Pokémon Champions, il battling accessibile e sostenibile – Recensione Switch
Le lotte tra Pokémon sono ora alla portata di tutti. Non è l’opzione migliore sul mercato, ma il modello sembra funzionare (per ora)

Che piaccia o meno, il battling competitivo è sempre stato parte integrante dei giochi Pokémon. Nel corso delle generazioni questa pratica, parallela al sempiterno “acchiappali tutti”, è diventata progressivamente più popolare e, soprattutto, accessibile ai più. Se in passato avere un team decente era praticamente un lavoro a tempo pieno, oggi si riesce a scendere in campo senza troppo impegno. Il materiale a disposizione è tanto e le fonti a cui attingere sono innumerevoli, tuttavia può comunque risultare logorante se non si sa da dove partire.

Pertanto, il neonato studio The Pokémon Works, nato dalla collaborazione tra The Pokémon Company e ILCA, propone Pokémon Champions, la nuova “appendice” dedicata ai mostriciattoli tascabili, che consente a chiunque di armarsi di Poké Ball e sfidare allenatori da tutto il mondo, su Switch o dispositivi mobile. È sufficiente scaricare l’app, perdere 10-15 minuti in tutorial ingessati e dialoghi all’acqua di rose, scegliere il proprio starter e buttarsi nella mischia con la squadra che vi fornirà il gioco.
Dalle stalle alle stelle, anche da squattrinati
Chi possiede gli altri titoli del franchise avrà modo di importare la propria collezione tramite Pokémon Home, ma anche chi parte da zero potrà prendere in prestito nuovi membri, sulla scia del buon vecchio Pokémon Stadium. Champions però non è un prodotto “completo”, ma adotta un modello free-to-play. Avremo dunque a che fare con limitazioni, timer, pass stagionali e premium, missioni giornaliere e settimanali, acquisti in-app, risorse e ticket per ogni circostanza. Volete più opzioni? Iniziate a grindare. Quality of life? Si pagano.

Vero, potremo reclutare l’intero roster attualmente disponibile, ma solo un Pokémon al giorno, e solo per una settimana, a meno di sganciare gli appositi biglietti. Sarà inoltre possibile cambiare mosse, natura, abilità e distribuzione delle statistiche (usando una versione semplificata dei classici EV) di ciascun Pokémon, ma ogni piccola modifica vi costerà crediti, o di nuovo il giusto ticket. Il negozio vi tenta con i soliti “pacchetti di benvenuto” o abbonamenti per ricompense immediate e risorse extra, ma non ne avete bisogno: potete tranquillamente scalare le classifiche senza sborsare un euro.
Il team d’ufficio che vi affibbiano è sì mediocre, ma costituisce una buona base di partenza, le lezioni vi forniscono un discreto budget con cui smanettare, e le missioni sono facili da completare e forniscono ottimi introiti. Persino i punti ottenuti dall’aumento di rango e dai match classificati non sono affatto male, specie se riuscite a vincerne un paio di fila. Non sapete che pesci prendere? Potete sempre consultare i dati sui Pokémon più gettonati, come sono configurati e quali sono i loro compagni più comuni. Certo, sono informazioni senza contesto, ma sufficienti per farsi una mezza idea su come procedere. Il resto verrà da sé. Se avete un “piano”, insomma, potete cavarvela alla grande.

Poi se volete pimpare allenatore, box e jukebox io non posso fermarvi. Va detto però che il vestiario di base fa schifo, quindi investire in un completo decente ve lo quasi concedo. Detto ciò, Pokémon Champions non vi insegna come giocare, e questa è la sua più grande lacuna in quanto spin-off dedicato unicamente ai combattimenti. I tutorial coprono a malapena le basi, ignorando le tantissime interazioni; non c’è modo di fare pratica contro la CPU, e non c’è manco uno straccio di tabella dei tipi (il gioco suggerisce automaticamente le mosse efficaci e non durante i match) o una sorta di Pokédex per studiare almeno i propri Pokémon o quelli affrontati in passato. Sono lontani i tempi dell’Accademia di Stadium 2. Se siete dei completi neofiti, abbiate pazienza, vi toccherà imparare sulla pelle. Online però c’è tanto materiale a cui fare riferimento.

Piccolo meta, grande potenziale
Per il resto, è il solito battle system di Pokémon, nulla da segnalare in merito. Al momento sono ammesse poche specie (meno di 200), mancano all’appello un sacco di strumenti, abbiamo solo due formati (Singolo con squadre da tre e Doppio da quattro) e persino alcune mosse non sono compatibili con certi Pokémon (quindi potreste dover fare qualche ritocco se li importate da Home). Il fatto però che il set di regole sia specifico per questa stagione, con tanto di bilanciamenti ad attacchi, abilità e meccaniche, mi fa pensare che le carte saranno mischiate regolarmente, con nuovi arrivi dal passato e chissà quali novità, senza toccare i giochi principali ed evitando situazioni come il “Dexit” ai tempi di Spada e Scudo.

Ammetto di aver preso parte alla festa solo una settimana dopo il lancio, quindi mi sono perso le problematiche che piagavano il gioco. Oggi Pokémon Champions sembra funzionare, e pure piuttosto bene. Il breve caricamento tra un turno e l’altro è fastidioso, ma la connessione non è mai saltata e il matchmaking è rapido (anche se non comprendo la presenza di bot nelle classificate). Il comparto tecnico è lo stesso di Scarlatto e Violetto, con il minimo sindacale per quanto concerne modelli, animazioni ed effetti speciali, ma non c’è da sorprendersi. I colori più accesi però aiutano a far risaltare la scena. La colonna sonora riprende i temi di battaglia della serie dagli albori a oggi, ergo siamo felici. I versi distorti dei Pokémon, in particolar modo quelli vecchi, avrebbero davvero bisogno di una ripulita. Qualche calo di frame, specie in Doppio e con clima avverso, anche su Switch 2.
Versione Testata: Switch
Voto
Redazione

Pokémon Champions
Periodi d’attesa e microtransazioni non piacciono a nessuno, tuttavia Pokémon Champions si dimostra molto user friendly. L’assetto attuale è ottimo per chi vuole saggiare il battling competitivo della serie senza investirci troppo tempo e risorse, con una progressione lenta ma costante, e soprattutto gratuita. Se lo manterrà, non vedo perché non consigliarlo a coloro che si sono allontanati negli anni e apprezzerebbero un ambiente più circoscritto e controllato. Non serve neanche l’abbonamento per giocare. Vero è che mancano contenuti e varietà; forse nelle prossime stagioni? Chiaro, se preferite avere accesso all’intero pacchetto di Scarlatto e Violetto non vi conviene cambiare aria, specie se già siete soliti sfidarvi online. E in caso di dubbi, Showdown è sempre a portata di click.

