Until Then: l'emozionante indie narrativo debutta su Xbox Series - Recensione
In attesa del DLC Afterimages, la profonda storia dal retrogusto agrodolce è pronta a travolgere con gioie e dolori.
Ci sono storie capaci di scaldare il cuore, altre di emozionare e alcune da far piangere come una fontana per i temi affrontati con tanta sensibilità. E probabilmente Until Then è uno di quei racconti, una produzione in grado di trasportare il giocatore nell'animo di un adolescente e fargli vivere un percorso fatto di crescita, di curiosità, di mistero e anche di traumi causati da perdite.
Forse ci abbiamo ragionato su più volte ma, ancora oggi, il medium videoludico continua a sorprenderci. E Until Then è uno di quegli esponenti che non mette in scena un gameplay adrenalinico e dall'alto tasso di sfida, nossignore, ci porta in un viaggio, in una quotidianità fatta di situazioni adolescenziali, di piani scolastici, aspettative per il futuro, uscite con gli amici e la fioritura di nuovi amori. Insomma, in tutte le 15/16 ore si affronteranno delle situazioni inaspettate, momenti gioiosi e insicurezze quotidiane che caratterizzano la vita di qualsiasi liceale.
La differenza è nel contesto: ci ritroviamo in una cittadina delle Filippine dopo un evento climatico catastrofico, presumibilmente il ciclone tropicale Haiyan (o Yolanda) che nel 2013 ha avuto un bilancio di più di 6000 vittime e di una moltitudine di feriti. Potete immaginare lo stato d'animo di un popolo dopo un ciclone di questa entità, che non ha di certo impedito ai nostri protagonisti di vivere una vita apparentemente normale, ben consapevoli delle doverose conseguenze economiche e sociali.
Until Then è un'altalena di emozioni che sicuramente non lasceranno indifferenti. Rispetto ad altre produzioni simili, qui c'è tanto testo a schermo e non saranno presenti bivi o scelte karmiche, per non parlare della non sempre convincente implementazione dei mini-giochi. In ogni caso, e lo diciamo fin da subito, sarebbe un vero peccato non godersi in toto questa esperienza narrativa, ora disponibile anche su Xbox Series.
La spensieratezza dell'adolescenza e il valore delle lacrime
Siamo nel 2014, nelle Filippine, in un luogo dove la società si sta riprendendo da una grande catastrofe. E in questo contesto, vestiremo i panni di Mark Borja, un ragazzo di 15 anni dall'aria apparentemente distratta che vive le gioie e i dolori di qualsiasi altro studente della sua età. Il primo viaggio parte, per l'appunto, dalla cameretta di Mark, dal momento in cui farà colazione fin quando si recherà a scuola e dovrà risolvere alcuni dei problemi scolastici più comuni: consegnare un compito e ottenere di conseguenza dei voti velatamente decenti.
Il ragazzo però ha un fare distratto e a volte appare un po' pigro, tuttavia i suoi amici e gli stessi insegnanti si rendono conto di come il suo talento sia intrappolato e pronto a emergere da un momento all'altro. Nelle giornate passate in compagnia di Mark, (ri)vivremo tutti quei sogni e quelle problematiche tipiche di quell'età, sfogliando i social network in cerca di qualche notizia (lasciando altresì like e commenti) fino a discutere con gli amici nelle chat comuni delle difficoltà e dei momenti passati insieme.
Until Then, almeno nella prima metà dell'avventura, potrebbe sembrare come un semplice slice of life, un videogioco narrativo che racconta una storia a tratti spensierata, senza mai farci dimenticare il difficile momento che si sta vivendo. E queste difficoltà si respirano nella vita di Mark, costretto (suo malgrado) a vivere da solo, poiché i suoi genitori hanno cercato fortuna in qualche Paese straniero. Culture diverse, questo è vero, ma che ci fanno capire come la forza delle amicizie e delle persone che ci stanno accanto sono vissute con la stessa intensità in qualsiasi parte del mondo.
Tutto però cambierà quando una nuova studentessa si trasferirà nella stessa scuola del nostro protagonista. A questo punto, il gioco inizia ad assumere un significato più complesso, meno ordinario e più mistico, in cui alcune delle persone che conosciamo scompaiono improvvisamente e i ricordi si fanno sempre più ingarbugliati e inattendibili. Quello che prima era più un "teen drama" assumerà un significato più maturo, dove la genuinità della nascita di nuovi amori e momenti spensierati di amicizia lasciano spazio a un lato più malinconico e che fa riflettere sul significato introspettivo della perdita.
Parlarvi in modo dettagliato della vita di Mark e di tutti i suoi coetanei non è cosa semplice senza farvi dei doverosi spoiler, e siamo dell'idea che, qualora decideste di intraprendere questo viaggio, dovrete essere all'asciutto delle situazioni e dei momenti che vi faranno piangere a dirotto. Gli sviluppatori, a parte qualche situazione che abbiamo trovato fin troppo prolissa, sono stati vigilissimi sul ricreare un contesto in cui le emozioni rimanessero indelebili nel tempo, con una storia così intima da lasciare il segno nel cuore di ogni giocatore.
Until Then è un esperimento non facile da realizzare e che si prendeva tanti rischi. La sua struttura così lineare potrebbe "stranire" i giocatori più esigenti e coloro che amano addossarsi la responsabilità delle scelte morali: ma fidatevi quando vi diciamo che questa storia, focalizzata sull'accettazione e sull'elaborazione di determinate conseguenze, vi emozionerà come non mai. Certo, sono presenti momenti in cui il brodo è stato leggermente allungato, ma quando le vicende prenderanno piede, allora sarete pronti a farvi travolgere come un mare in tempesta. E se questo non bastasse, per rendere l'epilogo ancora più completo, il gioco mette a disposizione più finali: ricominciando una nuova partita si noteranno elementi diversificati e alcuni risvolti delle vicende. Insomma, completarlo al 100% vi porterà via più tempo del previsto.
Con il lancio della versione Xbox Series (versione che gira perfettamente), purtroppo non è stato ancora reso disponibile il DLC Afterimages, atteso altresì per il 2026 con una data non meglio specificata. Questa espansione (disponibile per tutte le piattaforme) andrà ad approfondire alcuni temi legati alla forza d'animo in due nuovi capitoli (Until Then, nel gioco base, ne presenta ben cinque). Oltre a espandere la narrazione, ci saranno anche delle novità in merito alle attività e ai mini-game.
Scorrimento orizzontale e gameplay con poche trovate
Until Then è un'avventura grafica narrativa che punta principalmente sul fattore emotivo e nostalgico, e questo è ben chiaro fin dai primi minuti. Mark potrà muoversi a destra e sinistra orizzontalmente e interagire con oggetti, parlare con qualche persona di tanto in tanto ed esaminare la profondità dei social network: insomma, una vera e autentica visual novel interattiva.
E se i tanti dialoghi riescono a confezionare un racconto interessante, lo stesso non possiamo dire in merito ai mini-giochi che ci sono sembrati piuttosto scialbi e a tratti noiosi. Questi ultimi non trovano una collocazione piacevole all'interno di Until Then e sono sempre di facile risoluzione: potremo fare a gara a chi infilza più polpette in una bancarella di fast food (non chiedeteci perché) oppure spaventare più persone all'interno della casa stregata. Per fortuna sono ben legati con le vicende, ma crediamo che anche senza la storia avrebbe potuto trasmettere le stesse sensazioni: forse, gli sviluppatori cercavano un aspetto più ludico per quella che è un'esperienza narrativa a tutto tondo.
Lato artistico, Until Then punta tutto su un'eccellente estetica pixel art che riesce a comunicare (incredibile anche solo affermarlo) le emozioni sui volti "puntinati" dei protagonisti. Senza contare che, nei momenti più decisivi delle vicende, la visuale passa a una grafica più elaborata e in vero stile "cartoon", proponendoci dei primi piani (e talvolta delle lacrime) capaci di incantare anche il più rigido dei videogiocatori.
La progressione ci è sembrata molto matura, forse anche troppo considerando che i principali attori di Until Then sono perlopiù adolescenti che, a volte, dimenticano certi modi di dire (qualcuno direbbe anche slang) che caratterizzano l'età più spensierata. Del resto, questi ragazzi sanno cosa significhi la sofferenza e, nonostante un contesto difficile in cui le persone popolano gli ospedali a causa di eventi catastrofici, si rialzano e trovano il sorriso dietro qualche scaramuccia o il videogioco del momento. E tutto questo è meraviglioso!