratteristiche del JRPG a turni per gli appassionati della saga Square Enix.

Final Fantasy Resonance: il presente ha un cuore antico
Perché non esistono più i Final Fantasy di una volta? Come mai Square Enix non fa un capitolo principale della serie con combattimenti a turni? Se avessi un gil per ogni volta in cui ho sentito una domanda simile a queste (anche da me stesso), potrei comprare senza problemi tutti i megaelisir di cui il mio party avrebbe bisogno da qui ai prossimi 100 anni. Resta il fatto che la speranza di vedere un nuovo Final Fantasy della serie principale rimane una speranza, ma la casa giapponese si sta muovendo con progetti interessanti legati a un budget più accessibile, vedi Final Fantasy Resonance di cui state leggendo la nostra recensione.
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Final Fantasy Resonance nasce dalle ceneri di Final Fantasy Brave Exvius, titolo mobile con meccaniche gacha chiuso nel 2024, da cui Resonance prende molti elementi (ma non quelli gacha, tranquilli), a partire dalla trama della prima stagione. Per la precisione, stiamo parlando di un JRPG dalla struttura estremamente classica, con esplorazione, combattimento a turni e una deliziosa grafica in 2,5 dimensioni. Il gioco è da poco disponibile per PC, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 1 e 2 e PlayStation 5. Ho avuto modo di provarlo con ampio anticipo proprio nella versione per l'ammiraglia Sony e sono pronto a dirvi le mie opinioni su Final Fantasy Resonance.
Il regno di Grandshelt è prospero grazie al potere dei cristalli degli elementi che assicurano potere ed equilibrio a tutto il mondo di Lapis, dove si svolge la nostra avventura. Come sempre accade in queste storie, però, non tutto procede come si vorrebbe e, a un certo punto, i potentissimi Sworn Six, comandati da Veritas, distruggono il Cristallo della Terra e attaccano Grandshelt, dando inizio a una vera e propria crisi globale. A cercare di salvare la situazione ci sono i nostri protagonisti, Rain, giovane comandante di uno squadrone aereo del regno, e Lasswell, suo amico di lunga data, nonché secondo in comando. Dopo poche battute, a loro due si unisce Fina, ragazza misteriosa comparsa dopo la rottura del Cristallo della Terra, affetta da amnesia e chiaramente legata a quello che sta accadendo in tutto il continente. Inizia così la nostra storia, con il cast impegnato a cercare di capire quel che sta accadendo e combattere la minaccia, sempre più concreta, di Veritas e compagni. Nel loro viaggio per tutto il mondo di Lapis faranno la conoscenza di altri eroi che entreranno a far parte del loro gruppo, formando un party eterogeneo che prende a piene mani dalla tradizione narrativa dei JRPG, tanto che alcuni personaggi ricordano fortemente protagonisti di precedenti Final Fantasy.
Final Fantasy Resonance: trama, gameplay e comparto tecnico
Insomma, la trappola dello stereotipo non è del tutto superata, anche nella trama, che passa da momenti molto interessanti ad altri che ricadono un po' troppo spesso in stereotipi narrativi che abbiamo già visto in altri JRPG, ma in generale la storia si lascia seguire senza particolari problemi. Ne approfitto per segnalare che, purtroppo, Final Fantasy Resonance non ha alcuna localizzazione in italiano, fattore che potrebbe essere una barriera per i gamer non anglofoni, anche perché la quantità di testo da leggere non è poca. Questo è un vero peccato, perché Square Enix, nei suoi progetti principali, ha praticamente sempre tenuto da conto la nostra lingua, mentre questa scelta ribadisce il fatto che Resonance viaggia su una linea di produzione un po' discostata dai titoli di punta.

Tra l'altro, il fatto che stiamo parlando di un titolo in 2,5D non deve ingannare, perché la resa di tutti gli elementi a schermo è semplicemente splendida, tra sprite, ambientazioni ed effetti di luce che mostrano quanto gli sviluppatori si siano impegnati per raggiungere questi risultati. Sono passati diversi anni da quando Square Enix si è lanciata su questo ritorno alle origini grafico e, di gioco in gioco, continua ad acquisire sempre più padronanza dei propri mezzi artistici, riuscendo sempre a stupirci. Ci sono anche dei buoni video in tre dimensioni legati a situazioni specifiche, ma questo 2,5D è talmente bello che riesce a rubare la scena anche alle tecniche video più moderne. Discorso molto simile per la colonna sonora, dove i temi classici della saga si alternano a nuove tracce, quasi tutte di altissimo livello, tra brani orchestrali ed epici. Stiamo parlando di ben 120 brani composti o riarrangiati da Noriyasu Agematsu, nome legato a titoli come Wild Arms 5 e la saga di White Knight Chronicles. Il fatto che si sia infuso così tanto impegno per tutto il comparto tecnico del gioco rende ancora più fastidiosa la mancanza della nostra lingua. Tra l'altro, le atmosfere richiamano fortemente alcuni tra i Final Fantasy classici più riusciti e le vibes in stile Final Fantasy VI si fanno sentire più di una volta.
Per quanto riguarda il gameplay, Final Fantasy Resonance è molto tradizionale e legato al passato, nonostante il combat system sia sapientemente studiato e votato a dare al giocatore una completa gestione strategica del proprio party. Gli scontri sono casuali, ma sino a un certo punto. Non vediamo i nemici durante l'esplorazione, ma nella minimappa abbiamo una specie di radar che cambia colore da verde ad arancione, sino al rosso, e arrivati a quel momento sapremo che una battaglia sarà imminente. Il combattimento si svolge a turni rigidi, ben visibili in una barra apposita nella parte alta dello schermo, e questo permette di studiare le proprie mosse. Ci sono i soliti sistemi legati a bonus, malus, resistenze e debolezze tra armi, abilità e magie. I nemici hanno due barre, una dei punti vita e una legata alla resistenza, che cala in base ai colpi ricevuti, soprattutto se inflitti con elementi a cui sono deboli. Una volta esaurita, il nostro personaggio che ha inflitto l'ultimo colpo guadagna una mossa bonus, mentre, se tutti gli avversari dovessero esaurire la barra, tutti i nostri protagonisti avranno il turno aggiuntivo. Insomma, più che in altri capitoli della saga, scoprire cosa fa davvero male agli avversari è la strada per la vittoria.

Final Fantasy Resonance: cosa sono le vision?
Elemento importantissimo sono le Vision, cioè gli spiriti dei personaggi più famosi dei vari Final Fantasy che potremo trovare seguendo la storia e in particolari caverne. Cloud, Zidane, Cecil e via dicendo, sino a un massimo di 26 eroi leggendari, ognuno con le sue abilità speciali e magie. Ogni personaggio può equipaggiare una Vision e utilizzare le sue skill e, con il passare del tempo, sbloccarle in modo permanente. In questo modo, quando la Vision passerà a un suo compagno, il primo personaggio avrà accesso a una lista di abilità da utilizzare. I nostri personaggi hanno un monte di punti abilità e possono spenderli per equipaggiare quelle sbloccate con le varie Vision; ovviamente, in qualsiasi momento possiamo rivedere come abbiamo allocato le skill e cambiarle anche in base a quelle che, nel mentre, avremo magari raggiunto grazie a una nuova Vision. Il risultato è che, con la giusta pazienza, potremo creare le nostre build personali e far evolvere il party a nostro piacimento, in un sistema che funziona alla grande e lascia ampio margine di personalizzazione.
Dal punto di vista narrativo, il fatto che esistano questi spiriti da altri universi lascia un po' il tempo che trova ed è estremamente autoreferenziale, nonché figlio del sistema gacha di Brave Exvius, ma dal punto di vista del gameplay funziona bene e rende il combat system stratificato. Inoltre, quando tutti gli avversari avranno la barra della resistenza esaurita, avremo anche accesso alle mosse Resonance, cioè colpi speciali delle stesse Vision. Potremo sceglierne una e sfruttarne le qualità, magari scagliando un potente colpo elementale sui malcapitati nemici o pensando a curare i nostri protagonisti. Aggiungete a tutto questo il sistema di Esper (evocazioni) e le mosse Limit di alcuni personaggi e avrete tra le mani un combat system estremamente completo. Consiglio vivamente di portare al massimo il livello di difficoltà del gioco, perché, anche a “Normal”, tutto sembra troppo facile.

Final Fantasy Resonance ci manda un messaggio: Square Enix non si è assolutamente dimenticata come si sviluppa un ottimo titolo a turni, anzi, è sempre in prima linea quando c'è da mostrare a tutti come si porta a casa il risultato. Probabilmente, però, i costi di sviluppo di un prodotto tripla A fanno ancora paura, nonostante l'esempio recente di Expedition 33. La storia non sarà sempre al top, la mancanza della lingua italiana è una piccola delusione per il nostro mercato, ma Final Fantasy Resonance è un JRPG soddisfacente tanto nella forma quanto nella sostanza. Non stiamo parlando di un capolavoro assoluto, ma di un titolo che saprà conquistare il cuore degli appassionati.
Versione Testata: PS5
Voto
Redazione

Final Fantasy Resonance
Final Fantasy Resonance è un JRPG sorprendente nel suo essere tanto curato quanto squisitamente ispirato ai grandi capolavori Square dell’epoca 2D. La casa giapponese ha saputo costruire un titolo capace di camminare sulle proprie gambe, partendo dalle ceneri del progetto mobile Final Fantasy Brave Exvius. Le meccaniche a turni funzionano molto bene, così come il sistema Vision, per quanto lo spunto narrativo sia estremamente autoreferenziale. In generale, il gameplay sarà anche molto tradizionale, ma, a parte questo, soddisfa la vecchia guardia e può conquistare i gamer più giovani. Lo stile grafico 2.5D è sempre più rifinito, regalandoci una resa che, più di una volta, lascia senza fiato, dimostrando di essere ormai saldamente nel DNA di Square Enix. Ottimo il comparto audio, compresi gli arrangiamenti di alcuni temi storici della saga, ma manca qualsiasi localizzazione in italiano. La trama regge, ma in alcuni passaggi ristagna, con la storia che viaggia a due velocità, così come i personaggi, con alcuni protagonisti che sanno troppo di già visto. Ad ogni modo, Final Fantasy Resonance mostra che quando Square Enix si mette in testa di creare un grande titolo con combattimento a turni, sale in cattedra e non ha dimenticato le proprie radici.









































































