Resident Evil Requiem, tutto sul nuovo capitolo che cambia prospettiva e riscrive Raccoon City
Capcom rilancia il survival horror con Resident Evil Requiem: doppia prospettiva e tensione costante.
Resident Evil Requiem è il nono capitolo principale della saga survival horror di Capcom e si presenta come un progetto di rielaborazione narrativa e strutturale, capace di dialogare con la tradizione della serie senza limitarsi a ripeterla. Ambientato in una Raccoon City ormai devastata e segnata da conseguenze definitive, il gioco costruisce un racconto che alterna due prospettive e due filosofie di gameplay, riportando al centro la tensione e il senso di vulnerabilità che hanno definito l’identità del franchise.
- La trama
- Tornerà Leon?
- Il gameplay
- La data di uscita
- Le piattaforme
- Requisiti di sistema
- Il trailer
- Il poster
La trama di Resident Evil Requiem: la storia di Grace Ashcroft
La vicenda ruota attorno a Grace Ashcroft, analista tecnica dell’FBI incaricata di indagare su una serie di morti anomale avvenute al Wrenwood Hotel, a Raccoon City. L’indagine assume per lei un valore profondamente personale, poiché proprio in quel luogo sua madre Alyssa ha perso la vita anni prima. L’ambientazione non si limita a una ricostruzione nostalgica, ma si configura come una città ridotta a relitto, testimonianza silenziosa di eventi che il mondo ha tentato di rimuovere dalla memoria collettiva.
In parallelo, il racconto segue Leon S. Kennedy, ora agente della D.S.O., impegnato in un’indagine distinta nel Midwest legata alle attività di Victor Gideon, ex scienziato Umbrella. Le due linee narrative procedono in modo alternato e si collocano a circa trent’anni dalla distruzione di Raccoon City, riallacciandosi a un periodo della saga rimasto a lungo in secondo piano. Ne emerge una trama che utilizza il passato come strumento per interrogare le conseguenze a lungo termine del bioterrorismo nell’universo di Resident Evil.
In Resident Evil Requiem tornerà Leon?
La presenza di Leon S. Kennedy è stata confermata come parte integrante dell’esperienza. Leon è un personaggio giocabile con un ruolo narrativo autonomo, pensato per offrire una lettura diversa degli eventi rispetto a quella di Grace. Se quest’ultima incarna l’insicurezza e la fragilità di chi non è addestrato al combattimento, Leon rappresenta l’eredità dei protagonisti storici della serie, temprati da anni di missioni contro il bioterrorismo.
Il suo ritorno non è costruito come un omaggio fine a sé stesso, ma come un contrappunto narrativo. Attraverso Leon, Requiem riafferma il legame con la saga classica, senza rinunciare a rimettere in discussione il ruolo dell’eroe all’interno di un mondo che non offre più soluzioni semplici né vittorie definitive.
Il gamapley di Resident Evil Requiem
Il gameplay di Resident Evil Requiem è costruito come un sistema a doppia anima, tanto narrativa quanto meccanica. L’alternanza tra Grace Ashcroft e Leon S. Kennedy riflette due modi opposti di intendere il survival horror, che convivono all’interno della stessa struttura senza fondersi mai del tutto. Alcuni dettagli sono stati diffusi durante l'ultimo showcase.
L’esperienza con Grace Ashcroft
Le sezioni dedicate a Grace Ashcroft si fondano su una vulnerabilità costante. Grace non è progettata per affrontare il pericolo frontalmente e il gioco lo rende evidente in ogni sua scelta. L’esplorazione è lenta e prudente, spesso interrotta dalla necessità di fermarsi, ascoltare e valutare l’ambiente. Il nemico che la insegue non è una minaccia episodica, ma una presenza persistente che condiziona lo spazio, costringendo il giocatore a ragionare in termini di percorsi alternativi, coperture temporanee e gestione del rumore. Il movimento accovacciato, la possibilità di nascondersi sotto tavoli o strutture simili e l’uso di oggetti ambientali per distrarre l’inseguitore trasformano ogni stanza in un piccolo puzzle di sopravvivenza.
Un elemento centrale di queste fasi è il rapporto tra visibilità e rischio. La presenza di una fonte di luce portatile consente di orientarsi negli ambienti più bui, ma introduce un compromesso continuo, perché illuminare significa anche esporsi. La luce diventa così uno strumento ambiguo, necessario, ma mai neutro, che rafforza la tensione invece di attenuarla. Il design degli spazi, spesso verticali e attraversabili anche da soffitti e pareti, riduce ulteriormente il senso di sicurezza e impedisce di affidarsi a schemi prevedibili.
L’esperienza con Leon S. Kennedy
Il cambio di prospettiva è netto quando il controllo passa a Leon S. Kennedy (protagonista di Resident Evil 4). Le sue sezioni sono pensate per restituire un’esperienza più orientata all’azione, in cui il combattimento diventa lo strumento principale di avanzamento. Leon può contare su armi da fuoco e tecniche corpo a corpo che permettono di gestire i gruppi di nemici in modo più diretto. Il ritmo è più serrato, le arene di combattimento più leggibili e la tensione nasce meno dall’impotenza e più dalla pressione esercitata dalla quantità e dalla resistenza degli avversari.
Questa contrapposizione non è casuale, ma riflette una precisa volontà di Capcom di tenere insieme due tradizioni della serie. Da un lato il survival horror basato sull’elusione, dall’altro l’eredità action consolidata negli episodi più recenti. Il giocatore non è chiamato a scegliere quale delle due anime preferire, ma a confrontarsi con entrambe, adattando di continuo il proprio approccio.
Visuale in prima e terza persona
A unire queste due filosofie interviene la possibilità di passare liberamente dalla visuale in prima persona a quella in terza persona. La prima enfatizza l’immediatezza, la prossimità con il pericolo e una percezione più claustrofobica degli spazi. La terza favorisce invece una lettura più ampia dell’azione e si adatta meglio alle sezioni più dinamiche. Il fatto che la scelta sia lasciata al giocatore, e non imposta dal gioco, trasforma la prospettiva in uno strumento espressivo e non in una semplice opzione tecnica.
Nel suo insieme, il gameplay di Resident Evil Requiem non cerca una sintesi rassicurante tra passato e presente. Al contrario, accetta la frattura tra orrore e azione e la utilizza come motore dell’esperienza, costruendo un percorso che cambia tono e linguaggio ludico senza perdere coerenza interna. È in questa tensione controllata, più che in singole novità meccaniche, che Requiem definisce la propria identità.
Resident Evil Requiem, la data d’uscita
Capcom ha annunciato che Resident Evil Requiem sarà disponibile a partire dal 27 febbraio 2026. La data è stata rivelata in occasione del Summer Game Fest 2025, evento durante il quale il titolo è stato mostrato per la prima volta in modo ufficiale.
Resident Evil Requiem, su quali piattaforme arriverà?
Resident Evil Requiem arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC Windows, con una pubblicazione prevista in contemporanea anche su Nintendo Switch 2.
Resident Evil Requiem per PC: i requisiti di sistema
Ecco i requisiti di sistema per la versione pc.
Requisiti minimi
- Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
- Sistema operativo: Windows 11 (64 bit);
- Processore: Intel Core i5-8500 / AMD Ryzen 5 3500;
- RAM: 16 GB;
- Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1660 (6 GB) / Radeon RX 5500 XT (8GB);
- DirectX: versione 12.
Requisiti minimi
- Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
- Sistema operativo: Windows 11 (64 bit);
- Processore: Intel Core i7-8700 / AMD Ryzen 5;
- RAM: 16 GB;
- Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 2060 Super (8 GB) / Radeon RX 6600 (8 GB);
- DirectX: versione 12.
Il trailer di Resident Evil Requiem
Il poster di Resident Evil Requiem