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Rogue Trooper: Duncan Jones sfida Hollywood con una CGI low cost

Non è facile costruire una linea produttiva capace di ottenere risultati ambiziosi senza un budget da kolossal

Rogue Trooper: Duncan Jones sfida Hollywood con una CGI low cost
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A prima vista potrebbe sembrare l'ennesimo blockbuster fantascientifico da centinaia di milioni di dollari. In realtà Rogue Trooper, il nuovo progetto di Duncan Jones, nasce da una filosofia opposta: dimostrare che anche una produzione indipendente può competere sul piano visivo con i colossi di Hollywood.

L'adattamento del celebre fumetto pubblicato da 2000 AD è stato sviluppato nell'arco di 4 anni con un approccio decisamente fuori dagli schemi. L'autore di Moon e Warcraft ha scelto di sacrificare la velocità produttiva per contenere i costi, costruendo passo dopo passo una pipeline personalizzata capace di ottenere risultati ambiziosi senza un budget da kolossal. Tentare di realizzare un film dall'aspetto di una grande produzione con risorse molto più contenute è una sfida che pochi registi accetterebbero. Il figlio della leggenda della musica David Bowie sembra intenzionato a dimostrare che esiste ancora spazio per progetti capaci di sfidare le regole dell'industria.

Un approccio diverso da Avatar

Le prime immagini hanno generato qualche confusione. Rogue Trooper non è un film live action nello stile di Avatar, ma una produzione completamente realizzata in CGI. Gli attori hanno prestato voci ed espressioni attraverso sistemi di performance capture, mentre gran parte dell'animazione è stata successivamente ricostruita a mano dagli artisti.

Nel cast figurano nomi come Hayley Atwell, Sean Bean, Matt Berry, Jemaine Clement e Jack Lowden. Aspetto particolarmente apprezzato dagli interpreti riguarda l'assenza di ricostruzioni tramite intelligenza artificiale: la produzione ha infatti garantito che ogni performance sarebbe rimasta esclusivamente umana.

Dopo vari esperimenti con Unreal Engine (5), il team ha scelto una soluzione ibrida che combina strumenti tradizionali come Maya con il motore grafico di Epic Games per il rendering finale. Il risultato punta a conservare l'identità visiva del fumetto originale raccontando la storia di “19”, soldato geneticamente modificato impegnato in una guerra che potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova saga fantascientifica.