Eternity, ovvero quando l'amore non ha mai fine

Una commedia romantica dalla premessa fantastica, ambientata in un aldilà dove Elizabeth Olsen dovrà scegliere tra i due uomini che ha amato nella vita terrena. Su AppleTv+.

di Maurizio Encari

L'anziano Larry soffoca con un pretzel nel corso di una festa di gender reveal organizzata dai figli. Quando riapre gli occhi si ritrova in quello che sembra essere l'incrocio tra una stazione ferroviaria d'epoca e un gigantesco centro congressi, un luogo dove anime appena trapassate vagano spaesate, prima di essere accolte dal coordinatore che spetta ad ognuna di loro. A Larry, che si scopre esternamente ringiovanito - chiunque muoia assume l'aspetto che aveva nel momento di maggior felicità terrena - viene assegnata Anna, che lo informa del destino che lo attende. Avrà sette giorni di tempo per capire in quale dei molteplici mondi disponibili trascorrere, per l'appunto, l'eternità.

In Eternity a raggiungerlo a strettissimo giro di ruota è l'amata moglie Joan, che era malata di cancro, e ora lì nuovamente nello splendore della sua giovinezza. Sembrerebbe l'idillio perfetto affinché i due possano stare fianco a fianco fino alla fine dei tempi, ma ecco il terzo incomodo...e che terzo incomodo! Al bar dell'hub lavora infatti Luke, il primo marito di Joan, morto durante la Guerra di Corea dopo appena due anni di matrimonio e rimasto lì ad aspettarla per sessantasette, interminabili, anni. Ora la protagonista si trova davanti ad una scelta impossibile da prendere, tra il primo amore e l'uomo che le è stato accanto per tutta la vita.

Eterrnity: come prima, più di prima

Vincerà l'amore idealizzato della giovinezza, mai consumato dalla routine e dalle difficoltà quotidiane e perciò ancora facilmente idealizzabile, o la solidità di un rapporto che, tra alti e bassi, ha attraversato decenni, cresciuto figli, affrontato infinite gioie e delusioni? Al pubblico sarà dato scoprirlo dopo quasi due ore di continuo tira e molla, nel quale la malcapitata Joan viene messa alle strette e si ritrova ad affrontare una ridda di ricordi.

Eternity è una commedia romantica dal taglio quanto mai esistenzialista, che alterna leggerezza e spunti di riflessione, trovando una via efficace per affrontare tematiche sensibili e spingendo il pubblico a immedesimarsi con i personaggi, per una trama universale che sa come catturare l'attenzione di chi guarda. Al terzo lungometraggio dopo l'esordio nell'horror con il drammatico zombi-movie The Cured (2017) e la virata nella commedia queer semi-autobiografica Dating Amber (2020), il regista David Freye trova una sintesi tra i suoi interessi tematici ricorrenti: il senso d'identità, i dilemmi personali e quel limbo tra rimpianti e rimorsi, all'insegna delle occasioni perdute che a volte segnano definitivamente il destino degli individui.

Impressioni ed espressioni

Non ha lo scavo introspettivo e melanconico di un capolavoro di fine millennio come After Life (1998) di Hirokazu Kore'eda, anch'esso ambientato in un limbo dove i morti dovevano venire a patti con loro stessi, ma possiede una sua personalità distintiva e in un paio di passaggi riesce anche ad emozionare con una certa semplicità, grazie a una scrittura improntata alla leggerezza e a un ritmo che concede spazio e tempo al trio di personaggi principali.

D'altronde il progetto porta il marchio di A24, casa di produzione che negli ultimi anni ha saputo bilanciare la qualità del cinema d'autore con soluzioni a prova di grande pubblico, ottenendo spesso e sovente exploit inaspettati. Ed Eternity sembra racchiudere pienamente questa filosofia, con una virata parzialmente più "commerciale" data dalla storia raccontata, come detto in grado di far facilmente presa su pressoché chiunque sia stato almeno una volta innamorato, e da un cast di attori ormai riconoscibili.

Nelle vesti dei due contendenti, pronti a tutto pur di strappare la promessa di amore eterno alla donna contesa, troviamo infatti Callum Turner e Miles Teller. Il primo già apprezzato in Masters of the Air e ora dato - pur non senza obiezioni - tra i favoriti per diventare il prossimo James Bond, il secondo ormai maturo a dodici anni da Whiplash (2014) e con i muscoli in bella vista di Top Gun: Maverick (2022), con l'ulteriore vantaggio di intercettare maggiormente, data la caratterizzazione del personaggio, le simpatie degli spettatori. Ma a brillare di luce propria è Elizabeth Olsen, che si è definitivamente tolta l'ombra di Scarlet Witch e si conferma attrice di enorme talento, capace di far vibrare i cuori e di spingerci a patire e soffrire con lei fino a quell'epilogo che apre ovviamente a un domani interminabile.