R-Type Dimensions III, come ai vecchi tempi ma più punitivo - Recensione
Ci sono videogiochi brutali, ma qui andiamo ben oltre questa affermazione.
Certi classici non muoiono mai e, con tutta probabilità, R-Type Dimensions III vuole portare avanti un'eredità videoludica impossibile da dimenticare. Eh già, avete presente quei giochi a scorrimento laterale in cui dover far man bassa di astronavi spaziali a bordo del nostro personale veicolo? Proprio loro, gli sparatutto arcade, quelli in cui bisogna essere dei veri fuoriclasse per abbattere ogni ostacolo si presenta dinnanzi alla nostra arma laser.
La serie R-Type ne era l'esempio vivente, una produzione capace di far imbestialire il giocatore, tra centinaia di proiettili che spuntavano da ogni dove fino ad arrivare a quel boss che, di grazia, non faceva altro che farci frantumare il controller tra le mani. E c'è addirittura chi dice che i soulslike siano titoli difficili, forse perché non hanno mai provato ad avvicinarsi a questi "masochistici filoni videoludici".
Non spaventatevi, sappiamo che se siete finiti in questo nostro articolo allora avete una devozione per il genere, o semplicemente vi piace mettere alla prova le vostre spiccate abilità. Ma questo ritorno alla leggenda è fin troppo hard core, anche per coloro che fanno della difficoltà il proprio pane quotidiano. Si tratta di un titolo estremamente difficile, che trae la sua forza dall'eredità di R-Type Dimensions e R-Type Dimensions EX, provando altresì a offrire un'esperienza unica e con nuove funzionalità.
Questo capitolo è a tratti convincente anche se, diciamocelo, risulta troppo estenuante e indirizzato a una fascia fin troppo di nicchia di videogiocatori. Definirlo quasi impossibile da completare ci sembra un eufemismo, ma per fortuna ci sono le vite infinite (e senza inserire nessun trucchetto… ah i cari vecchi trucchetti).
Un'astronave per tutti i gusti
L'impero BYDO pare sia tornato e stavolta ha davvero deciso di non soccombere. A quanto pare, una nave madre è sopravvissuta e sta trasportando le ultime forze sul pianeta Terra (e quando mai?). L'invasione è arrivata, e indovinate un po'? Starà a noi scendere in campo come ultima speranza dell'umanità con una nave spaziale avanzata, ovvero la R-90. Quest'ultima è un gioiellino di tecnologia ed è dotata delle più potenti unità Force e, inoltre, può spostarsi tra le varie dimensioni per combattere le varie forze aliene nello spazio. Dunque, la missione risulta facile facile (si fa per dire): trovare e distruggere la nave madre prima che la Terra venga distrutta.
Fin dalla prima partita di R-Type Dimensions III ci verrà richiesto di scegliere tra tre diverse unità, ovvero dei componenti ipertecnologici che ci garantiranno dei vantaggi nelle fasi più dure. Queste unità Force, identificabili come Round, Shadow e Cyclone, sono provviste di abilità peculiari, tra cui lo sparo in cinque direzioni simultanee oppure di in uno scudo che può distruggere tutto ciò che tocca. In qualsiasi momento, potremo anche decidere di mandarle in avanscoperta per fargli coprire una parte dello scenario e far danni da più posizioni ai vari cattivoni.
Durante l'avanzata, che avverrà sempre a scorrimento orizzontale, incapperemo anche in alcune Power Armor che ci garantiranno dei privilegi momentanei: ovvero lanciare missili a ricerca che inseguono i nemici, oppure utilizzare delle unità laser che sparano raggi e bloccano i vari colpi. Oltre a ciò, nel nostro arsenale avremo a disposizione anche delle armi speciali che potremo utilizzare dopo aver caricato un apposito indicatore. Si tratta sostanzialmente di un colpo potenziato che fa dei danni consistenti a ogni alieno spaziale, ma molto difficile da padroneggiare. Infatti, in R-Type Dimensions III non sarà facile districarsi nella pioggia di proiettili, e non poter attaccare per un tempo imprecisato ci farà inevitabilmente perdere una vita. Si tratta di una strategia interessante, ma anche tanto rischiosa e che andrà calibrata per benino.
In ogni caso, il gioco ci permetterà di affrontarlo in diverse modalità: quella classica, in cui avremo un numero limitato di vite e navi, un'altra a due giocatori in cui possiamo collaborare con un amico da una stessa console condividendo lo schermo e, la più amata di tutte, quella infinita. Quest'ultima infatti è una vera e propria ancora di salvezza, quella su cui abbiamo dovuto virare (ahinoi) per terminare R-Type Dimensions III: le navi a disposizione sono illimitate e nessuno sbattimento è richiesto al giocatore, anche se non si potranno ottenere trofei e registrare punteggi.
E questo non è un bene poiché la difficoltà deve essere una sfida e non una missione impossibile. E siamo d'accordo che la sfida sia tutto in questo genere di produzione, ma siamo dell'idea che qui si è fatto il passo più lungo della gamba e non escluderemo un probabile scoraggiamento anche da coloro più devoti alla causa.
Ti piace perdere facile?
L'avrete capito, ma ripetiamolo per essere ancora più precisi: R-Type Dimensions III è un gioco difficilissimo, forse addirittura più impegnativo rispetto ai tempi dell'amatissimo Super Nintendo. Ci teniamo a precisare che questo non è da considerare come un punto a sfavore, poiché per riuscire a portare avanti il gioco con sole 2/3 vite bisogna essere abili nello schivare, avere un tempismo perfetto e conoscere a menadito ogni pattern dei vari avversari. Pensate che già il primo boss vi darà del filo da torcere e non vi lasciamo nemmeno immaginare cosa vi aspetta nella battaglia finale.
Dal punto di vista tecnico, crediamo sia stato fatto un discreto lavoro per quel che concerne la grafica 3D, anche se abbiamo riscontrato alcuni problemi visivi che non ci hanno permesso di capire nel migliore dei modi le varie hitbox. Anche l'impatto dei colpi non è risultato sempre dei migliori, per non parlare di alcuni effetti sonori forse troppo ancorati al passato e poco moderni. Da apprezzare tuttavia le varie modalità che consentono di passare in un baleno da una grafica a tre dimensioni a una più tradizionalista e in linea con l'era a 16 bit.
R-Type Dimensions III, nonostante alcuni problemi relativi agli impatti dei colpi, si lascia giocare nel suo gameplay dai tratti impossibili, anche se alcuni aspetti della produzione risultano estremamente datati e forse non realizzati nel migliore dei modi. Altro aspetto che impatterà sicuramente sui giocatori più accaniti è dato dalla mancata possibilità di mappare i pulsanti per renderli più consoni con le proprie abitudini e capacità. E per concludere vogliamo mettere l'accento su, ahinoi, il prezzo. Secondo un nostro modestissimo parere, il costo del biglietto (34,99 €) poteva essere leggermente più contenuto al fine di attirare una platea più ampia di videogiocatori.