Valor Mortis: recensione di una guerra che Napoleone non può vincere

Valor Mortis punta poco alla sostanza e più alla superficie

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War, war never changes!

La storia ruota attorno a William, un soldato della Grande Armée che ritorna dalla morte in un continente ormai irriconoscibile. La guerra infinita condotta da Napoleone ha scatenato una piaga che ha corrotto uomini, animali e paesaggi, trasformando il Vecchio Continente in una terra di disperazione e follia. Già la demo lascia intravedere una narrazione molto più oscura rispetto a quella che ci si potrebbe aspettare da un semplice action RPG. I dialoghi sono ridotti all'essenziale e gran parte del racconto emerge dall'esplorazione dell'ambiente, dagli indizi disseminati negli scenari e dall'osservazione delle creature che popolano questo mondo devastato. 

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FPS Soulslike

Pad alla mano, o nel mio caso tastiera e mouse, che si sono difesi più che degnamente, è arrivato il momento di osservare da vicino il gameplay. One More Level sfrutta tutta l'esperienza maturata con Ghostrunner, titolo nel quale il team ha dimostrato di avere idee molto chiare sul combattimento in prima persona, per costruire scontri frenetici, aggressivi e particolarmente fisici, ma senza avere la stessa determinazione. La visuale in prima persona non rappresenta soltanto una scelta estetica, ma influenza direttamente il modo in cui vengono percepite le battaglie. Ogni parata, schivata o colpo critico restituisce una sensazione di impatto notevole. Il giocatore è chiamato ad alternare fasi stealth a momenti di aggressione diretta, sfruttando al meglio ogni strumento a disposizione per massimizzare l'efficacia in combattimento. Nel corso dell'avventura dovremo passare rapidamente dalla spada alla pistola a pietra focaia, fino ai poteri sovrannaturali, dando vita a un sistema che appare più dinamico rispetto a quello proposto dalla maggior parte dei soulslike tradizionali.

Sul sistema di parata c'è da parlare. Le animazioni dei nemici risultano leggibili e le finestre temporali sembrano severe ma corrette. È proprio qui, tuttavia, che emerge una delle principali criticità del gioco. Non tutti gli attacchi offrono infatti il tempo necessario per una reazione adeguata e alcuni colpi arrivano con un preavviso minimo, risultando a tratti frustranti. Quando però si riesce a deviare un assalto e a contrattaccare, il feedback visivo e sonoro restituisce una soddisfazione notevole. La pistola vi aiuterà in più frangenti: serve a interrompere gli attacchi avversari, colpire punti vulnerabili e gestire situazioni che potrebbero diventare pericolose nel combattimento ravvicinato. Anche l'esplorazione sembra ricoprire un ruolo importante. Sebbene i percorsi appaiano piuttosto lineari e guidati, non mancano deviazioni, scorciatoie e percorsi alternativi che permettono di aggirare ostacoli e trappole.

Valor Mortis: recensione di una guerra che Napoleone non può vincere

Dal punto di vista grafico, Valor Mortis non sembra voler competere con le produzioni più costose del mercato, ma possiede una discreta identità artistica. Le trincee, i villaggi devastati, le fortezze in rovina e le creature deformate dalla piaga danno vita a un immaginario visivamente interessanti. La palette cromatica dominata da grigi, marroni, verdi malsani e rossi sanguigni contribuisce a costruire un'atmosfera opprimente che richiama gli horror gotici contemporanei. Gli effetti particellari e il sistema di illuminazione convincono soprattutto nelle aree più oscure. I modelli dei nemici meritano una menzione particolare. Lontani dai classici scheletri o cavalieri corrotti del fantasy tradizionale, sembrano incarnare zombie flagellati da una guerra capace di deformare corpi e menti. L'orrore biologico si fonde con uniformi militari e simboli napoleonici, generando avversari gredevoli nel loro essere grotteschi

Il male che avanza...

Tra gli aspetti che destano qualche perplessità non si può non citare l'ottimizzazione generale, ancora lontana dall'essere impeccabile. Al momento della stesura di queste righe, alcuni bug risultano piuttosto fastidiosi e in certi casi influenzano direttamente il gameplay, interrompendo il ritmo dell'azione o generando situazioni poco piacevoli per il giocatore. In definitiva, Valor Mortis trasmette la sensazione di un progetto sviluppato da uno studio che conosce molto bene l'action in prima persona e che sta cercando di innovare un genere sempre più affollato. La combinazione tra atmosfera horror, ucronia napoleonica, combattimenti tecnici e progressione in stile soulslike possiede tutte le carte in regola per lasciare il segno. Allo stato attuale, tuttavia, limitazioni tecniche, problemi di ottimizzazione e alcune incertezze nel bilanciamento del gameplay impediscono all'esperienza di esprimere completamente il proprio potenziale. Le fondamenta sono solide, l'ambientazione è originale e le idee non mancano. Resta ora da capire se la versione finale saprà trasformare queste ottime intuizioni in un titolo davvero memorabile.

Valor Mortis: recensione di una guerra che Napoleone non può vincere

 

Valor Mortis

Versione Testata: PC

7

Voto

Redazione

cover.avif

Valor Mortis

Valor Mortis prova a ritagliarsi uno spazio all'interno di un genere sempre più competitivo grazie a un'ambientazione insolita e a un sistema di combattimento che alterna con efficacia armi da mischia, pistole e poteri sovrannaturali. L'idea di mescolare l'estetica napoleonica con atmosfere horror è senza dubbio interessante e contribuisce a conferire al progetto una sua identità. Restano però alcune incertezze legate all'ottimizzazione e a determinati aspetti del gameplay che, almeno per ora, limitano l'impatto complessivo dell'esperienza.