Godzilla (2014) – In 4K il reboot di Gareth Edwards
Rescaling UHD con dei punti a favore, anche l'audio contribuisce allo spettacolo

Nel 2014 Gareth Edwards firmava un’operazione di recupero culturale prima ancora che spettacolare. Dopo il discusso esperimento del 1998 di Roland Emmerich, questo reboot sceglie di rimettere ordine, riallacciandosi idealmente alla tradizione giapponese e, soprattutto, al capostipite del 1954 di Ishirô Honda. È una chiara dichiarazione d’intenti: Godzilla non è un mostro qualunque, ma una forza primordiale, indifferente all’uomo.
Il film adotta una struttura dilatata, quasi ostinata nel rimandare l’apparizione completa del King of Monsters. Edwards preferisce suggerire, nascondere, costruire l’evento attraverso il punto di vista umano, fragile e inefficace. Gli uomini non sono eroi capaci di cambiare il corso degli eventi, ma testimoni di un disastro inevitabile. In questo senso il legame con il suo Monsters è evidente: la catastrofe è osservata dal basso, tra evacuazioni, macerie e silenzi carichi di tensione.
Più vicini al classico di Ishirô Honda
Quando Godzilla entra finalmente in scena, lo fa con un peso mitologico raro nel cinema blockbuster contemporaneo. Design fedele allo spirito originale, ruggito rielaborato ma iconico, CGI di alto livello: tutto contribuisce a restituire dignità al personaggio. Non perfetto nei ritmi e forse eccessivamente trattenuto, Godzilla funziona perché ricorda a Hollywood una cosa semplice: per raccontare il Re dei Mostri serve rispetto, non ironia. All'epoca ci fu una proposta 3D in sala che poi giunse anche in Home Video, mai più replicata.
Girato digitale (Arri Alexa Plus) a risoluzione nativa 2.8K, si giunse a un master finale 2K, all'epoca necessario per non far lievitare il budget a livello esponenziale a causa del CGI. Formato immagine originale 2.39:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato. Siamo quindi in presenza di un'operazione di rescaling UHD, dove non ha certo aiutato la bassa luminosità che imperversa per quasi l'intera opera.

Nonostante la segnalazione del Dolby Vision “remaster” nel 2021 (riportata da IMDB), qui è presente solo l'HDR-10, che da una parte avvicina alle scelte artistiche ma non favorisce più di tanto le transizioni più scure. La grana insertata per integrare gli effetti digitali, la compressione e qualche momento meno solido sui neri non hanno aiutato. Nel complesso uno spettacolo più solido che in passato, godibile in presenza di catena digitale 10 bit nativa.
Molto buona la traccia DTS-HD MA 7.1 italiana (16 bit), coinvolgente, ricca di effetti e ingaggi del sub e canali posteriori. Prossima al riferimento l'originale Dolby TrueHD 7.1 con oggetti ATMOS, che aumenta il coinvolgimento per l'entrata in scena di elementi verticali.

Extra solo sul BD-50 incluso, con la versione 2K, gli stessi del passato ma interessanti. Una serie di 3 filmati per un totale di circa 14' minuti, utilizza immagini di repertorio per ripercorrere i tentativi messi in atto dall’uomo per distruggere Godzilla, approfondendo l’origine dei M.U.T.O. e ipotizzando le possibilità di una futura emersione di nuove creature.
Godzilla reboot (2014)
Seguono poco meno di 20' minuti in compagnia del regista Gareth Edwards e del team creativo, 8' minuti dedicati alle catastrofi naturali che hanno ispirato il film, 5' minuti di analisi della spettacolare sequenza di lancio HALO e 7' minuti sulla progettazione e realizzazione dei M.U.T.O. Sottotitoli in italiano.


