Spider-Man: Dimensions

di Tommaso Alisonno
É tristemente noto il fatto che Spider-Man non sempre faccia le cose nella maniera più giusta: é consuetudine dell'eroe combattere il male affidandosi spesso al suo istinto, seguendo i suoi sensi di ragno, per poi rimettere a posto le conseguenze delle sue azioni. É quello che succede quando affronta Mysterio nell'androne di un museo e manda inavvertitamente in pezzi la tavoletta d'argilla che l'illusionista voleva trafugare. Madame Web si palesa a lui e lo informa che quella era (nientemeno che) la tavoletta dell'Ordine e del Chaos, e che i frammenti si sono sparsi per quattro Dimensioni. Visto che i supercattivi possono diventare più forti impugnandone anche solo un frammento, toccherà a Spider-Man, nelle varie incarnazioni di ciascuna delle quattro Dimensioni, recuperarli tutti prima che sia troppo tardi.



Spider-Man: Dimensions é il nuovo action-game sviluppato da Beenox per conto di Activision, ovviamente su licenza Marvel e con la supervisione del “papà” Stan Lee (che nel gioco fa anche la sua comparsa, ma non vi facciamo spoiler). Il titolo, superato il tutorial, si snoda attraverso tre atti, ciascuno dei quali diviso in quattro missioni, una per ciascuna Dimensione col relativo Spider-Man. Questo vuol dire che avrete essenzialmente tre livelli Amazing, tre livelli Noir, tre 2099 e tre Ultimate. In tutte e dodici le missioni (il tutorial e lo scontro finale esulano) il concept sarà più o meno sempre lo stesso: si tratterà di raggiungere o inseguire il cattivone di turno, fino allo scontro per il recupero del frammento di tavoletta.

Quello che cambierà sarà la filosofia dell'ambientazione, il carisma del protagonista e le tecniche che avremo a disposizione: le missioni Amazing sono incentrate su ampie oscillazioni con le ragnatele e battaglie frenetiche tramite un utilizzo spesso non ortodosso della ragnatela; nei livelli Noir dovremo mantenere un basso profilo, strisciando nell'ombra e immobilizzando i nemici senza essere individuati; nel 2099 avremo a che fare con nemici equipaggiati con armi devastanti, ma potremo rallentare il tempo per evitare missili e bombe; Ultimate Spider-Man, infine, può affrontare torme di nemici sfruttando il potere e la furia della tuta-simbionte, resa inoffensiva per lui dai poteri psichici di Madame Web.

In tutte le incarnazioni, comunque, il sistema di controllo resterà essenzialmente lo stesso: avrete a disposizione un tasto per il salto (doppio), uno per gli attacchi veloci, uno per quelli potenti e uno per afferrare, con o senza ragnatela. A questi, che ovviamente di base permetteranno di effettuare le varie combo, si aggiunge il tasto del lock-on che funge anche da schivata automatica dei colpi semplici, alternativamente utilizzabile anche per schivate rotolanti. 2099 e Ultimate hanno poi un tasto per attivare il tempo rallentato (il primo) e la furia del simbionte (il secondo), mentre tutti quanti possono attivare liberamente i “sensi di ragno” per individuare meglio i nemici e gli oggetti nascosti. Chiude la parata il tasto delle oscillazioni, utilizzabile tanto per dondolarsi con la ragnatela quanto per lanciarsi rapidamente verso un appiglio evidenziato.

Durante le quattro avventure accumulerete punti “essenza di ragno” (ma potrete chiamarli tranquillamente “esperienza”) da spendere per aumentare la salute del personaggio, sbloccare nuove combo per tutti o mosse speciali per uno specifico dei quattro Spidey, oppure costumi extra. Il problema é che per avere accesso a questi power-up dovrete prima aver completato un certo numero di “sfide”, 180 in tutto, che vi verranno proposte volta per volta in ogni livello. Queste andranno dal conseguimento di obiettivi trama (“sconfiggi il cattivone”), a prove sostanzialmente semplici (“sconfiggi TOT nemici”), a prove di ricerca degli emblemi sparsi qua e là, fino a prove decisamente più impegnative, come sconfiggere simultaneamente un certo numero di nemici con uno specifico attacco.



La realizzazione tecnica é di base molto buona: gli sviluppatori sono riusciti a ottimizzare un motore grafico che fosse stabile e curato, e nel contempo sufficientemente flessibile da supportare le variazioni necessarie per rendere al meglio le quattro ambientazioni. Ecco pertanto che avremo un Amazing in Cell-Shading classico con colori da pagine di carta, un Ultimate che tende al pastello e agli effetti di luce riflessa da rivista patinata, un 2099 ipertecnologico a tinte accese e un Noir più realistico ma con tinte fosche e un permanente effetto noise. Gli ambienti sono molto ampi e per vasta parte esplorabili grazie all'abilità di oscillare con la ragnatela o di camminare sui muri; i modelli sono molto curati e le animazioni varie e fluide, sebbene volutamente “veloci” come in un fumetto animato degli anni '60-'70.

Anche per quanto riguarda il sonoro il risultato é soddisfacente: le musiche proposte sono tutte dai toni maestoso, tipiche di un film sui supereroi, e contemporaneamente abbastanza incalzanti nelle fasi più concitate o soft nelle parti stealth. Ciascuno Spider-Man ha il suo doppiatore personale, e tutti riescono a rendere appieno le caratteristiche del proprio alter-ego; purtroppo i doppiaggi sono disponibili solo in Americano, anche se pensano i sottotitoli in Italiano a guidarci per la storia (peccato che qualche riga di testo sia stata saltata...).

Storia che é di base piuttosto semplice, ma che comunque sia riesce a rendersi abbastanza gradevole per certi spunti o comunque per la capacità di inserirla efficacemente nelle quattro timelines - non che questo sia un problema fondamentale nel multiverso Marvel, ma certo non dispiace. Prendere confidenza col sistema di combattimento é semplice, e sebbene molte delle combo che sbloccherete in seguito possano rivelarsi molto utili, di base nelle scene più concitate il gioco sembra prediligere il caro buon vecchio botton-smashing. Alla lunga le battaglie si fanno un po' ripetitive: é abbastanza facile, infatti, riconoscere su per giù lo stesso tipo di nemico a prescindere da quale “costume” questo indossi da una Dimensione all'altra.

Quello che ci ha lasciati piuttosto insoddisfatti é il connubio oscillazioni/camera: quando vi dondolate da una parte all'altra sulla vostra fedele ragnatela, infatti, il gioco tiene spesso un campo troppo stretto, col risultato che molte oscillazioni rischiano di andare alla cieca. Un certa rognosità nel controllo, inoltre, porta talvolta ad errori stupidi, con conseguente perdita di tempo, a volte prezioso se si é alla caccia di una sfida particolare. A parte questo difetto, però, il gameplaying é piuttosto trascinante, e si procede nell'avventura con trasporto. Il fatto che occasionalmente negli scontri boss vi ritroviate a “pugilare” con gli analogici costituisce un piacevole, seppur elementare, sottogioco di diversivo.

Per concludere le dodici missioni e lo scontro finale impiegherete circa una decina di ore a livello normale (secondo su tre), superando nel contempo circa i due terzi delle 180 sfide proposte. Ovviamente a questo punto potrete ancora cimentarvi alla difficoltà massima, oppure cercare di superare le sfide rimanenti, oltre che ottenere la massima valutazione in tutti i livelli - in poche parole, cercare di concludere il gioco al 100%. La verità é però che tre missioni per ciascun personaggio sono pochine, soprattutto considerando che le più belle e differenziate sono sicuramente quelle Noir. Dire che uno dei protagonisti avrebbe meritato maggiore spazio sarebbe ingiusto nei confronti degli altri: la verità é che probabilmente ci sarebbe stato benissimo un intero atto in più , se non due.

Ma il risultato finale rimane comunque quello di un action-game divertente, piuttosto vario, appagante tecnicamente, con una storia simpatica e col carisma intramontabile di Spider-Man moltiplicato per quattro. Consigliato tranquillamente a tutti gli estimatori del genere e naturalmente in particolar modo ai fan di Peter Parker.