Minos, la recensione: il minotauro è un grande stratega

Come creare delle trappole mortali nei panni di una creatura mitologica!

di Antonio Armento

Avete presente il Minotauro? Una creatura che le leggende narrano come mostruosa e nata dall'unione di Pasifae (moglie di Minosse) e un toro sacro, un'autentica punizione divina inflitta da Poseidone. Un essere mitologico che fu confinato nel labirinto di Dedalo a causa della sua ferocia e che fu poi sconfitto da Teseo grazie al risaputo filo di Arianna, che gli permise poi di ritrovare la strada perduta.

E neanche a dirlo, questo mito è diventato una fonte d'ispirazione per lo studio polacco Artificier che ha preso la palla al balzo e ha ricamato uno strategico in tempo reale con elementi di tower defense. Per essere più precisi, Minos è un roguelite in cui nei panni di Asterio (sempre il Minotauro, per inciso) dovremo costruire labirinti e difendere il nostro personale santuario dagli scapestrati avventurieri. 

È curioso come gli sviluppatori abbiano cambiato un po' le carte in tavola, trasformando la bestia che abbiamo cacciato in diverse interpretazioni videoludiche nell'autentico protagonista che dovrà difendersi ed eliminare gli invasori. Minos è ordunque un titolo in cui dovremmo progettare labirinti partendo da un numero casuale e ristretto di congegni, sfruttando al meglio le risorse a disposizione per eliminare quanti più conquistatori possibili (così come già vi abbiamo un po' raccontato nella nostra anteprima).

Dopo aver indossato la maschera da Minotauro (non è vero, non l'abbiamo fatto) ci siamo lanciati in questa nuova sfida dopo aver nascosto un'infinità di trappole mortali. 

Un roguelike che richiama la mitologia greca

Prima vi abbiamo dato solo un piccolo accenno al mito del Minotauro, anche perché parlarne in modo approfondito trasformerebbe questa lettura piuttosto prolissa e distaccata da Minos. E infatti, seppur presente una marcata ispirazione dai miti greci, questa avventura si sviluppa in modo piuttosto originale e inedito. In questa Iterazione, Asterion vivrà la sua personale epopea e man mano che ci si addentrerà sempre di più nei corridoi del labirinto, farà incetta di pergamene e appunti che gli permetteranno di ricostruire tutta la storia.

Al nostro fianco, avremo sempre Dedalo, un uomo che potremo definire quasi come una figura paterna e che ci guiderà nelle nuove meccaniche per non permettere a nessuno di uscire dalla "tana" illeso, e magari con la nostra testa sotto braccio. Cosa dovremo fare? Costruire dei veri e propri labirinti, innalzando muri (cambiando la morfologia stessa del livello) e piazzare trappole per ridurre letteralmente in poltiglia gli aspiranti saccheggiatori.

Nel labirinti potremo anche raccogliere un buon quantitativo di oro e gemme per acquistare nuove trappole o degli accessori che ci renderanno l'impresa un pelino più semplice. Tuttavia, anche il più brillante dei pianificatori commette qualche errore: in caso di morte, infatti, perderemo tutto quello che avremo avidamente accumulato a eccezione dell'esperienza, che ci sarà molto utile per sbloccare abilità nuove di zecca e migliorare le statistiche. Da buon roguelite, la morte non equivale a un game over e l'esperienza maturata ci permetterà di addentrarci in nuovi livelli con cattivoni pronti a darci la caccia per ottenere le ricompense sperate. Il fine ultimo rimane sempre lo stesso: sopravvivere al numero di round richiesti. 

Minos ci dà la piena libertà per costruire il nostro "dungeon", erigendo dei muri nella prima fase che guideranno i vari saccheggiatori di tombe verso la morte. Una volta preparato il percorso, e aver nascosto Asterion in un punto strategico del labirinto, potremo dare il via alla seconda fase in cui farli cadere in trappola. Certo, potremo anche combatterli vis-a-vis, ma le probabilità di avere la peggio saranno altissime. Tra l'altro, le uccisione strategiche riempiranno un "recipiente di sangue" che, una volta pieno, potrà essere offerto in sacrificio e ottenere una nuova trappola da posizionare.

Riassumendo, questa esperienza si divide in tre fasi: costruire il labirinto (e condurre i nemici verso sentieri ben precisi), posizionare le varie trappole (che possono essere spostate e riorganizzate senza limiti) e controllare il Minotauro. Diciamoci la verità, Minos è un gioco estremamente impegnativo che offre una discreta varietà e una sfida sempre crescente. All'inizio il tutto sembra più semplice, ma avanzando troveremo cattivoni pronti ad attaccare dalla lunga distanza con qualcuno che avrà anche la "presunzione" di disattivare le trappole.

Il tempo che abbiamo passato in compagnia del Minotauro ci ha fatto riflettere, ci ha messo in una condizione in cui la strategia giocava un ruolo decisamente più decisivo rispetto alla forza bruta. Si tratta di un titolo che stimola continuamente e che mette a disposizione tanti spunti per rendere il labirinto una fortezza in cui nessun fantomatico potrebbe uscirne illeso. 

Minos mette a dura prova la resistenza del giocatore

Se conoscete bene i giochi di strategia, magari con qualche elemento da tower defence, allora saprete che a volte le sessioni potrebbero rivelarsi particolarmente lunghe. Questo significa che il concetto del "mordi e fuggi" a volte verrà messo in discussione anche quando avremo sbloccato le varie scorciatoie. Poco male, Minos mette sul banco tanti elementi tutti da scoprire che daranno al giocatore un'infinità di strategie diverse da mettere in piedi. E questo è un buon segnale, ma talvolta ci siamo trovati a sperimentare alcune meccaniche poiché il gioco stesso non metteva il giocatore nelle condizioni di imparare. La mancata spiegazione di alcune caratteristiche ha reso alcuni frangenti a tratti frustranti, con conseguenti game over in determinate condizioni.

Dal punto di vista strettamente artistico, riteniamo sia stato fatto un discreto lavoro, con personaggi realizzati con grande stile e labirinti 3D decisamente ben strutturati e dal design semplice. Anche le varie visuali, perfettamente orientabili per avere una visione d'insieme più congeniale, sono state  implementate convincentemente e non soffrono di nessun problema di sorta. Sul fronte musicale, nulla di eccezionale ma si sposa perfettamente con le vicende per creare la giusta tensione nei momenti più concitanti del gameplay.

Ci teniamo a precisare che Minos supporta (nella versione PC da noi testata) i controller Xbox e PlayStation (oltre ovviamente mouse e tastiera, prima scelta per questo genere di prodotto). Ma come spesso accade, non c'è nessun supporto per la lingua italiana: quindi se non masticate l'idioma, qualche meccanica potrebbe risultare più ostica del previsto.