Lioness 3 alza la posta: Sheridan firma la stagione migliore

Narrazione che sale ancora di livello, con una guerra combattuta anche su suolo statunitense

Lioness 3 alza la posta: Sheridan firma la stagione migliore
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Dopo due stagioni costruite attorno a missioni sotto copertura e operazioni oltre confine, Lioness sceglie di cambiare prospettiva. Taylor Sheridan conserva l'identità della serie, ma ne modifica l'equilibrio: il nemico non è più soltanto lontano, la tensione non nasce esclusivamente dall'infiltrazione e il conflitto finisce per coinvolgere direttamente chi fino a quel momento sembrava osservare gli eventi da una posizione relativamente protetta.

Queste nuove puntate partono con un ritmo sorprendentemente aggressivo. Quello che per Joe inizia come un giorno di routine si trasforma in pochi istanti in un incubo a occhi aperti, ma la storia fa prima un passo indietro. Un blitz militare svoltosi mesi prima su suolo ucraino, quando il team di cui è a capo partecipa al rapimento di un pezzo grosso della Federazione Russa.

La guerra cambia volto

I primi due episodi rinunciano quasi del tutto ai tempi morti e costruiscono una lunga sequenza di eventi che mette immediatamente sotto pressione i protagonisti e incolla gli occhi allo schermo. È il risultato di una narrazione ancora più serrata che in passato, dove ogni decisione sembra avere conseguenze immediate e il margine di errore si riduce progressivamente.

Se il primo ciclo aveva il compito di introdurre il programma Lioness e il secondo cercava di ampliarne il raggio d'azione, questa nuova stagione sfrutta finalmente tutto il potenziale accumulato. Senza più bisogno di presentazioni, Sheridan può concentrarsi sulle relazioni, le fragilità e il peso psicologico che deriva da un lavoro in cui la linea tra dovere e vita privata si assottiglia sempre di più.

Lioness 3 alza la posta: Sheridan firma la stagione migliore

Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova avventura è proprio lo spostamento del baricentro dell'azione. Pur continuando a muoversi tra scenari internazionali parte del conflitto si svolge negli Stati Uniti, modificando radicalmente la percezione del pericolo. Le regole cambiano e con esse anche il modo in cui i protagonisti sono costretti ad affrontare la prima linea di fuoco.

Le sequenze ambientate in Ucraina rappresentano probabilmente il momento più spettacolare dell'intera stagione. Sheridan e i suoi collaboratori devono aver visionato almeno parte di quella miriade di clip che raccontano la guerra senza filtri che quotidianamente transitano per i canali Telegram. Da quelle parti il nemico in trincea non è solo sovietico ma anche nord coreano, il cielo oscurato da (fin troppi) droni killer. Adrenalina e azione intensa, contribuendo a trasmettere il senso di vulnerabilità dei protagonisti. In egual misura la violenza ha un impatto decisamente più forte rispetto al passato. È più  brutale e a tratti così grafica che resta difficile da digerire, senza trasformarsi in un esercizio di stile.

Lioness 3 alza la posta: Sheridan firma la stagione migliore

Zoe Saldaña continua a essere il punto di riferimento della serie, ma questa volta anche i comprimari trovano maggiore spazio. Nicole Kidman e Michael Kelly non restano confinati nelle sale operative come accadeva spesso nelle stagioni precedenti, mentre Morgan Freeman continua a incarnare il peso delle decisioni istituzionali. Crescono inoltre i personaggi interpretati da Laysla De Oliveira (Cruz) e Genesis Rodriguez (Josephina), ormai integrate nel gruppo.

Sul piano narrativo Sheridan continua a mettere al centro i personaggi, ma questa volta lascia che siano soprattutto le operazioni sul campo a dettare il ritmo. I momenti dedicati alla sfera privata esistono ancora, ma almeno nei primi due capitoli non rallentano più la narrazione e accompagnano con maggiore equilibrio l'evoluzione della storia. Il risultato richiama alcune delle migliori produzioni dedicate allo spionaggio contemporaneo, con atmosfere che ricordano il mondo creato da Tom Clancy più che il western moderno al quale Sheridan ha abituato il pubblico con altri suoi lavori.

Lioness 3 alza la posta: Sheridan firma la stagione migliore

Non tutto è perfetto. Alcuni passaggi richiedono una certa sospensione dell'incredulità e la sceneggiatura continua a privilegiare l'impatto emotivo rispetto al realismo assoluto. Il ritmo sostenuto e la qualità della messa in scena dovrebbero permettere di sorvolare sulle concessioni narrative. La sensazione è che Lioness abbia raggiunto il grado di thriller militare molto più ampio, capace di seguire lo stesso conflitto da prospettive diverse e mostrare come ogni decisione presa ai piani alti finisca per ricadere su chi combatte sul campo.

Se Sheridan manterrà questo livello anche in futuro, Lioness potrà ritagliarsi uno spazio stabile tra le produzioni più solide ed entusiasmanti dedicate allo spionaggio e alle operazioni speciali degli ultimi anni.

Operazione speciale: Lioness

Rating: TBA

Nazione: USA

9

Voto

Redazione

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Operazione speciale: Lioness

Le prime due puntate della terza stagione confermano il desiderio di puntare a un'avventura ancora più ambiziosa e intensa, Lioness amplia il proprio raggio d'azione senza perdere tensione, confermandosi il miglior capitolo della serie di Taylor Sheridan.