The Pale Blue Eye - I delitti di West Point: il gotico americano si mette in posa, dimenticando quello che doveva dirci.

West Point, 1830. Un rassegnato detective è assunto per indagare discretamente sull'orribile omicidio di una recluta.

The Pale Blue Eye  I delitti di West Point il gotico americano si mette in posa dimenticando quello che doveva dirci
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Non è la prima volta che incontro Edgar Allan Poe, al cinema intendo. John Cusack aveva prestato il suo corpo al celebre scrittore di Boston nel 2012 in The Raven. Più di recente la sua trasformazione in intelligenza artificiale olografica gli aveva permesso di far parte del cast di Altered Carbon. Inoltre, andando indietro negli anni, la figura di E.A. Poe è stata utilizzata non poche volte come protagonista di film e sceneggiati. Ora, anno domini 2023, la sua presenza è richiesta in The Pale Blue Eye - I delitti di West Point, film Netflix approdato nei giorni scorsi sulla piattaforma che vanta un cast molto interessante.

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Un gotico cadetto

Siamo nel 1830, nella valle del Hudson, dove ha sede l’accademia militare di West Point. Una fredda mattina d’inverno uno dei cadetti viene trovato impiccato ad un albero e, quando lo portano nell’infermeria della struttura, il suo corpo viene pure dissacrato con l’asportazione del cuore. Il colonnello dell’accademia, ritenendo le due cose collegate, manda a chiamare Augustus Landor, detective ritiratosi dalle scene la cui biografia è già ricca di pagine dolorose (moglie morta, figlia scomparsa, alcolismo strisciante). Nel momento in cui Landor inizia ad investigare, il conto dei morti comincia a salire e le cose prendono una piega da racconto gotico degno di… Edgar Allan Poe.

La presenza del famoso poeta e scrittore all’interno di un racconto che ha le stesse tinte delle sue produzioni è il guizzo più riuscito del film. Un Poe giovane, non ancora affermato come artista e con alle spalle il lutto per la madre, diventa attraverso la considerevole interpretazione di Henry Melling collaboratore di Landor, che lo sfrutta per approfondire i legami e le dinamiche che muovono l’accademia di West Point. Melling è capace di dar vita ad un personaggio romantico, nell’accezione decadente del termine, capace di rimanere impassibile di fronte al massacro di un cristiano, ma che si scalda di passione e fervore in presenza di una libreria ben fornita. Se fisicamente, inoltre, Melling è un ottimo Poe, non mancano vistose licenze poetiche alla biografia ufficiale, necessarie però per poter dare a Melling maggior spazio di manovra in termini di trama.

Anche Bale, nel ruolo del compassato e sofferente Landor – che molto probabilmente potrebbe essere vista come la summa incarnata delle successive fonti di ispirazione per i racconti investigativi di Poe – omaggia la produzione Netflix di una recitazione molto valida. Non è il Bale migliore, ma anche un Bale standard si mangia la scena senza difficoltà.

Ora, messi in luce i due migliori esponenti del cast (che comunque conta pesi da novanta come Gillian Anderson, Toby Jones e Lucy Boynton) possiamo serenamente dire che il più grande pregio di The Pale Blue Eye - I delitti di West Point è il loro rapporto e i loro dialoghi. Sia perché i due attori ci mettono un po’ di cuore, sia perché il resto del film non è, purtroppo, molto intrigante. Possiamo dire, con forse più cattiveria del necessario, che è un film dove, all’interno di una cornice evocativa, i personaggi sono delle pose, dei ritratti standard che si muovono. Il resto, purtroppo, è decisamente disordinato, con un problema nel trasmettere correttamente allo spettatore il passare del tempo, qualche espressione un po’ troppo carica, che vuole trasmettere un qualcosa e finisce per trasmettere troppo di qualcos’altro e, soprattutto, una storia che ad un certo punto smette di far giocare il pubblico per paura di scoprirsi troppo.

Nello specifico, senza però fare spoiler: ritengo che nei gialli sia diritto dello spettatore, e dovere dell’opera, fornire a chi legge, guarda o ascolta, gli stessi indizi del protagonista, così da lasciare al pubblico l’aspetto ludico di provare a battere sul tempo l’investigatore. Poter dire: “lo sapevo!”. I racconti, tipo Sherlock Holmes, dove la soluzione viene spiegata prendendo indizi mai discussi o palesati, lascia sempre un certo senso di inganno, d’insoddisfazione. The Pale Blue Eye - I delitti di West Point per la prima parte del film assolve al suo dovere: semina indizi palesi, ne mette altri che vanno colti al volo e lascia al pubblico la possibilità di battere Landor sul tempo. Poi, per evitare di concedere troppo e giocarsi il colpo di scena finale, smette di dialogare, accelera brutalmente e arriva al finale con una sorta di momento eureka un filino forzato. Nulla di così grave da scatenare il senso di inganno prima descritto, ma di sicuro un’occasione sprecata per ottenere un bel giallo a tutto tondo.

Per concludere: The Pale Blue Eye - I delitti di West Point è un film che cala all’interno di un’atmosfera ben definita esattamente i personaggi che ci si aspetterebbe, senza però provare a fare nulla di diverso da quel momento in avanti. Soffre di un certo disordine narrativo, volendo puntare più sulla costruzione dei rapporti che sul caso in sé e mette in scena un E.A. Poe che dalla metà in poi cambia drasticamente ruolo, da aiutante a pedina. In un periodo in cui le piattaforme di streaming faticano a proporre cose più che mediocri, The Pale Blue Eye - I delitti di West Point rimane una gradevole alternativa in una serata vuota e per chi guarda i film in lingua originale offre due ore di inglese d’altri tempi ben presentato da Bale e Melling, fallisce però nel lasciare un segno nella memoria del genere, accontentandosi di usare la trama come cavallo di troia per certe scene, certe pose, certi dialoghi.

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point

Data di uscita: 9 gennaio 2023

Rating: Tutti

Nazione: USA

7

Voto

Redazione

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point: il gotico americano si mette in posa, dimenticando quello che doveva dirci.

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point

 Un film in cui la cura nella produzione e il cast riescono a sopperire, ma solo in parte, ad una trama banale e ad una narrazione disordinata, se non caotica. I due protagonisti sono la parte migliore, il mistero quella peggiore.