Stranded Alien Dawn, alla conquista dell’universo – Recensione PC

di Simone Rampazzi

Negli ultimi decenni, la tecnologia e la scienza hanno portato l'umanità a compiere passi da gigante verso il futuro. Ci sono però alcuni aspetti della nostra vita che sembrano continuare a ripetersi, indipendentemente dal tempo e dalle scoperte che facciamo. Questi parallelismi tra passato e presente sono evidenti in molti aspetti della società, dalla politica alla cultura popolare. 

Ma cosa succede quando consideriamo il nostro desiderio di esplorare l'universo? 

I viaggi nello spazio rappresentano un importante simbolo di progresso e tecnologia avanzata, ma anche in questo caso sembra che il nostro approccio all'esplorazione sia legato a ideologie e desideri che non sono cambiati molto nel tempo. Il valore della scoperta, un motore inesauribile che continua ad ispirare creatori nei diversi medium di intrattenimento, una macchina capace di sfornare prodotti diversi, ma allo stesso tempo avvincenti e concettualmente sfidanti.

Gli autori di Stranded: Alien Dan sono partiti quasi sicuramente da questo concetto, immaginando un viaggio verso mondi lontani, descritto però seguendo le meccaniche del survival-sim quasi a livello hardcore, viste le molteplici schermate pronte a rendere la vita difficile non solo ai sopravvissuti virtuali che andremo a interpretare, ma anche a noi aldilà dello schermo che dovremo comprendere e analizzare la situazione del momento, costruendo un avamposto capace di sopravvivere a tutto.

Stranded Alien Dawn – Superato l’atterraggio, si complicano le cose…!

L'equipaggio della nave spaziale Enterprise aveva lasciato la Terra con l'obiettivo di esplorare l'universo e trovare mondi abitabili. Ma nulla, fino a quel momento, li aveva preparati per quello che sarebbe capitato. 

La nave aveva subito un guasto al sistema di propulsione, costringendoli ad atterrare sulla superficie di un pianeta alieno, che a quanto pare vantava caratteristiche simili alla Terra, dato che a seconda del bioma scelto nella creazione della missione, sarà possibile cambiare tra una pianura verdeggiante e un deserto di sabbia.

Fortunatamente, i quattro membri dell'equipaggio (ma potete sceglierne anche di meno, a voi la scelta) erano sopravvissuti all'impatto e, dopo aver controllato lo stato di salute l'uno dell'altro, avevano iniziato a esplorare i dintorni. Non appena si resero conto che il loro destino era ormai segnato, decisero di concentrarsi sullo studio della flora e della fauna locale. Fu così che si imbatterono in piante mai viste prima e in animali che sembravano condividere alcuni elementi con la fauna terrestre.

Stranded: Alien Dawn comincia in modo simile a un film di fantascienza, al punto da seguire un plot narrativo come quello espresso finora, in cui i protagonisti sono proprio i membri di un equipaggio sopravvissuto all’impatto della nave con il suolo alieno. Oltre a questo, il gioco non inserisce alcuna tipologia di elemento narrativo di contorno, lasciando principalmente al giocatore le piene facoltà di scegliere le attività che più gli aggradano, a patto che il focus della partita resti sempre e comunque la sopravvivenza.

Stranded Alien Dawn – Una vita passata a catalogare

Come descritto poc’anzi, i personaggi che andremo a guidare all’interno dell’ambientazione di gioco dovranno seguire diversi passaggi per riuscire a sopravvivere. Grazie al tutorial, doveroso da eseguire perché il titolo è completamente in lingua inglese e ha numerose schermate che all’inizio non sono semplici da decifrare, impariamo che ogni elemento dell’ambiente può trovare il suo senso di esistere, a patto che venga prima analizzato.

Questa modalità di azione si ripete all’infinito, dandoci letteralmente in pasto una buona serie di informazioni diverse tra loro, ben amalgamate all’interno di questo sistema di gioco, che come detto fonda le sue basi nel survival-sim più spinto. Imparate quindi a comprendere i membri del vostro gruppo, e tenete conto delle loro abilità, perché quest’ultime saranno fondamentali nelle fasi iniziali, soprattutto quando vi toccherà difendervi o costruire un avamposto.

Le nostre prove hanno visto molteplici situazioni imbarazzanti, e allo stesso tempo difficoltose, presto sfociate in momenti abbastanza frustranti poiché il gioco non sembra avere alcuna intenzione di risultare permissivo. Tende anzi ad avere elementi particolarmente hardcore, soprattutto in funzione di tutti quei menu che ci permettono di gestire ogni cosa, anche le fasce orarie che ogni personaggio dovrà rispettare per fare ogni cosa, dal rilassarsi, al costruire, o perfino semplicemente mangiare.

Si inizia con piccoli passi e si finisce per raggiungere poi situazioni rilassanti, alternate quasi subitamente dalla presenza della fauna locale che, non appena fiutata la nostra presenza e il nostro ampliamento di territorio, comincia ad attaccarci senza tregua. Anche qui, importantissimo cercare di armarsi prima possibile, motivo per cui vi consigliamo di costruire subitamente le stazioni di ricerca e artigianato, così da non rischiare di gettare all’aria la partita prima che inizi veramente.

Consolidata la situazione, Stranded: Alien Dawn si apre alla costruzione più sfrenata, con tutta una serie di elementi di arredamento ben realizzati, pensati praticamente per coprire quasi tutte le nostre necessità. Chiaramente non è infinito, né perfetto, ma ci sono davvero così tante cose da costruire che comunque ci si diverte un mondo, a patto che abbiate la pazienza di reperire le risorse necessarie per la costruzione.

Da sottolineare che il titolo di Haemimont Games possiede anche un buon tool di creazione delle partite, pensato in qualche modo anche per chi non sia proprio così ferrato in giochi di questa tipologia. Sarà possibile selezionare un numero maggiore di risorse disponibili all’atterraggio, o anche una serie di elementi utili a rendere la permanenza sul pianeta meno dura, come il boost alla felicità di ognuno dei personaggi dell’equipaggio.

Stranded Alien Dawn – Alieni ma non troppo

È da molto che l’umanità è alla ricerca di un pianeta da colonizzare simile alla Terra, e sembra quasi che qui tra una cosa e l’altra, almeno con la fantasia, siamo riusciti a trovarne uno che rispetta quasi tutte le caratteristiche principali necessarie per sviluppare la vita. Tra una cosa e l’altra, forse il più grande difetto di Stranded: Alien Dawn risiede proprio nella sua ambientazione, che non sembra voler ricercare il mondo “alieno” nel vero senso della parola, insomma quel luogo così diverso dall’ordinario che abbiamo immaginato in più e più occasioni.

Un peccato che manchino anche altre civiltà, o alieni evoluti più in generale, ma questo è giusto annoverarlo come commento personale, più che come una vera e propria pecca del gioco. Tra l’altro è difficile trovare altri difetti, questo perché il sistema si rivela ben articolato, elemento che piacerà ai giocatori che cercano una sfida piuttosto che un passatempo.

Proprio in questo senso, i menu precedentemente descritti rappresentano solo la punta di un enorme iceberg , capace di districarsi all’interno di tutta una serie di sottomenu da comprendere e padroneggiare, pena una sconfitta prematura. Basti pensare a tutta la parte esplicativa dei sopravvissuti, quella dove vengono addirittura elencate le cose che farebbero bene al morale di ognuno, oppure il menu delle attività, che in una base decimale da 1 a 5 cerca di farci gestire davvero ogni cosa, se non altro al fine di creare anche qualche piccolo automatismo nel passaggio tra una giornata e l’altra.

Graficamente il titolo vanta un motore grafico ben sfruttato, capace di risultare godibile su diverse configurazioni, anche quelle meno performanti, regalandoci così un buon insieme di effetti a schermo, in linea con questa tipologia di produzioni. Se siete amanti del gioco su console precisiamo che il titolo sviluppato da Haemimont Games vi attende sui rispettivi store digitali Microsoft e Sony. Abbiamo avuto modo di testare il gioco su Xbox e possiamo testimoniare sulla bontà del gioco, ma è obbligatoria l'installazione della patch uscita recentemente che ha risolto alcuni importanti problemi di frame rate. Mettete in conto, però, diverse ore di praticantato con il sistema di controllo, che per ovvie ragioni perde l'immediatezza del mondo PC per andare a imbucarsi in una miriade di menù che spesso non sono facilmente raggiungibili.