Epic Games ha licenziato anche un malato terminale, ma ora lo aiuta
Uno sviluppo positivo, in una vicenda che non avrà un lieto fine
La scorsa settimana vi abbiamo parlato dell'ondata di licenziamenti che si è abbattuta sui dipendenti di Epic Games, l'ultimo di una triste serie di provvedimenti analoghi che negli ultimi anni ha interessato il settore dei video game. L'impatto che queste decisioni possono avere sulle vite dei singoli individui è ben rappresentato dallo sfogo di Jenni Griffin, moglie di una delle persone che ha perso il lavoro.
Il marito, Mike Prinke, sta lottando contro un tumore al cervello e con il licenziamento gli è stato tolto non solo il sostentamento, ma anche l'assicurazione sanitaria, il che è un enorme problema perché la sua malattia viene considerata dagli assicuratori una condizione preesistente, fattore che gli impedisce di stipulare una nuova polizza. La famiglia ha anche un figlio: la moglie si chiede ora come faranno a tirare avanti.
L'intervento di Tim Sweeney
Con un messaggio via Twitter/X, Tim Sweeney informa che Epic Games sia intervenuta, per risolvere almeno il problema dell'assicurazione, omettendo ulteriori dettagli per ovvi motivi di riservatezza. Il CEO di Epic si scusa per non aver riconosciuto e gestito questa terribile situazione in anticipo. Secondo Jenni Griffin, se le persone che hanno preso la decisione del licenziamento di massa fossero state pienamente consapevoli dell'impatto umano che ne è derivato, non avrebbero voluto queste conseguenze.