L’evoluzione del gaming secondo SteelSeries: audio, precisione e velocità in un’unica lineup

Dalla potenza immersiva dell’Arena 9 alla leggerezza estrema dell’Aerox 5 Wireless, fino alla velocità intelligente della Apex Pro Gen 3, SteelSeries sembra aver messo a punto una lineup pensata per chi vuole trasformare ogni partita in un’esperienza più reattiva, coinvolgente e personalizzata. Questa nuova generazione di prodotti punta su tecnologie avanzate, design curato e funzionalità su misura per diversi stili di gioco. Un ecosistema che non si limita a “supportare” il giocatore, ma lo accompagna verso un livello di controllo più preciso, rapido e completo, su ogni fronte del setup.
SteelSeries Aerox 5 Wireless: un mouse leggero, veloce e più versatile di quanto sembri
Lo SteelSeries Aerox 5 Wireless è uno di quei mouse che ti sorprendono più nell’uso quotidiano che sulla carta. Sì, è leggerissimo (74 g dichiarati) e basta prenderlo in mano per capirlo subito. Ma la vera differenza, quella che si sente davvero mentre si gioca, è la combinazione di peso piuma e controlli aggiuntivi. La prima cosa che si apprezza è il pannello laterale: cinque pulsanti più uno switch “su/giù” che sembra strano finché non si inizia a usarlo. In Fortnite e negli RPG si usa ad esempio per cambiare rapidamente arma o attivare abilità, ed è molto più intuitivo di quanto ci aspettavamo. SteelSeries punta forte proprio su questa idea di “ultra-lightweight customization”: 9 pulsanti programmabili per adattarsi a qualsiasi genere, dagli FPS ai MOBA.
Dal punto di vista tecnico, il TrueMove Air si comporta esattamente come promesso: tracking preciso 1:1, 18.000 CPI, 40G di accelerazione e nessun jitter anche con movimenti rapidi, in giochi frenetici come Apex o Valorant la risposta possiamo dire che è immediata. Il design “a nido d’ape” aiuta la ventilazione e mantiene il peso bassissimo, ma quello che ci ha davvero stupito è l’AquaBarrier IP54, cosa che può risultare particolarmente utile se vi capita spesso di giocare con qualcosa da bere vicino alla tastiera, dato che è l’AquaBarrier IP54 consente una protezione reale da polvere e liquidi. Sul fronte wireless, niente da dire: il Quantum 2.0 è stabile come un cavo, e la doppia modalità (2.4 GHz + Bluetooth) è comodissima quando ad esempio si passa dal PC desktop al notebook. L’autonomia è poi uno dei suoi punti forti: fino a 180 ore e una ricarica rapida da 40 ore in 15 minuti. In parole povere; l’Aerox 5 Wireless è un mouse veloce, leggero, personalizzabile e pensato davvero per chi cambia spesso genere di giochi. Un mouse che non punta solo sui numeri e sulle caratteristiche hardware, ma su una sensazione di controllo immediato che difficilmente, dopo averla provata, vorrai abbandonare.
SteelSeries Apex Pro Gen 3: la tastiera che porta il vantaggio competitivo a un nuovo livello
La nuova SteelSeries Apex Pro Gen 3 rappresenta l’evoluzione più avanzata della tastiera che, già dalla prima generazione, aveva rivoluzionato il settore introducendo la regolazione dell’actuation per singolo tasto. Con questa versione, SteelSeries spinge ulteriormente su velocità, precisione e personalizzazione, grazie ai nuovi switch OmniPoint 3.0 e a un set di funzioni software pensate per adattarsi al modo di giocare di ogni utente. Il cuore della Apex Pro Gen 3 è il nuovo switch magnetico Hypermagnetic OmniPoint 3.0, dotato di Hall Effect di terza generazione. Secondo le specifiche, questi switch sono 11 volte più veloci dei meccanici tradizionali e offrono un’attuazione regolabile da 0,1 mm a 4,0 mm, permettendo di passare da una pressione ultra-leggera—ideale per gli FPS più competitivi—a una più profonda e solida per la scrittura. Per la prima volta la tastiera integra una lubrificazione per tasto direttamente in fabbrica e una riduzione delle vibrazioni che garantisce un suono più controllato, tra il “thock” morbido e il “creamy” citato nella documentazione ufficiale. Il risultato è una digitazione più uniforme e silenziosa, senza rinunciare alla reattività.

La parte software è uno dei pilastri della serie Gen 3. SteelSeries ha introdotto nuovi strumenti progettati per semplificare regolazioni complesse e garantire un comportamento della tastiera sempre ottimale.
- Rapid Trigger permette di ripremere un tasto senza doverlo rilasciare completamente, una funzione cruciale per counter-strafe e movimenti rapidi negli FPS.
- Rapid Tap dà priorità all’ultimo tasto premuto nella coppia, ottimizzando input come crouch-jump o strafe.
- Protection Mode riduce deliberatamente la sensibilità dei tasti vicini, evitando input involontari durante situazioni concitate.
Tutte queste funzioni vengono gestite tramite il nuovo GG QuickSet, che seleziona automaticamente profili consigliati in base al gioco, impostando attuation, rapidità e illuminazione senza bisogno di modifiche manuali.
La Apex Pro Gen 3 include miglioramenti strutturali importanti rispetto alla generazione precedente. Il documento di riferimento mostra l’introduzione di tre strati di foam fonoassorbente in Poron e silicone, progettati per ridurre risonanze e rendere la digitazione più precisa e piacevole. Sono stati ridisegnati anche gli stabilizzatori per eliminare wobble e rumori indesiderati, mentre i nuovi keycap Double Shot PBT assicurano durata e resistenza nel tempo, evitando la classica lucidatura dei tasti più usati. La tastiera mantiene inoltre il display OLED Smart Display, utile per cambiare profili, controllare impostazioni o vedere notifiche al volo, e include un poggia polsi magnetico con finitura soft-touch, pensato per lunghe sessioni di gioco. La Apex Pro Gen 3 si posiziona chiaramente nella fascia alta del mercato, pensata per chi cerca la massima velocità possibile e un controllo totale di ogni singolo tasto. Le funzioni esclusive e la combinazione di hardware e software avanzati la rendono una delle tastiere più complete e versatili nella scena competitiva. Tra prestazioni, personalizzazione estrema e attenzione al feeling, la Gen 3 rappresenta un salto tecnologico evidente, capace di offrire un vantaggio reale a chi vuole ottimizzare il proprio stile di gioco fino all’ultimo millimetro.
SteelSeries Arena 9: un sistema surround da home cinema sulla scrivania
Questo è quello che promette lo SteelSeries Arena 9, ed è esattamente la sensazione che abbiamo avuto dopo qualche settimana di uso intenso provandolo con ogni genere di gioco e non solo. Appena tirato fuori dalla scatola l’Arena 9 fa subito scena: due satelliti frontali con base inclinabile, il canale centrale, due speaker posteriori wireless e un subwoofer da 6,5" che sembra dire “non preoccuparti, dei vicini mi occupo io”. Tutto in plastica nera opaca, con quella forma un po’ “uovo alieno” tipica delle casse da gaming, ma molto più curata dal vivo di quanto sembri in foto. I due speaker frontali integrano l’illuminazione RGB PrismSync a quattro zone: quando parte un match in Valorant o una scena d’intermezzo di Cyberpunk 2077, le luci seguono colori e ritmo a schermo, trasformando mezza stanza in un’ambientazione cyberpunk. Non è indispensabile per giocare meglio, ma non si può negare che faccia scena.
In dotazione c’è anche il control pod: un piccolo disco con display OLED e ghiera che diventa il centro di controllo di tutto l’impianto. Da lì si regola volume, si cambia ingresso, si attiva il 5.1 upmix, si abbina il Bluetooth e si controllano gli effetti luminosi. Nonostante la quantità di pezzi, l’installazione è molto più semplice di quanto sembri. Sul PC basta un cavo USB, infatti è uno dei pochi sistemi di speaker “true 5.1” per gaming che porta tutto – sei casse più sub – con una sola connessione USB, senza schede audio dedicate o ricevitori esterni. Il subwoofer fa da hub: a lui arrivano l’alimentazione, il cavo USB verso il PC e i cavi per le tre casse frontali; le due posteriori invece si collegano in wireless al sub, così non bisogna tirare cavi attraverso tutta la stanza.
Oltre all’USB ci sono ingressi ottico, Aux da 3,5 mm e Bluetooth, quindi volendo si collega anche a TV, console o smartphone. Il lato software è affidato a SteelSeries GG con il modulo Sonar: un vero pannello audio per chi ama destreggiarsi delle regolazioni, con EQ parametrico a 10 bande, profili per giochi diversi, audio spaziale e cancellazione eco.

Passiamo alla parte che conta: come suona. In una parola, coinvolgente. Nei titoli in prima persona il posizionamento è chirurgico: in titoli come Call of Duty si percepiscono chiaramente passi e colpi alle spalle, mentre in un horror come Alien: Isolation il respiro dello xenomorfo alle spalle è qualcosa che non si dimentica tanto in fretta. Il subwoofer è protagonista assoluto: esplosioni, tuoni, motori… tutto arriva con una presenza fisica che si sente ai massimi livelli. Il bello è che, nonostante tanta potenza, il dettaglio resta alto: i tweeter in seta e i woofer in fibra organica lavorano bene sugli effetti ambientali, dai passi sulla ghiaia al fruscio delle foglie, senza trasformare tutto in un muro di rumore.
Nel quotidiano, il controllo pod si rivela una manna dal cielo. Non si deve mai andare nelle impostazioni di Windows: con la rotella si cambia ingresso, regola il volume, abbina il telefono via Bluetooth o si spengono le luci RGB quando si vuole qualcosa di più sobrio. La controparte è che l’impianto, fisicamente, occupa spazio: cinque casse in giro per la stanza più il sub non sono proprio la soluzione minimal.
Non solo gaming
Come impianto “tuttofare” l’Arena 9 se la cava alla grande con film e serie TV. I dialoghi sono sempre chiari grazie al canale centrale dedicato, anche quando il sub sta martellando durante una scena d’azione. Con un paio di film in Dolby 5.1 lo stacco fra le casse frontali e le posteriori è pulito, con passaggi di auto, astronavi e proiettili che danno davvero l’idea di girarti attorno. Sulla musica il discorso è un po’ più sfumato. Il sistema è pensato prima di tutto per il gaming, e si sente: di base c’è una leggera enfasi sulle medio-alte che rende tutto più “frizzante”, ma non sempre neutro. Alcuni tester hanno notato che l’upmix 5.1 dei brani stereo non è sempre equilibrato, e preferiscono restare in semplice stereo per ascoltare playlist e album. Nulla che non si possa mitigare giocando con l’EQ in Sonar, ma se l’obiettivo è un ascolto audiofilo “da studio”, esistono opzioni più orientate alla musica allo stesso prezzo.
Parliamo del punto più delicato: il prezzo. Al lancio l’Arena 9 costava circa 599 euro; oggi online si trova spesso a cifre un po’ più basse, ma resta un prodotto premium, ben sopra molti sistemi 5.1 da salotto. In pratica l’Arena 9 è pensato per chi ha già un PC di fascia alta, magari un monitor ultrawide, una scheda video importante, e vuole chiudere il cerchio con un audio all’altezza. Se invece l’obiettivo è avere “solo” buone casse stereo per musica e qualche partita, probabilmente è più sensato puntare a agli arena 3 composti da solamente due casse o agli Arena 7, che è un 2.1 risparmiando parecchio.


