Molti giochi mobile gratis contengono una montagna di tracker
I dati personali degli utenti vengono tracciati e spediti ovunque nel mondo

Chi non ha mai scaricato qualche applicazione gratuita di intrattenimento sul proprio smartphone? Dietro a quello che potrebbe sembrare un passatempo innocente si può però nascondere una realtà molto diversa. Proton, azienda tecnologica svizzera, ha deciso di vederci chiaro e ha messo sotto esame i 100 giochi gratis più popolari scaricati da Google Play Store negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Germania e in Francia.
Come si è svolta l'indagine di Proton
Per stabilire il numero di download delle app, Proton si è affidata alle stime di AppTweak, azienda informatica belga specialista del settore. Per individuare i tracker, ovvero gli strumenti di tracciamento, Proton si è avvalsa di Exodus Privacy, una piattaforma open source che riconosce le firme del codice dei tracker di analisi, pubblicità e profilazione all'interno delle app Android.
I dati tracciati dai tracker vengono poi spediti un po' in tutto il mondo, ma Proton si è focalizzata su delle destinazioni in particolare: Russia e Cina, per via della situazione geopolitica attuale; Israele, per via dell'alto sviluppo del suo settore hi-tech; i paesi appartenenti all'alleanza Five Eyes (Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda), per il bacino d'utenza interessato.
I tracker e le informazioni rubate
I risultati dell'indagine, tratti dal blog di Proton, sono tutt'altro che confortanti. In media, i giochi presi in esame contengono ben 29 tracker ciascuno, che sono in grado di rilevare informazioni confidenziali come il tipo di dispositivo e le altre app installate, ma anche il sesso dell'utente, la sua età, le abitudini, i dati di pagamento e in alcuni casi persino la posizione geografica in tempo reale.
Una percentuale molto considerevole dei giochi esaminati, fra il 68% e il 73% del totale, trasferisce i dati carpiti agli utenti in tutti i paesi destinazione sopra menzionati. Le informazioni sensibili finiscono così in luoghi dove non vige la tutela della privacy, ma anche nelle mani di enti governativi e, dal momento che esistono, possono pure essere rubate da organizzazioni criminali.
Dietro all'apparente gratuità dei giochi mobile si può quindi nascondere un prezzo altissimo. Non a caso, nel suo articolo, Proton ci rammenta che quando non paghi per acquistare il prodotto, significa che sei tu il prodotto. Ma quindi, come tutelare la propria privacy? Il consiglio di Proton è quello di installare un valido ad blocker, che filtri le richieste DNS per impedire l'accesso a domini malevoli.



