FIFA 18

di Roberto Vicario

Probabilmente iniziava a sentire la pressione o, come si dice in gergo meno tecnico, il proverbiale fiato sul collo. Mai come quest’anno FIFA 18 ribalta un codice che, nonostante qualche piccolo alto e basso, ha portato la serie nell’olimpo dei giochi calcistici. Una mini rivoluzione che trasforma, il il titolo calcistico di EA, in un prodotto da analizzare con estrema curiosità

Libertà di movimento

Con risultati non sempre esaltanti, FIFA ha costantemente cercato di spingere l’acceleratore sull’elemento "cinetico" del calciatore; sul gesto tecnico esplosivo; sull’esaltazione della tecnica. Mai come quest’anno grazie alla nuova “Real Player Motion Technology”, assistiamo ad un deciso miglioramento per quel che riguarda ogni singola animazione. Lo scatto da fermo, ad esempio, avviene in maniera meno artificiale e la velocità si guadagna gradualmente. Lo stesso dicasi del controllo palla nello stretto, nel cambio di direzione e passaggio da un piede all’altro. Grazie a queste accortezze assistiamo ad animazioni credibili e dribbling decisamente più efficaci nello stretto. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, basta soffermarsi sugli splendidi replay di questo FIFA 18.

A beneficiare, in questo senso, è anche la differenziazione tra giocatori brevilinei e longilinei. I primi più avvezzi al gioco nello stretto, i secondi piazzati nel posizionamento e nella conquista dello spazio. Ne conseguono lotte tra attaccanti e difensori (in particolare nell’uno contro uno) davvero ben realizzate e - almeno per ora - abbastanza equilibrate.

Le novità, in termini di gioco e animazioni non si fermano qui e rendono ancora più ricca l’offerta a disposizione del giocatore per imbastire manovre più verosimili. L’IA della squadra gode di nuovi posizionamenti dei giocatori in campo, che riprendono da una parte le peculiarità delle stelle mondiali del panorama calcistico, e dell’altra tattiche di gioco conosciute e utilizzate da molte squadre (sì, è presente anche il catenaccio, cari i miei italiani!).

Anche sotto questo aspetto le opportunità offerte al giocatore sono sempre due o tre, utili ad imbastire un’azione concreta e in grado di mettere in difficoltà la difesa. Difesa che per l’appunto risulta decisamente più impegnata quest’anno, con l’errore che viene tollerato ma in maniera davvero marginale. Questa è la sensazione che più ci spaventa, e ci chiediamo se sulla lunga distanza il divario tra attacco e difesa si farà così ampio da diventare preoccupante, soprattutto online. Solamente il tempo saprà dirci se questa sensazione verrà confermata o meno. 

A migliorare nettamente rispetto allo scorso anno sono i cross e i tiri. I primi godono di ben quattro nuove possibilità tra cui: il lob, quello teso o quello di esterno ad uscire. Molto belle le animazioni e decisamente più realistiche da vedere in termini puramente visivi. Per quanto riguarda i tiri invece, la possibilità di effettuare le stoccate rasoterra non solo è stata implementata molto bene, ma aggiunge una ulteriore variabile all’attaccante, soprattutto nel’1 contro 1 con il portiere quando si è lanciati a rete.

Per beneficiare al meglio di questo rinnovato e piacevole ritmo di gioco, gli sviluppatori hanno pensato bene di inserire (finalmente!) le sostituzioni rapide, con la semplice pressione di un tasto in determinati momenti della partita si potrà cambiare i propri giocatori, senza dover entrare a tutti i costi nel menù di gioco. Davvero una delle cose più utili che si potessero realizzare. 

Il ritorno di Alex

Altra grande novità è indubbiamente il ritorno di Alex Hunter. La prima season de “Il Viaggio” iniziata lo scorso anno con FIFA 17 è stata un incredibile successo per tutti quanti. Un protagonista simpatico, inserito all’interno di un contesto squisitamente cinematografico, ma allo stesso tempo credibile, ci ha spinto ad apprezzare Alex, immedesimandoci nelle sue gesta. In questa seconda “season” Alex ampliare il suo raggio d’azione, spostandosi anche all’estero, avendo la possibilità di giocare con diverse stelle straniere che saranno anche protagoniste di svariate cut scene, ancora più drammatiche, ancora più cinematografiche e girate con estrema cura. In termini puramente ludici la grande novità riguarda la possibilità di giocare in team fino a 4 persone contemporaneamente; ed in parte la possibilità di poter personalizzare a livello sia estetico che di abbigliamento Alex Hunter. A questo si aggiunge la presenza di altri personaggi che potremo impersonare all’interno del gioco (ma non vi sveliamo chi).

“Il viaggio” rimane, nonostante una longevità ancora non elevatissima, una degli spunti più interessanti offerti dalla serie negli ultimi anni, perfettamente ampliato in questa sua nuova incarnazione. Sistema di crescita più efficace, nuovi allenamenti, un crogiolo di star e personaggi famosi che metteranno Alex davanti a scelte importanti per la sua carriera. Unico neo, sotto questo aspetto, riguarda un doppiaggio audio che stona ancora una volta. Sebbene da una parte il doppiaggio è più che mai valido, di contro stona molto sentire in lingua originale le voci delle star, non tanto per la lingua (ci sono i sottotitoli) ma proprio per un missaggio completamente differente.

Oltre ad Alex, i giocatori amanti delle sfide in solitaria avranno le solite opzioni di gioco ormai marchio di fabbrica della serie. Le novità maggiori, in questo senso, arrivano dalla modalità carriera che, ma come quest’anno, strizza pesantemente l’occhio a titoli come NBA 2K.

Avremo moltissime cut scene di intermezzo inedite, ma soprattutto la possibilità di intavolare trattative con dirigenti e calciatori in diretta, attraverso una serie di nuove scene di dialoghi tra i manager delle due squadre. Sebbene a livello di animazioni la cut scene tende a diventare ripetitiva dopo poche trattative, la dinamicità con cui si sviluppano queste contrattazioni, e le nuove opzioni inserite per stipulare i contratti (percentuale di rivendita, clausola rescissoria, ecc.) rendono il tutto estremamente coinvolgente. Ovviamente, se non volete perdere tempo potrete sempre delegare qualcuno al posto vostro, dandogli precise indicazioni su come intavolare la trattativa.

A questi elementi si aggiungono una serie di nuove richieste da parte della dirigenza in base alla squadra che andremo ad allenare, e grazie a ben 15 nuovi mini giochi, potremo gestire un sistema di allenamento molto più particolareggiato.

Questo stadio è una bolgia

Le potenzialità del Frostbite avevamo già avuto modo di assaporarle nei precedenti capitoli, ma in FIFA 18 assistiamo finalmente alla maturità di un engine che finalmente è in grado di regalare una componente visiva degna. I modelli dei giocatori risultato (con qualche piccola eccezione) discretamente proporzionati, e i giocatori più rappresentavi - o le squadre che hanno goduto dello scannino 3D - risultano piuttosto simili alle controparti reali. Purtroppo rimane l’annoso problema legato ai giocatori meno conosciuti, troppo distanti dalle rispettive controparti a cui si ispirano.

Decisamente meglio invece tutto il contorno che arricchisce e valorizza quanto avviene sul campo. Ogni stadio è stata studiato nel dettaglio sia per quanto riguarda l’illuminazione nelle varie fasi della giornata, quanto per il contesto creato dai tifosi. Giocatore in uno stadio sud americano o in uno Europeo, vi assicuriamo, sarà molto diverso. Parlando sempre di stadi, diamo inoltre al benvenuto a quattro nuove arene, tra cui nuova casa dell’Atletico Madrid, quella del Brighton e lo StubHub Center dei Los Angeles Galaxy.

Infine, per campionati come quello spagnolo o statunitense sono state ricreate le grafiche ufficiali di presentazione del match. Un ulteriore tassello che porta il prodotto verso la strada della verosimiglianza con i match trasmessi dalle emittenti televisive.

A chiudere il cerchio ci pensa poi una rinnovata folla che reagirà in modo completamente differente ad ogni situazione sul campo. Pensate che in occasione di un gol, abbiamo visto persone finire sei/sette seggiolini più avanti rispetto a quello dove era seduta. Il tutto è esaltato da nuove inquadrature e visuali che andranno ad indugiare su tutti gli elementi che vi abbiamo raccontato.

Ultima, ma non di certo per importanza, è la voce di Pierluigi Pardo e di Stefano Nava, il duo di commentatori confermato anche per questa edizione. Il lavoro svolto è sicuramente incoraggiante rispetto a quanto fatto lo scorso anno, soprattutto nella modalità “Il Viaggio” dove c’è molta più varietà di commento. Rimane comunque un elemento di contorno che, esattamente come fatto per la controparte visiva, merita di essere ulteriormente migliorato e diversificato.

Un online sempre più importante

Innegabile è invece la forte direzione online che, anno dopo anno, la serie calcistica di EA prende in maniera sempre più decisa. Quest’anno le novità non sono così tante,ma mirate ad offrire un ecosistema ricco e solido sotto l’aspetto del net code.

Tutto quello che abbiamo imparato a conoscere negli anni scorsi torna anche in questo capitolo, con una decisa rimpolpata alla modalità principe del gioco: Il FUT. Alle sfide creazione rosa e al ritorno del FUT Championship (che non ha subito modifiche nonostante le critiche sulla quantità di partite da disputare), si affiancano le nuovissime Squad Battle. Si tratta di quattro sfide da portare a termine corno quattro squadre casuali, con punti che vengono assegnati in base alla difficoltà della sfida; la somma di questi punti ci inserisce all’interno di una classifica settimanale che elargisce premi in base al nostro posizionamento.

Una modalità simpatica e intrigante, esattamente come lo sono le nuove “icone” che vanno a sostituire le leggende, esclusiva Xbox fino allo scorso anno. I campionissimi di questo sport saranno offerti in tre differenti varianti: esordio, apice e fase calante della proprio carriera. In questo modo trovano spazio tre differenti carte con valori variabili e, talvolta, anche ruoli.

In generale possiamo quindi affermare che l’offerta online è ancora una volta incredibile, studiata molto bene, ma soprattutto supportata da un’infrastruttura che, a server popolati, a retto in maniera impeccabile.

Infine, è bene sottolineare un ulteriore indizio che ci porta a pensare all’importanza di questa componente all’interno della struttura ludica: La FUT Champions TV. Una modalità spettatore che permetterà ai giocatori di FIFA 18 di poter osservare le partite dei giocatori più forti. Un modo come un altro per imparare qualche trucchetto e migliorarsi.