Black Adam, The Rock fa l’antieroe e prova a risollevare la DC

Il nuovo cinecomic della DC mette al centro della sua origin story Dwayne Johnson, chiamato a esaltare la figura di un antieroe nato dalla schiavitù egiziana.

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Lo hanno inserito nella lista dei cento più grandi supercriminali della storia dei fumetti, ma lui vuole mostrarci la sua anima diversa, più buona. Vuole continuare a fomentare quel filone narrativo che vuole dare un movente a tutti gli antagonisti, che vuole giustificarli e riabilitarli agli occhi del pubblico. Black Adam, al secolo Theo-Adam, arriva col suo tuono dirompente proprio per dimostrare che, in questa sua versione cinematografica, ha ben altro da raccontare rispetto a quel suo esser stato, nella storia editoriale, un piantagrane per la Famiglia Marvel. Lo fa in punta di piedi, perché così come Eternals – e di questo parallelismo parleremo a breve – anche lui vuole riscattarsi da quella che inizialmente era una notorietà molto latente.

Anche la DC ha la sua origin story

Black Adam nasce per entrare in scena e sparire dopo appena una storia: Alex Ross, nel dicembre del 1945, lo disegnò proprio all’interno del contesto di The Marvel Family, nel suo primo numero. Poi in realtà Theo divenne un abitudinario, diventando anche protagonista di un retcon che ne ha rivisto le origini in due occasioni. Ecco, quindi, che con gli anni da supercriminale è diventato un antieroe, ma comunque più orientato al bene piuttosto che al male, pur facendolo con un po’ di fastidio. Da qui parte l’adattamento cinematografico della DC in cui è interpretato da Dwayne Johnson.

Avevamo fatto un accenno a Eternals, perché Black Adam allo stesso modo va ad attingere a quella mitologia della DC che non sempre viene esaltata e ricordata. Marvel aveva fatto lo stesso, mostrandoci come era il passato della Terra, chi c’era prima degli Avengers. Theo arriva a noi grazie a quanto messo in piedi nel 2600 a.C., nel momento in cui il regno di Kahdaq prova a entrare in possesso della Corona di Sabacc. Questo desiderio scatena la genesi di un giovane ragazzo al quale vengono donati dei poteri dal Consiglio dei Maghi, così da potergli concedere di mettere fine al terrore di Ahk-Ton, il sovrano di Kahndaq. Quel ragazzino, 5000 anni dopo, si risveglia dal lungo sonno e si presenta nei panni di Dwayne Johnson, il cui potere adesso rappresenta un pericolo che va in qualche modo arginato.

Uccidere sì, ma con malinconia

Black Adam, come già anticipato, si presenta a noi come un antieroe che fa della sua spigolosità l’aspetto più importante. Ha un potere immenso, che può essere difficile da gestire, che lo porta a ritrovarsi in un mondo che non conosce e a dar vita a degli scontri che inizialmente avrebbero dovuto anche spingere il film a essere vietato ai minori negli Stati Uniti. Il personaggio messo in piedi da Johnson si dimostra tale in ogni momento, perché nel suo mutismo esasperato, nelle sue espressioni – che non sono mai così tante – finisce per essere davvero spigoloso, ma riesce anche a fare dell’ironia, il tutto mentre rade al suolo qualsiasi cosa abbia intorno a sé. Prima di pentirsene.

Il personaggio, quindi, che si ritrova a mettere in scena una origin story che diventa, come vedremo a breve, anche un crossover sempre all’interno dell’universo DC, vive della linfa vitale di The Rock: attore che negli ultimi anni ha saputo riciclarsi come praticamente nessuno prima di lui, l’autoironia che mette sempre in scena, condita con quell’autoreferenzialità che viene gestita con grande parsimonia, gli permette di trasformare Black Adam, in quanto film, in un prodotto gradevole, affascinante a prescindere da quella che potrebbe essere l’attenzione da riservare all’eventuale interesse nei confronti della DC. Diversamente da com’era successo con Shazam, quindi, che aveva costretto Zachary Levi a entrare nel personaggio, qui c’è un incontro tra Black Adam e The Rock, un compromesso che permette all’uno di arricchire l’altro e creare una commistione che può massificare l’opera DC e renderla universalmente interessante, anche a chi inizia a sentire odore di stantìo in zona cinecomics.

La presunzione di essere famosi

Ciò che stona, dinanzi a questa buona opera di action-comedy, è la presenza della Justice Society. Come detto prima, la parte crossover arriva nel momento in cui Black Adam deve confrontarsi con il gruppo appena introdotto nell’universo cinematografico DC, catapultata senza fornire alcun tipo di contesto sui quattro eroi. Ce li ritroviamo inseriti come se dovessimo conoscerli a prescindere, con la produzione che dà per scontato i perché e i come della loro esistenza, lasciando a tutti loro una parte per niente profonda e supportata da una sceneggiatura anche molto puerile nei dialoghi proposti. Viene da pensare, tirando le somme tra tutto il cast a disposizione, che quel Black Adam che tanto ci piace sia solo frutto della bravura di The Rock come commediante, non necessariamente come attore, e non della produzione in sé.

Resta, quindi, da accontentarsi delle scene in cui Black Adam si esalta e viene supportato dal comparto tecnico, che nel suo dover gestire fulmini ed esplosioni, fiamme e botte da orbi che arrivano direttamente dai pugni e dalle mani di The Rock, si lascia forse andare a qualche slowmo di troppo. Lato CGI, invece, si sarebbe potuto realizzare qualcosa di più, soprattutto nel momento in cui si è deciso di creare delle armature molto appariscenti per alcuni membri della Justice Society.

Black Adam

Data di uscita: 20 ottobre 2022

Rating: Tutti

Durata: 104'

Nazione: USA

6.5

Voto

Redazione

Black Adam, The Rock fa l’antieroe e prova a risollevare la DC

Black Adam

In conclusione, Black Adam è un cinecomic che fa della presenza di The Rock il proprio asso nella manica. L’attore americano oramai è un mattatore in grado di farsi apprezzare per quell’ironia che mette a schermo, che compensa il suo avere non troppe espressioni dalla sua. Non c’è, invece, grande esaltazione dal punto di vista registico: il non esserci soffermati troppo sull’autorialità del film è testimonianza del fatto che non ne abbiamo vista, se non nel tentativo di reiterare lo slowmo durante le azioni più concitate e perdersi in inquadrature a volte molto scolastiche. Black Adam può essere un punto di ripartenza dell’universo DC, sempre chiamato a rincorrere il diretto avversario Marvel, ma con The Rock potrebbe aver trovato un valido alleato. Però adesso cristallizzato nel ruolo di un antieroe.