Recensione Desperados 3: Per un pugno di dollari (e qualche proiettile)

di Simone Rampazzi

Ritorniamo per un attimo alla fine degli anni ’90: il videogioco non aveva ancora toccato gli apici del concetto multigiocatore, come lo conosciamo oggi, pertanto vigeva ancora quel concetto “solidale” che spingeva la maggior parte di noi a ritrovarsi dentro la casa dell’amico, con la famiglia più disponibile, per giocare insieme a titoli che il multigiocatore nemmeno sapevano dov’era di casa.

E' così che molti di noi hanno affrontato le paure e gli enigmi di Silent Hill cercando di trovare la soluzione corretta alla poesia “Tales of Bird without a voice”, e all’occorrenza, cambiando completamente genere, abbiamo combattuto dietro le linee nemiche giocando a Commandos, strategico in tempo reale sviluppato dai Pyro Studios con il benestare di Eidos Interactive.

Erano altri tempi, ci litigavamo il mouse per decidere chi e quando avrebbe mosso la propria pedina sulla scacchiera, sia che fosse il berretto verde o la spia, e quello stesso mood è riaffiorati a tempi alterni grazie alla “benevolenza” di Mimimi Games, che nel 2016 mi ha sfornato Shadow Tactics, arrivando oggi a riproporre un’altra piccola perla con Desperados 3.

IMPROVVISARE, ADATTARSI, RAGGIUNGERE LO SCOPO!

Bentornati nel selvaggio West, periodo storico che ha servito da scenario a diversi kolossal del mondo cinematografico, senza esimersi contestualmente di proporre ambientazioni avvincenti anche in quello videoludico. Desperados è uno di quei franchise che si conoscono da tempo, uno di quei giochi che seppe approfittare dell’ottima risposta del pubblico per offrire una trama articolata avente come protagonista il pistolero James Cooper.

La prima fortuna di questo terzo capitolo del franchise è che propone al pubblico una storia che funge da prequel alle avventure di Cooper, occasione che riesce nell’intento di approfondire il background di una trama scoperta agli inizi degli anni 2000. Tornano quindi alcuni dei personaggi iconici della saga, come il Dottor McCoy e Kate O’Hara, accompagnati in questa vendetta da assaporare “alla vecchia maniera” da nuovi intriganti ospiti, come il trapper gigante Hector e la misteriosa strega voodoo Isabelle.

Grazie a un tutorial efficiente e ricco di informazioni scopriremo innanzitutto cosa ha scatenato il rancore di Cooper nei confronti di un altro bandito di nome Frank, capo di una banda al servizio di losche macchinazioni che vogliono rovesciare gli equilibri già precari delle città intorno al Mississippi.  Come avviene spesso in questo genere di strategici, ognuno dei personaggi a disposizione cerca di offrire al giocatore uno stile di approccio, un sistema che segue pedissequamente la citazione sfruttata nel titolo del nostro paragrafo proponendo uno dei tanti metodi necessari per improvvisare, o adattarsi, al fine di raggiungere lo scopo.

Ecco quindi che ogni scenario, ricco di cespugli o zone d’ombra dove potersi nascondere alla vista dei propri nemici, offre un discreto numero di possibilità da combinare con l’altro, cospicuo, numero di approcci generato dalla combinazione dei personaggi attivi presenti nel gruppo. Scritta così può sembrare complesso, ma vi garantiamo che il gameplay tende a premiare le scelte del giocatore, sempre se soppesate con un minimo di intelligenza e visione d’insieme.

Non trattandosi di un titolo arcade, Desperados 3 cerca di livellare l’esperienza a seconda della difficoltà, magari diminuendo il cono di visione degli avversari, o il livello di allerta e rumore generato da una nostra azione in un momento o una posizione particolare. A mio avviso il titolo va giocato a difficoltà normale quantomeno per goderselo appieno, se non altro perché la mole di situazioni messe in campo dagli sviluppatori tende a farci soppesare ogni azione svolta, decidendo quasi costantemente di affidarsi al salvataggio veloce per non rischiare di gettare alle ortiche ogni sforzo.

James Cooper, ad esempio, è un personaggio versatile che può uccidere silenziosamente a distanza lanciando il proprio coltello (che va raccolto subito dopo l’utilizzo), ma può anche decidere di dar fuoco alle polveri utilizzando le sue due pistole per sparare contemporaneamente a due nemici diversi. McCoy è un tipo più silenzioso, che predilige l’utilizzo della propria borsa per distrarre l’avversario con una piccola esplosione chimica, il tempo giusto per avvicinarsi di soppiatto e uccidere l’avversario, senza però escluderci la possibilità di sparare a distanza come se avessimo a disposizione un cecchino.

E stiamo parlando solo di due delle variabili disponibili, variabili che possono spingerci a sfruttare l’aiuto di una spia camuffata a dovere o di una strega voodoo pronta a distrarre i passanti grazie all’aiuto del suo fido gatto. Scritto così potrebbe sembrare tutto rosa e fiori, ebbene, anche i nemici nascondono diverse contromosse interessanti da valutare: il classico pistolero vagabondo risulta il perfetto allocco da ingannare anche più volte di seguito, mentre gli avversari col poncho sono più ligi al dovere, tant’è che non si muovono anche se distratti. I personaggi con il cappotto sono i nemici più ostici, quelli che non muoiono nemmeno se gli spari in testa. Per loro c’è da riservare il trattamento completo, da eseguire al secondo mischiando le abilità dei personaggi disponibili nella partita.

Nulla vi vieta di entrare nel saloon a pistole spianate e facendo chiasso e, altrettanto, nessuno vi vieta di effettuare un’intera missione senza uccidere nessuno, utilizzando solo le distrazioni e stordendo i nemici senza ucciderli. 

LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI

Abbiamo parlato di approcci diversi allo scontro, ma non abbiamo ancora parlato della modalità “Resa dei Conti”, una piacevole aggiunta che soddisferà i giocatori grazie a un sistema di pianificazione elaborato e divertente da sfruttare. In pratica premendo il tasto “Maiuscolo” si può mettere il gioco in stasi, decidere la mossa da far fare al nostro alter ego digitale, e poi proseguire scegliendo tra il metterla in pratica subito oppure aspettare il momento propizio premendo il tasto “Invio”.

Grazie a questo escamotage si possono mettere in scena dei veri e propri siparietti cinematografici, pronti a regalare anche un certo grado di soddisfazione quando ci si accorge che la propria strategia, nel bene e nel male, finisce per risolvere positivamente l’esito della missione.

Tale modalità rende ancora più diverte l’approccio, premiando al contempo le strategie più fantasiose. Non manca infatti la possibilità di sfruttare lo scenario a proprio piacimento, illudendo peraltro l’interesse dei nemici che risponderanno a determinate situazioni con un maggiore, o minore, livello di allarme.

Desperados 3 offre al giocatore un intrattenimento trasversale, adattabile insomma a ogni genere di palato, anche quello del giocatore più hardcore che preferisce le sfide più ostiche. Tra le opzioni scelte per iniziare la partita sarà infatti possibile disabilitare anche la funzione “Resa dei Conti”, oppure diminuire la quantità di proiettili rilevabili nella mappa, rendendo a tutti gli effetti molto più complesso portare a casa la pellaccia sani e salvi.

Graficamente il titolo si presenta con una grafica isometrica accattivante e veramente piacevole da osservare, che non tende a essere troppo minuziosa nel rendere troppo dettagliati i modelli dei personaggi, concentrandosi invece sulla parte ambientale, illuminata doverosamente di notte e accompagnata da effetti grafici a dir poco perfetti per la tipologia di gioco scelta. La colonna sonora e il doppiaggio in lingua originale chiudono la disamina tecnica in positivo, grazie a una tracklist in puro stile western che piacerà sicuramente agli amanti del genere.