Crimson Desert: Recensione — L'open world che non sapevamo di volere

Pearl Abyss realizza l'MMORPG single player dei sogni: un mondo vivo, ricchissimo e difficile da abbandonare

di Simone Marcocchi

La grandezza è nelle piccole cose

Il sogno di un po' tutti gli appassionati, già dai tempi di Skyrim, o delle produzioni Rockstar Games o CD Project è quello di restare il più possibile all'interno di questi veri e proprio universi, con l'idea che ci sia ancora qualcosa da fare, pur avendo completato tutto il fattibile. Crimson Desert soddisferà le vostre ambizioni e lo farà "rubando" da un po' tutti i titoli di cui vi ho parlato, senza reinventare quasi nulla, ma mescolando saggiamente le formule migliori di ciascuno, aggiungendo una spolverata di Assassin's Creed dove serve e dove è giusto farlo, al punto da creare un nuovo livello di "immersità" dal quale sarà difficile superare l'asticella (mmm no, dai, qualcuno ha detto GTA 6?). Se infatti avete amato le sub-quest di The Witcher 3, qui ne avete ad ogni singolo crocicchio di ogni singola strada di un intero continente.

Richieste, storie, missioni, tutte ben recitate, simpatiche, un po' folli magari, ma dalle quali potete aggiungere un tassello ad una narrativa che vi regala qualcosa in più di una realtà tutta da scoprire. Salvare un gattino su un tetto o aiutare un mendicante possono sembrarvi piccole cose, ma dietro questi gesti si celano segreti che non vi consiglio di ignorare, non è solo uccidere, combattere o depredare, è anche parlare, ascoltare, interagire e ognuna di queste azioni porta un risultato intrigante, anche se come è ovvio non può valere per tutto.

Ma se aiutare una coppia, un po' "scoppiata", a pulire un camino vi strappa un sorriso e vi regala abiti eleganti, certamente aiutare una macellaia a cucinare il pesce vi insegna cosa si può ottenere mescolando gli ingredienti ed apprendendo nuove ricette. Che poi, anche se ne parlerò più avanti, è talmente dettagliato dal punto di visto estetico e grafico ed ha una tale ricercatezza nella scelta degli abiti, che è quasi impossibile non voler vedere da vicino tutti gli strampalati abitanti che ci sono a Pywel. 

Finalmente un MMO... single player!

Che il panorama videoludico sia pieno di MMO e che Pearl Abyss si sia fatta le ossa con Black Desert Online è innegabile, ma in quanti, come me, hanno sognato un mondo vivo, aperto e infinito senza la necessità di avere una connessione persistente e potendo fare tutto ciò che volevano anche come esperienza solitaria in un unico, grande, pacchetto? Immagino in tanti, certamente questa filosofia era alla base di questo progetto, per quanto sono stati fatti molti livelli di riscrittura per ottenere una leggibilità delle tante (troppe?) cose che si possono fare. In primis le sole azioni e i comandi risultano un po' farraginosi, con una serie di tasti da premere anche solo per saltare o compiere le varie azioni.

Se pensate poi che potrete aumentare a dismisura il vostro ventaglio di colpi e magie, capirete che ad un certo punto, anche nella semplicità massima, dovrete comunque mescolare un po' le dita tra loro per muovervi al meglio, ma anche questo è un po' parte di quella esperienza MMO da cui deriva questo titolo, per quanto una volta fatta la mano risulta comunque piuttosto snella. Sul fronte estetico confesso che sono rimasto colpito, sì, ma allo stesso tempo, soprattutto in questo momento storico, si sceglie (giustamente) il compromesso tecnico, invece di spingere al massimo di ciò che si può avere a video.

Crimson Desert

Crimson Desert
70
51,19

Quindi se siete tra quelli che hanno maxato su PC Red Dead Redemption 2... bè, non aspettativi che questo gioco sia dieci spanne sopra, anzi, ma confesso che non mi ha dato fastidio e non volevo nemmeno trovarmi in qualcosa di impossibile da far girare su una scheda grafica (ho sia RTX 3070 che RTX 4070 Super) e in entrambi i casi il risultato è stato fluido, ben giocabile e visivamente appagante - considerate che la RTX 2080 è tra i consigliati e non i minimi e la manipolazioni particellare è davvero di alto livello. 

Un mondo vivo in cui perdersi davvero

Questo è un mondo particolarmente vivo, pieno di personaggi, ciascuno con una propria storia ma ciò che vi sorprenderà fin da subito perché anche nelle più banali richieste che vi verranno fatte - sì, mi sono fatto mezza mappa con una pecora in braccio per non far piangere un bambino -, è nel modo in cui viene posta al giocatore anche la missione più banale, impreziosita da una narrativa così realistica da sembrare proprio di vedere attori in carne ed ossa che vi parlano. Nella realtà molte cose non sono così interessanti da fare, ma sul fronte di profondità narrativa non si può davvero dire nulla.

Come dicevo nel titolo ciascuno di voi assorbirà dall'esperienza qualcosa di diverso, perché si cercherà di soddisfare tutti i palati: fare i mercanti o trasportare merci o andare a caccia di criminali - qualcuno ha detto Red Dead Redemption 2 -, si può pescare o gustarsi il panorama, non si avverte quel pericolo che sta per arrivare e cancellare tutto in un attimo che impone delle dinamiche di urgenza e combattimento continuo, siete solo parte del mondo e siete incastonati alla perfezione in quella realtà. Questo è per altro il vero fulcro del gioco, un open world che rubacchia di tutti gli altri più riusciti al momento e che non innova del tutto con qualcosa di nuovo, ma prende da ciascuna formula ciò che funziona meglio e la inserisce nella sua realtà e funziona molto bene. 

Le ombre di Pywel: cosa c'è ancora da migliorare

Affinché tutto funzioni al meglio però bisogna necessariamente fare dei compromessi, o meglio forse avrebbero dovuto esserci proprio perché per portare determinati risultati sembra che ci siano state tante scatole separate che sono state messe insieme in modo non perfettamente riuscito. Tralasciando una traduzione italiana dei testi lacunosa, con errori di ortografia e in alcuni casi pessima - non mi permetterei di suggerire che è fatta con l'IA ma vi dico solo che ho dovuto rimettere l'inglese per seguire alcune quest in quanto il testo non spiegava cosa dovevo fare in modo corretto -, ma in generale, forse per la quantità di testi e di scene, spesso le spiegazioni sono abbozzate e poco chiare, in netto contrasto con una narrazione generale in stile "racconto" che non si possono "skippare", ma solo mandare avanti velocemente perché... è giusto così, se non vi interessa la parte storia, ci suggeriscono gli sviluppatori in modo indiretto, "non comprate il nostro gioco" e quest'ultimo elemento lo comprendo e lo premio, data la qualità.

Un'altra logica caotica è invece quella dei comandi. Ci sono più combinazioni di tasti di stelle nel cielo, oltretutto ad un certo punto alcune cose sono pure ridondanti, ma a voi non interesserà perché comunque dovete capire come combinare comandi per azionare una determinata cosa in battaglia o come soluzione di quest e francamente è poco utile e un filo fuorviante. Il combattimento offre alti e bassi. Ci sono tante combinazioni di azioni che vi offrono possibilità avanzate, per quanto l'interazione con il nemico tende ad essere un po' ripetitiva e non sempre appagante, anche se in una fase avanzata del gioco e contro qualche boss ci siano parecchie soddisfazioni, segno che comunque andrà fatto ancora un buon lavoro di livellamento per sistemare questa cosa.

Nonostante ciò dovrete prepararvi ad un contrasto piuttosto netto: i nemici standard che incontrate lungo la via li spazzate via come fossero fatti di cartone (parlo di eserciti interi), i boss necessitano di sfruttare le abilità che avete appreso, peccato che i comandi spesso si incastrano a causa del fatto che sono troppi, oppure i parry o le abilità arrivano in modo tardivo dato che c'è un input lag piuttosto marcato... insomma, c'è ancora tanto, tanto lavoro da fare.

Vale la pena comprare Crimson Desert?

In definitiva c'era tantissima paura dietro Crimson Desert e vi posso assicurare che... dovete acquistarlo, punto. Volete una vita alternativo-videoludica, qui c'è e per molti secoli a venire. Non inventa quasi nulla, ma riporta molte delle cose più riuscite negli altri open world ad un livello particolarmente riuscito, se poi siete quasi solo interessati alla parte narrativa vi ci potrete tuffare senza nemmeno pensarci.