Young Sherlock, ovvero le avventure di un investigatore in erba
Otto episodi, adattamento dei romanzi young-adult sul celebre investigatore, che ci prongono un giovane Sherlock secondo lo stile consolidato di Guy Ritchie.
Nel 1871, Sherlock Holmes ha soltanto diciannove anni ma è già considerato la pecora nera della famiglia: brillante, determinato e al tempo stesso incapace di sottostare alle regole. Segnato nell’infanzia dalla tragica morte della sorella, vive in una famiglia profondamente ferita: la madre non si è mai ripresa dal trauma, il padre li ha abbandonati mentre il fratello maggiore Mycroft continua a tirarlo fuori dai guai grazie alle sue influenti conoscenze.
All’inizio della prima stagione di Young Sherlock, il giovane Holmes si trova addirittura in carcere. L’ossessione per la lettura di Oliver Twist lo ha infatti spinto, per pura curiosità intellettuale, a sperimentare di persona l’arte del borseggio. Dopo averlo fatto liberare, Mycroft decide di mandarlo a Oxford, ma non come studente privilegiato: Sherlock dovrà lavorare come semplice servitore, occupandosi di pulizie e sorveglianza, mansioni ben lontane dal soddisfare la sua mente straordinaria. Proprio lì, però, il suo destino si intreccia con quello di un giovane altrettanto brillante e avventuroso, James Moriarty, e con una misteriosa principessa cinese che nasconde un segreto destinato a cambiare tutto.
Young Sherlock: le origini del mito?
Attraverso otto episodi dal ritmo serrato, la serie costruisce un racconto ricco di misteri, ironia e colpi di scena. La narrazione si sviluppa come un puzzle in continuo movimento, tra tragedie familiari, vendette e rivelazioni inattese, delineando le origini del più celebre detective della letteratura. Il tutto porta chiaramente la firma stilistica di Guy Ritchie, che dopo i film con Robert Downey Jr. torna a confrontarsi con l’universo di Sherlock Holmes per raccontarne una origin story dinamica e spettacolare, pur per l'occasione da dietro le quinte. A interpretare il protagonista è Hero Fiennes Tiffin, nipote d’arte che presta il volto a un Holmes giovane e impulsivo, anche se nella realtà più vecchio di quasi dieci anni rispetto all'età dichiarata del personaggio.
La serie non si basa direttamente sui racconti di Arthur Conan Doyle, ma sui romanzi young-adult di Andrew Lane, che già reinterpretavano il detective per un pubblico contemporaneo. Il risultato è quindi molto distante dall’impostazione classica di Piramide di paura (1985): qui domina un tono pulp, ironico e scanzonato, dove trovano spazio arti marziali, complotti e rivelazioni continue pensate per sorprendere lo spettatore moderno.
In Young Sherlock abbondano inseguimenti e combattimenti, sostenuti da un montaggio frenetico spesso accompagnato da musica indie rock. La narrazione gioca volutamente con anacronismi e soluzioni visive creative, soprattutto quando la fervida immaginazione di Sherlock "entra in scena" per ipotizzare la soluzione dei vari enigmi. Il risultato è una serie dal ritmo divorante che punta soprattutto sull’intrattenimento, lasciando porte spalancate a una probabile seconda stagione.
Elementare...Moriarty!
Uno dei punti di forza resta la gestione dei dialoghi e dei rapporti tra i personaggi. Particolarmente interessante è il legame tra Sherlock e James Moriarty, qui presentato come compagno inseparabile prima di diventare la sua futura nemesi. Dónal Finn offre una delle interpretazioni più convincenti del cast, trasformando il nemico a venire in una sorta di spalla alternativa al classico Watson, la cui comparsa è probabilmente rimandata alle stagioni successive.
Nel cast non mancano interpreti di grande livello come Joseph Fiennes, Natasha McElhone e Colin Firth, anche se quest’ultimo risulta purtroppo poco valorizzato. L’attrice taiwanese Zine Tseng, già vista nella serie fantascientifica Il problema dei tre corpi, si distingue nelle scene d’azione grazie alle sue abilità nelle arti marziali, ma fatica a imporsi come autentica femme fatale all’interno di una sceneggiatura che, pur divertente, mostra qualche debolezza narrativa.
Chi apprezzato gli adattamenti cinematografici di Guy Ritchie ritroverà in Young Sherlock le stesse atmosfere dinamiche e sopra le righe, e difficilmente resterà deluso, anche senza il carisma della coppia Robert Downey Jr. – Jude Law a trainare la storia. cChi invece ha sempre preferito la versione classica di Holmes, farà meglio a rivolgere lo sguardo altrove.