Agli esami da eroe in My Hero Academia: All's Justice

Le battaglie del finale dell'anime diventano videogioco

di Claudio Magistrelli

Per spiegare il declino (forse inevitabile dopo più di 20 anni) delle produzioni dei Marvel Studios si parla spesso di superhero fatigue, ovvero quel senso di stanchezza e saturazione diffuso tra tutte le fasce di pubblico in relazione alle vicende dei supereroi in costume. Anche volendo prendere per vera questa ipotesi (ed è tutta da dimostrare, più probabilmente la noia è una reazione all’evidente calo qualitativo del MCU), bisogna circoscrivere questo rigetto alle sale cinematografiche, perché i supereroi se la passano ancora piuttosto bene su altri formati. Non tanto negli States, dove le vendite delle storie cartacee di Marvel e DC non hanno mai davvero beneficiato dell’esposizione mediatica dei protagonisti (giusto James Gunn sta provando di recente a fare qualcosa coi suoi post social), quanto piuttosto in Giappone dove i supereroi hanno trovato nuovo terreno fertile nell’estetica e nella grammatica del manga. 

My Hero Academia: più poteri per tutti!

Uno dei titoli più rappresentativi del successo della declinazione in chiave manga del concetto di supereroe è My Hero Academia, manga scritto e disegnato da Khei Horikoshi e pubblicato sulle pagine del settimanale Shonen Jump dal 2014. Il motivo del successo, forse, è il ribaltamento di prospettiva: in una società in cui tutti o quasi (circa l’80% della popolazione) ha sviluppato poteri, chiamati Quirk, il protagonista è Izuku Midoriya, un ragazzino nato senza talenti e che sogna di diventare supereroe. Izuku è anche il protagonista di My Hero Academia: All's Justice, l’esordio del franchise su questa generazione di console in arrivo a febbraio (dopo un ultima apparizione a fine 2023 nel Battle Royal free to play My Hero Ultra Rumble).


My Hero Academia: All's Justice, il sesto videogioco ambientato nell’universo creato da Khei Horikoshi, è ambientato nelle fasi avanzate delle vicende di Izuku Midoriya, più precisamente nel climax della Final Season dell’anime (se siete indietro con la lettura/visione, avete ancora un po’ di tempo per recuperare!). Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di provare una versione beta del gioco per PC e quindi siamo in grado di darvi qualche anticipazione di prima mano sui contenuti e le modalità del gioco. 

My Hero Academia: non solo Story Mode

Nei panni di Izuku ci siamo dunque ritrovati all’interno di una cittadina, che abbiamo in breve scoperto essere una spazio virtuale, una sorta di hub in cui comunque si svolge una porzione di gioco. Attraverso l’uso del telefono, però, si può accedere in qualunque momento alle altre modalità disponibili. Visti i riferimenti a un momento così specifico nella trama della serie, la prima modalità che abbiamo deciso di provare è stata lo Story Mode. Siamo stati catapultati dunque nei panni di Katsuki Bakugo nel cuore della Final Season, più precisamente nella storyline dal titolo Final War, per affrontare una versione più giovane di All For One. I quattro capitoli a cui ci è stato permesso accedere erano equamente divisi tra filmati e combattimenti. I primi, ovvero i filmati, sono realizzati col motore del gioco animando scene e dialoghi dal manga: utili per darci il giusto contesto (e anche abbastanza fomentanti almeno nel doppiaggio giapponese che abbiamo preferito per impostazione ed epica a quello americano), ma il piatto forte sono le botte. E ne volano parecchie tra Katsuki e All For One: le battaglie si svolgono su scenari ampi e distruttibili, con colpi che generano gigantesche esplosioni tra palazzi che crollano. Non aspettatevi Battlefield 6, qui il conto dei poligoni è molto più basso e l’effetto decisamente più semplificato, ma nel gioco ci troviamo in un ambiente virtuale e il cell shading col suo effetto cartoon contribuisce a rendere la scelta stilisticamente coerente.


Il cellulare nelle mani di Izuku Midoriya ci consente tuttavia di esplorare altre modalità disponibili. La prima in cui approdiamo è Team Up Mission (dall’omonimo manga spin-off della serie principale) che ci porta in un ambiente simulato (ancora una volta!) per metterci alla prova con delle missioni di allenamento scritte appositamente per il gioco. Questa volta, oltre all’eroe principale potremo affidarci anche ad altri due personaggi, alternabili tramite la pressione di un tasto. Le due Team Up Mission che abbiamo provato ci hanno consentito di esplorare un poco la città, sfruttando il Quirk di ciascun eroe per muoverci più velocemente, alternando compiti esplorativi con alcune battaglie corali contro gruppetti di teppisti e villain assortiti. Anche Hero’s Diary, modalità che si trova all’interno della sezione Character Memory, offre spunti narrativi inediti. Ciascuna pagina è dedicata infatti a personaggi minori della serie di cui si potranno esplorare piccoli eventi dietro le quinte giocabili in piccoli capitoli che nascondono mini-game, semplici battaglie o divertenti quest, come la ricerca di un gruppo di gatti in un giardino. 

L’ultima modalità che abbiamo potuto provare, Battle 1P vs CPU ovvero la classica modalità libera in cui mettere in scena tutti gli scontri possibili (ma 3vs3!) pescando dal generoso roster di My Hero Academia: All's Justice. È in questa modalità che emerge l’anima più puramente picchiaduro del gioco, che altrove emerge mescolata a meccaniche da action/adventure, e dove si notano maggiormente le differenze tra i due sistemi di controllo. ciascun combattente infatti dispone di diversi strumenti, offensivi (tra cui attacchi imparabili) e difensivi. Il sistema di controllo “normale” (pensato principalmente per chi si affaccia a questo tipo di gioco per le prime volte) consente di eseguire colpi Quirk, cambi di personaggio, mosse Ultra Plus e altro in automatico, premendo solo un tasto. Ovviamente i controlli manuali consentono invece di eseguire e contenere ogni singola mossa singolarmente, con una profondità strategica decisamente maggiore. 


Infine una nota sui requisiti della versione PC: noi abbiamo provato il gioco su un sistema dotato di RTX 5070 laptop e 32G di RAM (con tutti i dettagli grafici al massimo), ma la configurazione consigliata per la versione finale dovrebbe essere decisamente meno esigente. Non abbiamo dati più precisi, al momento su Steam è indicato come requisito solo un generico sistema operativo a 64bit; ma per questo e altri dettagli ci risentiamo tra qualche settimana, a ridosso dell’uscita.