Dead or Alive 6 Last Round, come tornare ai vecchi tempi - Recensione
Un ritorno non proprio perfetto in attesa del nuovo capitolo del franchise.
Dead or Alive 6 Last Round è la versione definitiva del picchiaduro di Team Ninja e Koei Tecmo che ha debuttato ufficialmente nel 2019 su PC e console di ottava generazione (PS4 e Xbox One in questo caso). Un fighting game tutto sommato convincente e basato sull'iconico Triangle System, un sistema di combattimento paragonabile al gioco sasso-carta-forbici: in altre parole, i colpi (pugni e calci) battono le proiezioni, le proiezioni annullano i contrattacchi e quest'ultimi neutralizzano i colpi. Parliamo dunque di un sistema originale a suo modo, capace di rendere unica ogni battaglia e in cui occorrerà prestare attenzione ai movimenti dell'avversario.
In ogni caso, Dead or Alive 6 si rifà in un qualche modo il trucco in una versione ottimizzata per console dell'attuale generazione (PS5 e Xbox Series). E, siamo onesti, il lavoro di ottimizzazione non è così malaccio: i combattimenti sono frenetici, reattivi e deliziano come prima, aspetto nettamente migliore qualora si optasse per la modalità prestazione, a discapito di qualche piccolo dettaglio grafico. L'unico problema è che Last Round non apporta nessuna vera miglioria alla formula che già conoscevamo né contenuti aggiuntivi single player degni di nota, a parte una modalità fotografica in cui potremo mettere in posa i personaggi.
Dead or Alive 6 Last Round viene proposto nella consueta doppia formula: una "Complete Edition" che include tutte le modalità e i 29 personaggi (in realtà sarebbero 31 dato che due di loro sono venduti separatamente, ma ci arriveremo) e un'altra Core Fighters, la versione free to play che permetterà di scendere gratuitamente nell'arena con quattro personaggi con la possibilità di acquistare nuovi componenti. Il pacchetto completo potrebbe rivelarsi interessante se non avete mai giocato a DOA 6, ma sicuramente poco appetibile per chi lo ha già "spolpato" in ogni sua forma, a meno che non voglia godersi una maggiore fluidità.
Un combat system interessante, oggi come ieri
Dead or Alive 6 Last Round non cambia di una virgola la "vecchia versione" e non è stato minimamente rivisitato per quel che concerne il combat system (e diremo anche che è giusto così). Come vi avevamo accennato, nel picchiaduro Team Ninja è stato studiato un particolare stratagemma ludico, che potremmo tranquillamente definire come il sistema a triangolo. Infatti, come vi accorgerete ben presto qualora non abbiate mai avuto modo di provarlo, DOA si focalizza sulle prese (throw/grab) per neutralizzare l'avversario e farlo finire con il sedere per terra.
In pratica, oltre a realizzare combo sempre più stratificate (tra cui calci e pugni a varie altezze) il gioco ci guida verso una padronanza delle proiezioni in ogni circostanza, dandoci delle nozioni sempre più dettagliate, sia nelle fasi offensive che in quelle prettamente difensive. Queste ultime, se padroneggiate correttamente (e non sarà sempre facile, anzi), ci permetteranno di afferrare il pugno dell'avversario per intercettare l'attacco e sferrarne uno a seguire. Per dirla ancora più semplicemente: Dead or Alive 6 Last Round oltre a deliziarci con la frenesia e con l'apprendimento delle combo più enigmatiche, ci fa entrare in una visione diversa dei picchiaduro in cui le "reversal delle throw" si rivelano fondamentali nell'intero ecosistema di gioco.
Tutto questo risulta essere molto divertente, ma ovviamente deve piacere un combat system più ragionato e meno "caciarone". Sappiate che la regola d'oro rimane sempre la stessa: premere tutti i tasti a caso in un picchiaduro a incontri non è mai cosa buona e giusta e, anche se se ne uscisse vincitori grazie all'istinto, mai si riuscirà a puntare alla vetta e a scalare le classifiche online.
Ad arricchire il tutto ci pensano i colpi devastanti, ovvero degli attacchi particolarmente potenti che diventeranno disponibili quando l'indicatore devastazione sarà pieno: utilizzarli al momento giusto potrebbe cambiare interamente le sorti del match. Non mancano ulteriori comandi fondamentali in un picchiaduro dalle note assai competitive, tra cui lo spezza-guardia, un attacco che supera la difesa avversaria infliggendo uno stordimento critico che genera anche un barcollamento.
Insomma, Dead or Alive 6 Last Round riprende interamente quanto di buono è stato fatto nella scorsa versione e ce lo ripropone nella sua interezza, senza modificare nulla in un sistema che funziona sostanzialmente bene. Inoltre, questa formula l'abbiamo apprezzata particolarmente perché dimostra che un picchiaduro convince anche se non si implementano i vari attacchi volanti (con avversari a volte odiosissimi che saltano in ogni angolo dello schermo). E se da un lato i comandi da memorizzare sono parecchi (con tasti posizionati in modo diverso rispetto agli altri esponenti del genere), dall'altro ci viene incontro la missione DOA, una modalità in cui dovremo completare tre diversi obiettivi e ottenere le relative stelle: e tra gli incarichi ci saranno anche quelli relativi ai vari tutorial di combattimento.
Questo esponente ludico single player lo abbiamo sempre ritenuto congeniale con la produzione, poiché permette, in modo creativo, di padroneggiare tutte le caratteristiche del combat system e ottenere "sbloccabili" per i vari personaggi: utile e dilettevole come si suol dire. Tra i ritorni c'è anche quello della modalità storia: ci ritroveremo sempre in un percorso diviso in capitoli, per ciascun personaggio, suddivisi in colonna su un'apposita griglia. Questa modalità non ci ha mai davvero entusiasmato poiché risulta particolarmente incompleta e disordinata: si passa da una parte all'altra della narrativa, creando al tempo stesso confusione nella mente del giocatore.
Dead or Alive 6 Last Round ripropone anche il vecchio arcade (alla ricerca del punteggio più alto), le sfide sul tempo e una survival mode (scontri uno contro uno con avversari sempre più letali). A chiudere il cerchio ci pensa la DOA Central, un hub in cui potremo far indossare nuovi abiti ai nostri beniamini, visualizzare i record di combattimento, sbloccare musica di sottofondo e leggere l'enciclopedia del gioco. Insomma, tutto come prima.
Nessuna vera novità per Dead or Alive 6 Last Round
Avete ragione, lo abbiamo ripetuto più di una volta nel corso di questa analisi, ma è un "indicatore" su cui bisogna basarsi quando un gioco viene riproposto in una forma definitiva "next gen" e su cui si chiede un investimento economico da parte del giocatore. Questa nuova versione è indipendente, nel senso che se avevate già acquistato il gioco su PS4 o Xbox One, dovrete riacquistarlo da zero: per fortuna si potranno trasferire i dati di salvataggio, i costumi DLC e i biglietti premium.
Dead or Alive 6 Last Round include tutti i personaggi, persino le cinque combattenti rilasciate nel tempo come DLC: Nyotengu, Tamaki, Momiji, Rachel e Phase 4. O meglio, ci correggiamo, quasi tutti: Mai Shiranui e Kula Diamond (provenienti da King of Fighters) andranno acquistate a parte. E tra le altre cose, qualora le avessimo già messe al carrello nella vecchia versione non potremo trasferirle in Last Round, ma andranno inevitabilmente riacquistate. Una scelta che ha fatto un po' stranire gli appassionati, soprattutto quei giocatori che hanno passato decine e decine di ore sul picchiaduro di Team Ninja.
Nel tempo passato su questo ritorno, ne abbiamo speso un po' anche nella modalità online. Purtroppo abbiamo giocato pochissime partite poiché l'affluenza non era poi molta avendolo provato in anteprima, riuscendo comunque a portare a casa qualche match. Però dobbiamo tenere in considerazione due fattori che, probabilmente, non dovrebbero più essere esclusi nello scenario competitivo dei fighting game nel 2026: il rollback netcode e il crossplay.
Capiamo perfettamente quanto l'implementazione di queste due caratteristiche possa essere impegnativa, tuttavia non possiamo soprassedere dinnanzi a queste mancanze. E se volessimo chiudere un occhio sul rollback (che elimina efficacemente il ritardo degli input), lo stesso non possiamo fare sul crossplay, che avrebbe permesso di scontrarsi con molti più giocatori su diverse piattaforme.
Questa nuova versione di Dead or Alive 6 l'abbiamo trovata un po' pigra, soprattutto su Xbox Series X, versione che ha rilevato un conflitto con l'HDR del nostro TV, oltre a qualche piccolo bug grafico nei vari menù che soffrono di una risoluzione più bassa rispetto a quella proposta dal gioco. Questa sensazione l'abbiamo avvertita anche nei vari filmati della modalità storia che non rendono per niente giustizia all'hardware di Xbox.