La Cina potrebbe fare dietrofront sulle limitazioni al gioco online

Le misure che contrastano dipendenza e spese folli potrebbero non vedere mai la luce

di Davide Tognon

Lo scorso mese, vi abbiamo informato sull'intenzione del governo cinese di assumere provvedimenti volti a contrastare problemi quali la dipendenza dai videogame e gli esborsi faraonici che alcuni titoli esigono per poter sbloccare i loro contenuti. In quella occasione, abbiamo segnalato le conseguenze devastanti che il solo annuncio aveva avuto sul settore, avvisando però che si trattasse solo di una proposta e che nulla fosse stato deciso.


Le limitazioni sono state accantonate?

Stando a quanto riporta la BBC, ci sarebbe uno sviluppo significativo sulla vicenda: la National Press and Publication Administration (NPPA), l'agenzia che cura la comunicazione dell'esecutivo di Pechino dalla quale era partito l'annuncio, ha rimosso dal suo sito le limitazioni in questione. Stando alla BBC, ciò costituirebbe un indizio su un ripensamento da parte di Pechino, che quindi potrebbe aver deciso di non portare avanti la proposta.

Le intenzioni future del governo cinese sulla materia sono tutt'altro che chiare e, in mancanza di una comunicazione ufficiale puntuale, si possono ricostruire solo attraverso indizi come questo. Un altro segnale significativo del presunto cambio di rotta di Pechino è stata la recente rimozione del capo della NPPA, Feng Shixin.