The Mandalorian and Grogu – Il 4K brilla, meno la storia

Master nativo 4K, traccia audio Dolby Digital Plus 7.1 e ATMOS 24 bit da sballo

di Claudio Pofi
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Star Wars: The Mandalorian and Grogu conserva il ritmo d'avventura della serie Disney+, ma fatica a trovare una dimensione cinematografica autonoma. Jon Favreau punta sull'azione e la successione di creature aliene, finendo per trascurare proprio quegli elementi narrativi che avevano reso memorabili le puntate della serie TV. Di fatto il regista confeziona un'avventura scorrevole ricca di scontri e creature aliene, ma il risultato assomiglia più a un episodio televisivo dilatato che a un film capace di lasciare davvero il segno.

L'impressione è che la spettacolarità tenti di compensare le debolezze dello script. Il susseguirsi di mostri richiama certe derive di Jurassic World, dove l'accumulo di attrazioni finisce per prevalere sulla costruzione narrativa. Qui però la questione è ancora più evidente, con la sensazione che Mando e Grogu perdano parte di quella complicità che aveva reso la serie riconoscibile.

Il carisma fatica a salvare la storia

La sceneggiatura rinuncia anche a valorizzare il mondo che ruota attorno ai protagonisti. Le figure secondarie, fondamentali per dare spessore al racconto televisivo hanno poco spazio, mentre Sigourney Weaver resta intrappolata in un ruolo marginale e incapace di incidere davvero sul corso degli eventi. Anche i nemici non riescono a costruire una minaccia credibile. Il confronto con i grandi antagonisti della saga diventa inevitabile, ma nessuno dei nuovi avversari possiede una presenza paragonabile a quella di Darth Vader.

La vicenda di Rotta, figlio di Jabba the Hutt, avrebbe offerto lo spunto per una trama più interessante sul peso dell'eredità e la successione al potere, ma la narrazione non riesce a svilupparne le potenzialità. Piacevole déjà vu assistendo al combattimento nell'arena con echi dalla partita di Dejarik all'interno dell'astronave di Han Solo nell'episodio IV di Guerre stellari. A conti fatti il film intrattiene certo nelle sequenze d'azione, senza trovare però quella dimensione epica che avrebbe dovuto distinguere l'esperienza cinematografica dalla serie. Qui la recensione artistica completa di Manuel Le Saux.

Girato interamente digitale a risoluzione nativa 4.5K (Arri Alexa LF e Mini LF), master finale 4K alla base di questa codifica. Formato immagine che alterna 2.39:1 al più aperto 1.78:1, riservato soprattutto alle sequenze action. 3840 x 2160 (23.97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato.

Solidità, ricchezza cromatica, profondità dei neri ove consentito dalle scelte artistiche per un encoding che contribuisce alla solidità del risultato. Nelle sequenze scarsamente illuminate si apprezza una maggiore separazione dei dettagli nelle ombre, anche in virtù del Dolby Vision. La scelta di non includere della grana a tratti restituisce un quadro fin troppo nitido, esponendo la CGI.

Al netto della compressione, l'ascolto Dolby Digital Plus 7.1 italiano (1024 kbps) attraverso l'impianto Home Theater a veri canali discreti non manca di esaltare la narrazione tra dialoghi, spari, esplosioni e l'ingaggio anche del subwoofer. Il passaggio all'originale con codifica Dolby TrueHD 7.1 canali (24 bit) e (13) oggetti ATMOS consente di vivere un'esperienza cinematica entusiasmante, con elementi anche verticali tra sonicità e un'aggressività che non mancheranno di far sobbalzare sulla poltrona. Testi e versione cinema italiana.

Extra all'altezza di questa produzione: commento del regista al film anche sul disco 2K, incluso in questa edizione amaray. Sul BD-50 il resto degli extra. La creazione di The Mandalorian and Grogu (20') sulle tecniche di produzione; Biomi: dalla neve alla palude (7') dedicato agli ambienti del film; Benvenuti a Shakari (9') sulle atmosfere urbane con echi da Blade Runner; infinee Dejarik: esperienza reale (6') con omaggio al celebre gioco olografico della saga. Ovunque sottotitoli in italiano.