Ace Combat 8: Wings of Theve Recensione PC - Bandai Namco firma il simulatore di volo arcade più grande e completo di sempre

Storia espansa, tante missioni spettacolari, multiplayer online e colonna sonora orchestrale: Wings of Theve è la summa di tutto ciò che ha reso celebre Ace Combat - con un'ottimizzazione su PC da rifinire

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Nel 2019, Skies Unknown riportava sotto gli occhi di tutti il magico mondo di Ace Combat e il successo riscosso fu più che meritato. Era solo questione di tempo prima dell’arrivo di un nuovo episodio e finalmente è a portata di mano. Ace Combat 8: Wings of Theve, in uscita tra pochi giorni su PC, PS5 e Xbox, sta per inaugurare un nuovo conflitto sui cieli di Strangereal, con una nuova storia, nuove armi di distruzione di massa e la solita maestosità che non ci si aspetta da un “gioco con gli aerei”. La varietà del menù non è cambiata particolarmente rispetto alle ultime sortite, ma la bontà del pacchetto ha ben pochi termini di paragone.

Ace Combat 8: Wings of Theve Recensione PC - Bandai Namco firma il simulatore di volo arcade più grande e completo di sempre

Ace Combat 8: Wings of Theve - Storia, trama e campagna

Ci troviamo in Usea, alcuni anni dopo le gesta di Trigger in Ace Combat 7. La regione è al momento nel caos, dopo che la vicina Sotoa un bel giorno decise di radere al suolo ogni singolo centro di potere con un bombardamento orbitale per poi iniziare un’invasione su larga scala. Il giocatore è un pilota senza nome qualunque ed è appena stato raccolto dall’ultima portaerei alleata ancora operativa in tutto il continente. Qui, tra l’altro, troviamo di stanza Wings of Theve, il grande asso dell’aviazione dell’Usea che da solo sta tenendo testa al nemico.

La sua figura in realtà è poco più di uno stunt pubblicitario; la situazione è pessima, ma è l’unico modo per tenere alto il morale delle persone. Durante il nostro primo volo faremo da gregari a Cope, Wings in persona, ma veniamo intercettati da una squadriglia sotoana e abbattuti senza troppe cerimonie. Cope ci lascia le penne e la sua coscienza per qualche motivo si aggancia alla nostra, restando così nello spirito a tenerci compagnia e a commentare le circostanze. Spetterà a noi ereditare il titolo di Wings of Theve e ribaltare l’esito della guerra. Il resto potete immaginarlo.

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E questo era solo il prologo, che evidenzia uno dei punti chiave di Ace Combat 8: un comparto narrativo espanso e raffinato. I briefing prima di ogni missione sono ancora presenti, mentre gli occasionali video pre-renderizzati sono stati rimpiazzati da lunghi filmati in-engine pieni di dialoghi e sequenze parzialmente interattive. Le vicende del franchise sono sempre state trainate da lore e momenti hype, quindi ammetto un certo scetticismo quando il gioco se n’è uscito con quasi un quarto d’ora di cutscene per introdurre gli eventi; la presentazione un po’ stereotipata dei propri compagni non ha aiutato.

E invece funziona tutto alla grande: gli intermezzi sfruttano la regia più elaborata per approfondire i personaggi e far respirare gli attimi di quiete tra una battaglia e l’altra. Ciò aiuta a sviscerare meglio sia il cast che le fazioni in campo, a vantaggio di una delle campagne più lunghe della serie. Nulla che vincerà l’oscar, sia chiaro: melodramma, battute “cheesy” e improbabili sermoni sull’aeronautica la fanno da padrone, ma da Ace Combat lo esigo; notevole anzi come riesca a reggere botta fino allo scontro finale. Gli unici aspetti che non ho molto apprezzato sono la costante enfasi su propaganda, disinformazione e mega-corporazioni, un tema forse attuale ma piuttosto sterile a mio avviso, e più di qualche plot point ripescato pari pari da Skies Unknown. In generale, Wings of Theve attinge parecchio dal passato, anche a livello di gameplay.

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Ace Combat 8: Wings of Theve - Gameplay, aerei e novità

Il modello di volo è stato leggermente ritoccato rispetto alla scorsa edizione: la virata stretta c’è ancora, ma il suo utilizzo è un pelo più limitato e “sensato” (o almeno non mi è sembrato di poter eseguire “post-stall maneuver” aggressive come una volta). I connotati arcade sono rimasti immutati, ci mancherebbe, ma si avverte maggiormente il peso dell’aereo nei cambi di traiettoria. Controlli e interfaccia sono grossomodo gli stessi, per un’esperienza piacevole, accessibile e dalla grande espressività.

Il roster dei velivoli su licenza è il solito (per ovvi motivi), pertanto dovrete attendere l’endgame per qualcosa di meno ortodosso. L’acquisto di nuova strumentazione ricalca quanto visto in Skies Unknown, con un corposo albero degli sblocchi che comprende aerei, armi speciali e componenti extra per modifiche ai vari parametri. Tra le novità, è stata introdotta una quarta categoria di caccia, i ricognitori, che forniscono supporto temporaneo agli alleati nei dintorni tramite ECM per indebolire le capacità di aggancio dei nemici oppure migliorare le proprie. Inoltre, alcuni mezzi sono contraddistinti da un’iconcina che gli consente di operare su una portaerei, rendendoli esclusivi di certe missioni in cui saremo per mare, ed è possibile equipaggiare due armi speciali per volta, sebbene ciascuna con metà delle munizioni. La flessibilità aggiunta è ben accetta, ma in-game dover scorrere fra tre voci può risultare scomodo nelle situazioni più caotiche.

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A tal proposito, il reticolo della mitragliatrice è stato stabilizzato, rendendola nuovamente una solida opzione per dogfight e bombing run. Le procedure di atterraggio poi sono state semplificate; ci si può letteralmente buttare sulla pista e comunque parcheggiare senza intoppi. Uno sviluppo un po’ triste, ma ideale per quelle rare sortite in cui dovremo rifornirci nel bel mezzo della battaglia. Infine, tornano i comandi da impartire alla propria squadra tramite croce direzionale come in Squadron Leader e Fires of Liberation. Non gli affiderei mai la mia pelle o gli obiettivi primari, ma per una volta l’IA sa fare il suo lavoro: abbatte bersagli, usa l’intero arsenale a disposizione ed è sempre nei dintorni in caso serva copertura. Hanno anche ripreso il vizio di chiedere la nostra opinione o di farci domande elaborate, con noi che possiamo rispondere solo “Sì” o “No”. Esilarante.

Ace Combat 8: Wings of Theve - Missioni e multiplayer

Le missioni che compongono la modalità principale non sono solo tante, ma pure piuttosto lunghe, almeno per gli standard della saga. Sulla carta sono quasi tutte operazioni che abbiamo già visto in passato: eliminare flotte di bombardieri, radere al suolo strutture militari, supportare le forze di terra durante l’avanzata, scontrarsi contro intere formazioni di caccia, fortezze volanti o carri armati giganti, infilarsi per tunnel... La scala dei combattimenti in compenso è maggiore, con mappe più elaborate, diversi fronti da gestire, alleati da proteggere, con filmati e colpi di scena che descrivono l’evolversi del conflitto in maniera più dettagliata e convincente. Se però come il sottoscritto tendete a fare piazza pulita di tutti gli obiettivi ben prima della prossima sequenza scriptata, preparatevi a un po’ di tempi morti. Non sono un fan invece degli occasionali QTE in cui ci ritroviamo in coda a un particolare aereo e dobbiamo farlo fuori al rallenty. Succede giusto un paio di volte, ma è un orpello alla Assault Horizon che proprio stona.

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Il tasso di sfida modulare e i numerosi aiuti alla cloche consentono a chiunque di approcciare il titolo, ma le soddisfazioni più grandi arrivano dopo aver padroneggiato i controlli da esperto e affrontato le difficoltà maggiori. Sopravvivere e portare a casa una S a quel punto diventa un mero esercizio di stile, ma il divertimento non cala mai. Completare la campagna vi porterà via tra le 12 e le 15 ore, ma sarebbe un peccato fermarsi qui, tra record, medaglie, livree speciali e, ovviamente, la difficoltà Asso. La rigiocabilità è eccellente, anche grazie all’ottimo level design. In ogni Ace Combat ho sempre trovato alcune missioni “indigeste”, per un motivo o per un altro. Wings of Theve non è da meno, ma solo per una specifica missione, il che stupisce considerata la mole di contenuti proposta. Come già accennato in precedenza, chi solca i cieli da anni proverà spesso un certo déjà vu, tuttavia la bontà dell’esperienza dipana qualsiasi dubbio, con un sacco di scene memorabili e altamente spettacolari. La missione 28, nonostante l’estrema semplicità del setting, è uno dei picchi più alti mai raggiunti dalla serie, se me lo concedete.

L’avventura in singolo dovrebbe tenervi impegnati un bel po’; niente co-op purtroppo, un dettaglio a cui porre rimedio, prima o poi. In compenso, abbiamo la componente multiplayer online più fornita che il franchise abbia mai visto. Ispirata ad Ace Combat Infinity, questa modalità separata include un corredo esclusivo di aerei e personalizzazioni, e vedrà i giocatori competere in partite PvE, PvP e PvPvE, tra semplici schermaglie e versioni restaurate dei boss più iconici della saga. Non mancano valute premium, due tier di pass stagionali ed eventi a tempo; difficile dire quanto saranno penalizzati coloro che hanno “solo” comprato il gioco, ma confido in un sistema perlopiù onesto. Da quel che vedo, se non si hanno troppo a cuore stemmi, camo e gingilli estetici si dovrebbe comunque poter accedere al grosso del pacchetto, con la possibilità di sbloccare titoli e vestiario per il proprio avatar, e creare la propria squadriglia per invitare amici e reclutare nuovi alleati. La prova in merito è stata breve, e l’unico commento che posso fare è: il matchmaking è lento; magari migliorerà all'aumentare del bacino d’utenza. Nota a margine: molto grave non aver incluso Air Combat 22 tra i classici arcade firmati Namco nel bar della lobby.

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Ace Combat 8: Wings of Theve - Comparto tecnico e colonna sonora

Sul profilo tecnico, Ace Combat 8 ricalca lo stile apprezzato nel 7, ma la presentazione è stata decisamente pompata con il passaggio all’Unreal Engine 5. I modelli degli aerei sono finemente curati, dai millemila pulsanti della cabina di pilotaggio ai rivetti che tengono insieme i pannelli della scocca; nuvole, fumo ed esplosioni sono molto più realistici, con effetti di luce che valorizzano ogni inquadratura, e persino gli oggetti a terra ora vantano una realizzazione niente male. Il colpo d’occhio impressionante. Di contro, il gioco è un mattone. Non solo i 140 GB sull’hard disk, ma pure l’ottimizzazione farà penare gran parte delle configurazioni sul mercato (almeno su PC, ignoro la situazione su console). Smanettando con le opzioni è possibile trovare un buon compromesso, ma il frame rate fluttua di frequente, con bruschi cali quando si vola in mezzo ai particellari; nulla che impatti in modo eccessivo, se non altro. Quello che pesa sono i tempi di caricamento, eterni, specie all’avvio, al punto che ho preso l’abitudine di farlo “carburare” qualche minuto prima di entrare nell’hangar. Bello è bello, ma spero vivamente che una patch sia in cantiere.

Chiudiamo con la colonna sonora. È Ace Combat, non gli servono certo presentazioni da questo punto di vista: l’orchestra di Ryo Watanabe e Mitsuhiro Kitadani (con il supporto di Keiki Kobayashi) è di nuovo alla testa dei brani e come al solito non delude. Non solo la qualità della scaletta, enorme ed estremamente variegata, ma anche il modo in cui si intreccia con il gameplay, enfatizzando l’azione a dismisura. C’è poco latino stavolta, ma si compensa con un’inedita contaminazione j-rock riuscita e stranamente molto azzeccata. Non credo che le new entry rimpiazzeranno i miei pezzi preferiti (capolavori come Agnus Dei e Zero sono difficili da scalzare), ma ne ho già parecchi che ascolterò in loop per i prossimi mesi. Buono il doppiaggio in inglese durante intermezzi e comunicazioni radio. Interpretazioni altrettanto valide; un po’ forzate alcune battute.

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Ace Combat 8: Wings of Theve

Versione Testata: PC

9

Voto

Redazione

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Ace Combat 8: Wings of Theve

Wings of Theve è un gioiello, la summa di tutto ciò che ha reso celebre Ace Combat, e con una marcia in più. Vero, non evolve granché la formula di gioco, tuttavia l'affina, la espande, proponendo il capitolo più grande e completo della serie. Un tuffo al cuore per gli appassionati, un magnifico punto di partenza per i futuri assi. L’ottimizzazione carente è l’unico motivo per cui titubare un attimo al momento, ma per il resto abbiamo tra le mani un prodotto eccellente.