Well Dweller Recensione Xbox Series X: il metroidvania di Kyle Thompson è la sorpresa indie del 2026
Dal Game Pass arriva uno dei metroidvania più sorprendenti degli ultimi anni: fiaba oscura, boss memorabili, direzione artistica spettacolare e un backtracking mai pesante. L'assenza dell'italiano è l'unica pecca
Un gioco arrivato dal nulla
Well Dweller è uno di quei giochi che rischiano davvero di passare inosservati. È arrivato quasi dal nulla, senza un grande clamore, e io stesso l'ho scoperto quasi per caso mentre cercavo qualcosa da giocare sul Game Pass.
Poi inizi a giocare e ti rendi conto che dietro quell'aspetto apparentemente semplice c'è molto più di quanto potessi immaginare.
Sviluppato da Kyle Thompson, autore di Sheepo, Islets e Crypt Custodian, con le musiche di Eric Thompson, Well Dweller prende tutti gli elementi fondamentali del metroidvania e li mette insieme con una cura davvero sorprendente. Esplorazione, combattimenti, nuove abilità, segreti, boss e un mondo che si apre progressivamente sono tutti presenti, ma è il modo in cui vengono amalgamati a fare la differenza.
E soprattutto c'è una storia che parte come una piccola fiaba oscura e, andando avanti, diventa qualcosa di decisamente più profondo.

Una fiaba oscura che diventa qualcosa di più
La storia racconta di un giardiniere che trova una bambina abbandonata tra i cespugli e decide di portarla dalla Regina. La sovrana sceglie di adottarla, ma crescendo la bambina sviluppa un carattere sempre più crudele, arrivando persino a uccidere gli uccelli.
La Regina cerca di cambiarla, ma viene trovata morta.
La bambina diventa così la nuova sovrana e ordina ai cacciatori di eliminare tutti gli uccelli presenti nel regno. Pochi riescono a sopravvivere e tra questi c'è una piccola famiglia composta da una madre e cinque figli, nascosta sul fondo di un pozzo, all'interno di un vecchio teschio.
La madre è ormai stremata e manda i suoi figli a cercare del cibo nel territorio dove dormono i cacciatori. A partire è il maggiore, che diventa il protagonista della nostra avventura.
Da questo momento la storia comincia ad allargarsi, aggiungendo personaggi, situazioni e nuovi elementi che trasformano progressivamente quella che sembrava una semplice ricerca di cibo in qualcosa di molto più grande.
Ci sono diversi livelli di lettura, storie dentro altre storie e alcuni colpi di scena che meritano di essere scoperti giocando.
E proprio per questo mi fermo qui. Il resto è meglio scoprirlo da soli.

Un Metroidvania che sa esattamente cosa vuole essere
Well Dweller non cerca di reinventare il genere e, personalmente, credo sia una delle sue principali qualità.
Prende le basi dei metroidvania e le utilizza con grande sicurezza, costruendo un'esperienza che cresce costantemente attraverso nuove abilità, poteri e meccaniche. Zone inizialmente irraggiungibili diventano accessibili più avanti e quello che all'inizio sembra un semplice percorso si trasforma poco alla volta in un mondo molto più articolato.
La cosa che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui viene gestito il backtracking. Tornare in zone già visitate per raggiungere punti prima inaccessibili fa parte del DNA del genere, ma qui non ho mai avuto quella sensazione di dover attraversare nuovamente mezzo mondo solo per recuperare qualcosa. Gli spostamenti risultano molto più naturali e raramente diventano pesanti.
E poi ci sono le variazioni sul tema.
Senza entrare nei dettagli, in alcuni momenti Well Dweller cambia completamente approccio e ci porta a utilizzare strumenti e abilità per superare determinate sezioni. Non si passa quindi tutto il tempo a saltare, combattere o schivare, e questa varietà arriva sempre nel momento giusto.
Il primo paragone che viene inevitabilmente in mente è Silksong, per alcune soluzioni e sensazioni, ma Well Dweller non è una copia e riesce comunque a costruirsi una propria identità.
Anche i boss sono un elemento particolarmente riuscito, con alcuni di essi che mi sono rimasti più impressi di altri, ma tutti sono ben costruiti, originali e soprattutto diversi tra loro. Non ci sono semplicemente variazioni dello stesso combattimento, perché ogni boss ha caratteristiche, attacchi e meccaniche proprie, perfettamente inseriti nell'ambiente in cui lo affrontiamo.

Una direzione artistica semplicemente spettacolare
Well Dweller è uno spettacolo per gli occhi.
Lo stile disegnato gli dona immediatamente una personalità precisa, riuscendo a mettere insieme un'atmosfera quasi fiabesca con un mondo oscuro, degradato e a tratti inquietante.
Ogni area ha una propria identità, con colori, atmosfere e sensazioni differenti. Si passa da zone luminose e quasi rassicuranti ad ambientazioni molto più cupe, senza che il gioco perda mai la propria coerenza visiva.
Anche il protagonista, a prima vista, non è esattamente il più bello degli eroi, a dirla tutta è persino un po' bruttino, ma proprio questa caratteristica finisce per diventare parte del suo fascino e della sua identità, e dopo qualche ora diventa difficile immaginarlo diverso.
Tecnicamente e artisticamente siamo davanti a un lavoro davvero superlativo. Animazioni, ambientazioni, colori, effetti e dettagli sono curati con grande attenzione.
Anche la colonna sonora fa il suo lavoro senza mai risultare invadente. È semplice, ma non banale, e soprattutto sa quando farsi sentire e quando lasciare spazio al silenzio. In alcuni momenti proprio l'assenza della musica riesce a creare quella sensazione che qualcosa stia per accadere.
Tutto sembra essere al posto giusto.
Versione Testata: Xbox Series X
Voto
Redazione

Well Dweller Recensione Xbox Series X: il metroidvania di Kyle Thompson è la sorpresa indie del 2026
Well Dweller è un gioco magnifico. Non reinventa il genere metroidvania, ma lo interpreta con una sicurezza sorprendente. Gameplay, esplorazione, boss fight, storia e direzione artistica funzionano tutti nella stessa direzione, senza che un elemento finisca per mettere in ombra gli altri.
La storia è profonda e stratificata, il gameplay cresce continuamente e il mondo di gioco riesce a sorprendere fino alla fine. Artisticamente, poi, siamo davanti a un piccolo gioiello.
L'assenza dell'italiano rimane una pecca, soprattutto considerando il peso della componente narrativa, ma è una mancanza sulla quale questa si può sorvolare, perché Well Dweller è una di quelle rare sorprese che riescono a rimanerti dentro.
È arrivato in sordina e si è trasformato in uno dei migliori metroidvania che abbia giocato, oltre che ad essere una delle sorprese più belle del 2026.



