The Town of Light

Moltissimi sono ormai i progetti che tentano di emergere dalla sezione Greenlight di Steam e, specialmente, molti sono ormai i generi che vengono re-interpretati da team di sviluppo diversi, per cercare di ottenere la tanto agognata diffusione sul mercato videoludico.

Il prodotto odierno che abbiamo avuto il piacere di testare in questo breve footage, in versione alpha, riguarda un team tutto italiano che ha lavorato alacremente per proporre un gioco di stampo horror, in prima persona, intitolato per l'occasione The Town of Light.

Volete vedere di cosa si tratta?



Le ombre del passato sono le più dolorose



A livello di trama, l'offerta ci permette di vestire i panni di una ragazza sedicenne, affetta da gravi problemi di schizofrenia. Tale malattia mentale l'ha fatta internare in una struttura di recupero, ma al posto di essere curata all'interno dello stabile quest'ultima ha vissuto un vero e proprio incubo, provocato non solo dal disagio della malattia ma anche dal trattamento del personale dipendente.

Pertanto il gioco, come indicato dagli stessi sviluppatori, cerca di far immedesimare il giocatore in una condizione di disagio e sconforto, incentivato dalla pressione costante legata alla questione che il manicomio é un luogo realmente esistito, in quel di Volterra, che arrivò a contare quasi cinquemila internati trattati in modo controverso. Proprio per ricreare il pathos necessario a far ambientare il giocatore all'interno dell'avventura, sono serviti numerosi sopralluoghi, visite guidate ed addirittura testimonianze di ex pazienti, dottori ed infermieri, per cercare di digitalizzare gli ambienti nel modo più fedele possibil.

The Town of Light
Come potete ammirare all'esterno del manicomio tutto sembra rose e fiori ma..


Di primo acchitto, l'idea di far figurare il protagonista come il narratore stesso della vicenda é risultato molto sagace, dato che in un'ambientazione horror l'auto-convincimento e l'immersività sono due caratteristiche che vanno ingegnosamente a braccetto ed, anzi, possono risultare esplosive se combinate nella giusta dose. Nel caso di Town of Light, tolto il breve prologo di introduzione un po' lento ma necessario per spiegare la storia, abbiamo subito avvertito un certo senso di smarrimento unito ad una sensazione di oppressione, dovuti ragionevolmente alla struttura in rovina che sembra organizzata ed, allo stesso tempo, labirintica.

Ecco, se dovessimo cercare una parola per descrivere il gioco, labirintica sarebbe quella giusta. Tale concetto utilizzato come regola trasforma l'andamento dell'offerta da un horror fatto di jumpscares ad un viaggio auto-distruttivo compiuto all'interno della propria mente, che in questo caso non nasconde mostri dalle orribili fattezze ma solo disordini mentali pronti a farci dubitare di ogni possibile scelta.

Come funziona il comparto tecnico in tutto questo?



Innanzitutto, gli sviluppatori hanno capito e saputo utilizzare il fatto che la visuale in primo piano funziona perfettamente per questo genere ludico. Settata al massimo delle impostazioni disponibili, il gioco si presenta apprezzabile e pregevole in ogni suo particolare, non tanto però per le zone all'area aperta, quanto più per quelle all'interno dell'edificio che sono risultate certosine anche ad un occhio poco avvezzo a questo genere di titoli. L'occlusione ambientale, il comparto di illuminazione e persino i dettagli a livello Ultra sono riusciti a convincerci che le cose funzionavano per il meglio.

Per chi invece ha avuto la possibilità di giocare ad Outlast potrebbe trovare molte similitudini, legate più in termini di ambientazione che non come stile di gioco. Utilizzandolo come un metodo di paragone, Outlast riusciva a farci identificare nel ruolo di un personaggio privo della possibilità di difendersi da minacce reali, mentre invece in questo gioco il protagonista deve difendersi da qualcosa di molto più pericoloso: la mente piegata e distorta della stessa protagonista.

Una buona colonna sonora riesce a presentare un doppiaggio in lingua nostrana migliorabile, ma ciò non toglie che il titolo ha delle buone carte in regola per mostrarsi valorosamente sul mercato, sempre che le votazioni della Greenlight diventino positive. Va menzionato anche il fatto che il titolo é compatibile con Oculus Rift, periferica purtroppo non in nostro possesso per poter effettuare delle prove.


The Town of Light

The Town of Light

Il gioco prodotto dal team nostrano guidato da é molto intrigante, ma purtroppo la sessione alpha non é riuscita a darci molti elementi per cominciare a sottoscrivere qualche giudizio. Ci piacerebbe gustare il titolo in fase beta e, magari, con la periferica Oculus Rift per fare i dovuti test a 360 gradi .