My Hero Academia: All's Justice rende giustizia all'anime

Il terzo capitolo del picchiaduro di Byking si espande ad abbracciare l'intero universo della saga

di Claudio Magistrelli

Non c’è termine che descriva meglio l’intrattenimento di questi primi anni di millennio di “sinergia”, la password per sbloccare qualunque progetto, una catena di produzioni e media diversi collegati tra loro di cui non sempre si sono visti chiaramente i benefici. Di rado però si è assistito a un esempio di sinergia più precisamente calibrato ed eseguito delle trasposizioni anime e videoludiche di My Hero Academia, arrivate all’ultimo giro di danza praticamente in contemporanea. Mentre Final War Arc, l’ottava e ultima stagione dell’anime di My Hero Academia, ha chiuso il 2025 con gli ultimi episodi, lasciando spazio per uno speciale previsto nel 2026, nel giro di pochi giorni arriverà iinvece su PC e console My Hero Academia: All’s Justice, terzo e ultimo capitolo della trilogia (con My Hero: One's Justice del 2018 e One's Justice 2 del 2020) che ripropone in salsa di picchiaduro le omologhe vicende dell’anime, oltre ad aggiungere un altro bel po’ di carne al fuoco, che dopo l’anteprima di qualche giorno fa abbiamo ora potuto provare nella versione finale.  

My Hero Academia: All’s Justice è l’apice della saga

My Hero Academia: All’s Justice arriva dunque al culmine della saga, ultimo capitolo della trilogia videoludica nonché sorta di atto conclusivo per My Hero Academia nel suo complesso. Questa esigenza di mettere un punto esclamativo un po’ si avverte, nel vastissimo roster di eroi e supercriminali ad esempio, che include praticamente ogni personaggio passato sulla pagine della saga, o le rifiniture al sistema di combattimento (in alcuni aspetti ben più che rifiniture, come l’introduzione delle battaglie 3vs3 o la barra Rising) fino alla modalità Storia che riproduce la saga finale legando tra loro filmati che riprendono l’anime e sequenze di gioco. Il suo limite più evidente è quello di essere “incastrato” nel franchise, nel parlare a un pubblico che ormai è perfettamente a suo agio tra i numerosi personaggi e lentamente incrociate di My Hero Academia, provando al contempo a risultare attraente per i giocatori all'esterno della cerchia.  

È in quest'ottica che va inteso il duplice sistema di combattimento proposto, in cui una delle due modalità consente di usare sostanzialmente un solo tasto per ogni azione lasciando che la cpu lo traduca nel comando più adatto alla situazione. Un buon modo per livellare gli ostacoli all'ingresso che un nuovo giocatore si troverebbe di fronte approcciando My Hero Academia: All’s Justice senza aver nessuna esperienza dei precedenti (o addirittura del manga/anime). Per i giocatori più esperti, invece, una volta preso il pieno controllo del sistema di combattimento My Hero Academia: All’s Justice offre una sfida intrigante, con buone dosi di strategia legate al tempismo nell'utilizzo di Rising e Ultra, ma anche nella combinazione di Quirk tra i diversi elementi del trio a disposizione. Nulla che faccia gridare alla rivoluzione, ma un combat system solido, gratificante, dignitosamente supportato dal comparto tecnico con la distruzione delle arene, nonché coerente evoluzione di quanto visto nelle precedenti iterazioni.  

Alla fine della storia c'è un'altra storia 

Definire My Hero Academia: All’s Justice “solo” l'apice della saga è in fondo limitante: ne è in qualche modo la fine e il superamento, la celebrazione e un augurio di lunga di vita. Tanta cura è stata riposta nella Modalità Storia, soprattutto nel tentato di garantire ai giocatori una continuità in termini di esperienza sensoriale con la controparte televisiva, replicandone lo stile e arruolando anche le voci originali. Ma questa rappresenta pur sempre una parte di un gioco ben più ampio, che include numerose altre modalità di cui diverse egualmente corpose e costruite su materiali inediti che arricchiscono la mitologia di My Hero Academia e del suo universo narrativo. Buona parte del gioco si svolge all’esterno della sezione che ospita la Modalità Storia ed esplorabile attraverso un mini-open-world a dimensione cittadina che funge da hub di collegamento tra le altre diverse modalità. Team Up Mission arriva da uno spin-off cartaceo di My Hero Academia e sfrutta il collegamento diretto per “canonizzare” la formula del 3vs3 attraverso piccole missioni che offrono al gioco una dimensione quasi adventure, senza tuttavia tradire la colonna portante da picchiaduro.  

Altrettanto bene svolge il suo ruolo Hero’s Diary, modalità che addirittura amplia ed espande l’universo ideato da Khei Horikoshi attraverso piccole e leggere mini-quest dedicate a una lunga lista di personaggi non necessariamente scelti tra i più noti della serie, che giocano spesso su piccole situazioni quotidiane risolte con ironia su cui costruire piccoli nuovi mattoncini nelle relazioni tra i diversi personaggi. Vale la pena, infine, spendere qualche parola anche per il tutorial, chiaro, ben fatto e completo, indispensabile per chi si approccia alla prima volta alla serie e si trova faccia a faccia con un combat system non necessariamente ostico, ma nemmeno da sottovalutare se si vuole davvero padroneggiare bene ogni singolo aspetto.