Planet Of Lana 2: Children of the leaf. Recensione di un sequel quasi perfetto

Lana e Mui tornano in Planet Of Lana Children of the leaf, un'avventura che tocca quasi la perfezione

di Domenico Colantuono


Nel Libro di Qoelet, dell’Antico Testamento, l’autore, che si presuppone sia Salomone, scrive “Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole”.
Un concetto che nei secoli è stato ripetuto in maniere diverse da altri autori, venendo poi rielaborato da vari filosofi con l’intento di sottolineare come il pensiero umano, e quindi anche la sua creatività e il suo ingegno, sia ciclico.

La conseguenza di questa ciclicità è che l'atto del creare diventa una sfida contro l'impossibile; ciò che conta davvero non è più l'invenzione del 'nuovo', ma la prospettiva con cui si declinano concetti già utilizzati e replicati.

E quando nel 2023 Planet Of Lana è arrivato sul mercato, in tanti hanno lodato il modo in cui Wishfully fosse riuscito a rielaborare una storia raccontata già miliardi di volte, quella dell’invasione e della ricerca dei cari, con un forza creativa e identitaria capace di farla emergere dalla massa.

Ecco perché quando Planet Of Lana 2: Children of the leaf è stato presentato durante l’Xbox Showcase di Giugno dell’anno scorso, le aspettative che si sono create attorno al team di sviluppo sono state sin da subito altissime.
L’augurio e la speranza, condivisi sia dai fan che dalla critica, è che Planet Of Lana 2 osasse di più, trasformando quell'ottima base di partenza in un'esperienza più complessa, dinamica e stratificata, capace di superare i limiti di semplicità del debutto.

Una sfida che, come ci ha ricordato Caparezza, rende 'il secondo album sempre il più difficile', poiché il peso delle aspettative rischia di schiacciare la spontaneità dell'esordio.

Ed è questa speranza che mi ha accompagnato durante il mio viaggio nel mondo di Novo.
Un’avventura che mi ha fatto scoprire di più sul passato di Lana, di Mui e del pianeta che vivono, confermando l’encomiabile vena creativa di Wishfully studio, ma lasciandomi anche qualche dubbio riguardo cosa si è fatto e cosa si poteva fare di più.

Planet Of Lana 2, una trama tra misteri e colpi di scena

Il primo capitolo della saga si è concluso lasciando i giocatori con una scia di domande irrisolte: cos'è realmente Mui? Chi ha inviato le macchine? Quale civiltà ha eretto le rovine di pietra e quale segreto nasconde il passato dell'eremita?

Planet of Lana 2 risponde ad alcuni di questi quesiti con lo stile enigmatico che è ormai il marchio di fabbrica della serie, agendo però come un orizzonte che si sposta: ogni porta che apriamo rivela nuovi, immensi enigmi sulla storia di Novo e dei suoi abitanti.

La storia riprende qualche anno dopo. Lana e Mui sono riusciti a fermare l'avanzata delle macchine, ma la loro vittoria ha portato a galla segreti millenari. Scopriamo che i Tailo non sono soli; Novo è un mosaico di comunità e secoli di ondate migratorie. Persino le macchine cambiano volto: non semplici invasori, ma "custodi" il cui protocollo di cura verso l'umanità è andato tragicamente in corto circuito.

Il viaggio riparte proprio dalla nave spaziale del primo gioco, il grembo tecnologico che ha portato la vita su Novo. Lana è in compagnia della nipotina (la figlia di Ilo), ma la via del ritorno verso il villaggio di Tailo viene interrotta bruscamente: uno strano minerale cade dal cielo, rilasciando spore che fanno precipitare la bambina in un sonno profondo.

Qui Planet Of Lana 2 svela la sua scala più vasta: I Tailo non sono l’unica comunità ad abitare Novo: vi sono i Wemari , che vivono in simbiosi con la natura rigettando le macchine, e i Dijinghala, che sotto una guida misteriosa stanno costruendo una società avanzata proprio sullo sfruttamento delle macchine. Sono proprio questi ultimi ad aver "smarrito" il minerale tossico, nel folle tentativo di edificare una città ideale tra le montagne, incuranti del fatto che la loro ambizione sta diventando un veleno per l'intero pianeta.

Nella ricerca di una cura, Lana e Mui si gettano in una nuova avventura che le porterà a risolvere una serie di segreti che avvolgono Novo salvo poi scoprire che questi non sono altro che la porta d’ingresso a dei quesiti ben più grandi.

Il gameplay di Planet Of Lana 2, un sempreverde videoludico

Esattamente come il suo predecessore, Planet Of Lana 2 è un platform a scorrimento con forti elementi cinematografici che si basa sulla cooperazione tra Lana e il suo compagno di viaggio Mui.

Il gioco offre un’evoluzione delle meccaniche già viste nel primo capitolo, Lana è più forte e più agile e ciò aggiunge una maggiore dinamicità nei suoi movimenti, come l’introduzione della scivolata, che si traduce in una maggiore interazione con l’ambiente circostante, seppur sempre limitato alla linearità del titolo.

Anche il rapporto con Mui offre nuove varianti sul piano del gameplay. In Planet Of Lana 2, Mui può “ipnotizzare” le creature che vivono su Novo per risolvere i vari enigmi e aprire nuove porte.
Tra l’altro vi è anche da segnalare la presenza di una serie di sezioni in cui giocheremo unicamente con Mui.


Il gameplay è forse il vero punto debole del gioco. Planet Of Lana 2 non solo non punta a riscrivere il genere, ma non prova nemmeno ad aggiungere quella complessità ludica che mancava nel primo capitolo.
Il gioco è godibile e piacevole da giocare, tuttavia pad alla mano non offre nulla di diverso da un sistema di gioco che, citando il suddetto libro di Qoelet, non è null'altro che un rifacimento di quanto già visto decenni addietro nella saga di Oddworld, The Last Guardian o i lavori di Playdead.

Al contempo, Wishfully dimostra di essere in grado di gestire la cosa, offrendo dei puzzle, mai troppo complicati, che puntano tutto sul design anziché sulle meccaniche di gioco, cosa che funziona data anche la longevità abbastanza genersoa del titolo.

Da segnalare inoltre, la presenza di una serie di segreti sparsi per i vari livelli che danno un motivo in più per perdersi tra le varie ambientazioni, o per rigiocare alcuni livelli.

Non solo Studio Ghibli e Star Wars. il comparto tecnico di Planet Of Lana 2

Ciò in cui Planet of Lana 2 eccelle è la sua presentazione artistica. Novo è una gioia per gli occhi e riesce a brillare in ogni ambientazione: che sia una foresta, delle montagne innevate, un deserto o un'astronave futuristica, i colori scelti e la tecnica del "dipinto a mano" offrono un risultato a dir poco strepitoso.

Ma i vari biomi non sono tutto: come detto, nel secondo capitolo della saga faremo la conoscenza di altre comunità, e ognuna di queste presenta stili architettonici, palette di colori e dettagli unici, che conferiscono a ciascuna una forte identità visiva e culturale.

La stessa cura è stata riposta nella fluidità dei personaggi su schermo, con movimenti realizzati con la massima attenzione ai dettagli. È ammirevole, inoltre, la scelta di non utilizzare fondali statici: Wishfully ha messo in campo una serie di livelli di parallasse che, muovendosi a velocità diversa, regalano l'illusione di un mondo vastissimo.

Questa sensazione di vita si percepisce visitando i vari insediamenti, dove ci si può perdere nell'osservare le attività quotidiane degli abitanti: bambini che giocano, una pecora che corre verso la madre, un padre che pesca con il figlio o una donna che canta una ninna nanna.

Se l'ispirazione ai lavori dello Studio Ghibli e all'estetica dei primi Star Wars è palese, immergersi nel mondo creato da Wishfully è come passeggiare in un museo della cultura pop. Vi sono elementi che richiamano la Midgar di Final Fantasy VII o le atmosfere di Horizon Zero Dawn e Forbidden West (soprattutto nella caratterizzazione delle tribù), un pizzico di Stray e molti altri rimandi che vi faranno sorridere, rischiando quasi di distrarvi dal mondo di gioco.

Infine, non si può non nominare il ritorno di Takeshi Furukawa alla colonna sonora. Furukawa è riuscito nell'arduo compito di superare l'ottimo risultato del primo capitolo, offrendo arrangiamenti orchestrali capaci di accompagnare ed elevare ogni singolo momento dell'avventura.

Planet Of Lana 2 è un gioco a un passo dalla perfezione

Appena i titoli di coda di Planet of Lana 2 sono giunti al termine, ho sentito di volerne ancora. Non perché quanto giocato non fosse abbastanza, ma perché Wishfully Studios è andata sorprendentemente vicina a confezionare un'esperienza perfetta, salvo poi tirare il freno a mano proprio sul più bello.

È una sensazione difficile da spiegare: ogni momento di gioco funziona alla grande, eppure sembra mancare sempre quel "centimetro" in più per raggiungere l'eccellenza. Per fare un esempio pratico: le sezioni stealth e gli scontri sono scritti e ideati ottimamente, ma il loro numero è davvero esiguo. Allo stesso modo, alcuni enigmi ambientali basati su concatenazioni di eventi e meccaniche innovative appaiono come lampi di genio che avrei voluto incontrare molto più spesso.

Parallelamente, il team di sviluppo dimostra una capacità artistica e un'identità fortissime, che rischiano però di finire in secondo piano dinanzi a ispirazioni culturali fin troppo palesi. Questo eccesso di referenzialità verso altre opere porta con sé un rischio concreto: che il giocatore si perda nel gioco delle citazioni, finendo per ignorare l'ottimo lavoro originale che ha davanti agli occhi (esattamente come potrebbe accadere con le tante citazioni presenti in questa recensione).

È complicato da spiegare perché, in fin dei conti, Planet of Lana 2 è un'opera che eccelle sotto molteplici aspetti. Sarebbe bastato davvero un pizzico di coraggio e di rischio in più per elevarlo definitivamente nell'olimpo dei videogiochi.