Old School Rally, il buon vecchio Colin McRae è tornato – Anteprima PC

L’anteprima della demo del racing game su sterrato di Frozen Lake Games, che ci riporta con il cuore e con la mente ai giochi di rally per la prima PlayStation

di Jacopo Retrosi
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Con il mercato indipendente che muove sempre di più verso progetti in tre dimensioni, è un piacere vedere approcciati generi riservati nel panorama tripla A ormai ad una manciata di franchise, spesso su licenza, come i giochi di rally ad esempio. Colin McRae Rally, V-Rally, Sega Rally, RalliSport Challenge, sono solo alcuni dei nomi scomparsi nel corso degli anni, ecco perché è con immensa gioia che abbiamo avvicinato Old School Rally, di Frozen Lake Games e Astrolabe Games, che si rifà al primo dei titoli citati in precedenza, proponendo una pixellosa veste grafica 3D, muri di alberi, fondali sgranati, filtro CRT opzionale e tanta nostalgia.

Ogni singola visuale di Old School Rally trasuda anni ‘90, a partire dal menu principale, con le sue icone tridimensionali delle varie modalità. Il rally classico non era disponibile nella demo, ma la prova a tempo sì, ed è lì che ci siamo diretti. Schermate minimali ed estremamente immediate, con tre auto tra cui scegliere, “casualmente” simili ad una Subaru WRX, una Mitsubishi Lancer e credo una Peugeot 206, per tre tracciati, ambientati in Australia, Svezia e Finlandia. 

Prendiamo la Subaru (pardon, la Taurus RS), e ci lanciamo in una sfida cronometrata sulla polvere rossa australiana. Metabolizzare i controlli è questione di un attimo: cambio automatico, acceleratore sempre a tavoletta, freno suscettibile il giusto e posteriore pronto ad andare in derapata alla minima inclinazione del volante. Ci si diverte da subito, ma c’è ampio margine di miglioramento, imparando il layout del tracciato e i punti di forza e deboli del proprio mezzo (ognuno vanta un particolare set di statistiche). Il modello di guida è decisamente arcade, ma è di quelli difficili da padroneggiare appieno.

Urti, schianti e “grattate” si ripercuotono sulla salute del motore, con la carrozzeria che si accartoccia in modo vistoso in caso di botti particolarmente violenti, oppure si sporca del pulviscolo sollevato dagli pneumatici; l’effetto visivo è semplice ma d’effetto. 

Il rombo del motore è un pelo troppo squittente, ma fa il suo lavoro, così come la voce del co-pilota che ci guida lungo il tragitto; non ci sarebbe dispiaciuto qualche commento in caso di prestazioni particolarmente buone o pessime, ma i suoi input sono chiari e puntuali, ci va bene così.

Buono il senso di velocità, fluide le prestazioni, che fanno da cornice ad un motore grafico che simula alla perfezione l’effetto 32-bit dell’epoca, con modelli abbastanza squadrati per le auto, elementi dello scenario piatti, fondali pre-renderizzati e statici e sprite usati a mo’ di texture, insomma un piacevole tuffo nel passato. Ne avremmo volentieri gradito di più e siamo molto curiosi di poter mettere le mani sulla versione completa, quando uscirà, nel corso di questo 2024.