Twilight Saga – Il box Limited Edition 4K che non ti aspetti

Ecco perché le immagini sono riscalate nonostante le riprese native su negativo 35mm

di Claudio Pofi

Twilight Saga 4K (2008) – Nascita del mito adolescenziale

Diretto da Catherine Hardwicke, il primo Twilight è forse il capitolo piùpuro” e riconoscibile dell’intera saga. Racconta l’arrivo di Bella Swan nella piovosa Forks e il suo incontro con Edward Cullen, vampiro diciassettenne bloccato nel tempo dal 1918. La struttura narrativa è semplice, quasi minimale, ma proprio questa essenzialità permette al film di costruire un’atmosfera sospesa tra malinconia, romanticismo gotico e disagio adolescenziale.

La messa in scena, spesso criticata per la sua rigidità, gioca invece un ruolo preciso: rallentare il tempo, creare distanza, accentuare l’estraneità dei personaggi. I Cullen appaiono come figure fuori posto, pallide e immobili, quasi astratte, mentre la cinematografia fredda e sbilanciata contribuisce a definire Forks come uno spazio emotivo prima ancora che geografico. Il vampiro non è più solo predatore ma creatura etica, costretta a reprimere i propri istinti.

Il film prende davvero quota quando introduce il conflitto: il desiderio incontrollabile che Bella suscita e la minaccia rappresentata da James. Qui Twilight mostra i suoi limiti sul piano dell’azione, spesso goffa o frettolosa, ma anche i suoi punti di forza, ovvero un romanticismo assoluto, ingenuo e dichiarato. È un’opera che non teme l’eccesso emotivo e che proprio per questo riesce a parlare a un pubblico vastissimo. Il successo planetario nasce da qui: dalla capacità di trasformare una storia d’amore impossibile in un’esperienza identitaria.

Twilight Saga 4K: New Moon (2009) – Il dolore come centro del racconto

Il secondo capitolo cambia tono in modo netto. New Moon abbandona in parte il fascino della scoperta per concentrarsi sulla perdita. Edward si allontana per proteggere Bella e il film si trasforma in un racconto sul vuoto, la depressione adolescenziale e l’identità che si costruisce attraverso la sofferenza.

La regia insiste sul tempo che passa, la ripetizione dei giorni, gli sguardi spenti della protagonista. È una scelta rischiosa ma coerente, che rende New Moon probabilmente il film più malinconico della saga. Bella non è più solo l’oggetto del desiderio, ma un personaggio definito dalla mancanza, incapace di esistere senza l’altro.

L’ingresso centrale di Jacob Black introduce un nuovo immaginario: quello dei licantropi e della cultura nativa americana, trattata in modo semplificato ma simbolicamente rilevante. Il conflitto tra vampiri e lupi non è solo soprannaturale, ma anche culturale e territoriale. La doppia identità americana — bianca e indigena — diventa metafora di una convivenza fragile, regolata da patti e confini.

Più cupo, statico e meno spettacolare, New Moon divise il pubblico ma riuscì a consolidare il cuore emotivo della saga. È il film che prende sul serio la sofferenza sentimentale adolescenziale, senza ironia né distanza.

Twilight Saga 4K: Eclipse (2010) – Evoluzione adulta

Con Eclipse la saga tenta una sintesi: più azione, umorismo e consapevolezza dei propri meccanismi. La trama ruota attorno a una serie di omicidi che rivelano la presenza di un esercito di vampiri neonati, costringendo Cullen e licantropi a un’alleanza forzata. Parallelamente Bella deve affrontare la scelta definitiva tra Edward e Jacob.

Il film parla esplicitamente di crescita e responsabilità. Scegliere significa ferire qualcuno, rinunciare a possibilità alternative accettandone le conseguenze. In questo senso Eclipse è il capitolo piùadulto” nei temi, anche se non sempre nella messa in scena. Le sequenze d’azione risultano spesso meccaniche, coreografate con rigidità quasi televisiva e i momenti epici faticano a trovare vera tensione.

Funziona invece il sottotesto ironico, talvolta involontario, talvolta consapevole. Il triangolo amoroso assume tratti quasi da commedia romantica muscolare, con Jacob che esibisce fisicità e sicurezza in contrasto con l’algida fragilità di Edward. Alcune battute diventano emblematiche di questa autoironia tardiva, che rende il film più leggero e paradossalmente più godibile.

Eclipse resta un capitolo di transizione, imperfetto ma significativo, in cui la saga prende coscienza del proprio status e gioca, almeno in parte, con i suoi cliché.

Twilight Saga 4K: Breaking Dawn – Parte 1 (2011) – L’eccesso melodrammatico

Diviso in 2 parti, il quarto capitolo inizia con il tanto atteso matrimonio tra Bella ed Edward. La prima mezz’ora è un concentrato di romanticismo insistito, cerimoniale e decorativo che riassume l’estetica della saga nella sua forma più esplicita. Subito dopo il film cambia registro, introducendo la gravidanza impossibile di Bella.

Qui la storia si sposta su un terreno più cupo: il corpo della protagonista diventa campo di battaglia, luogo di dolore e trasformazione. L’idea è potenzialmente potente ma il trattamento resta schematico, dominato da un manicheismo che riduce il conflitto a una contrapposizione netta tra bene e male. Nonostante tutto la posta in gioco è finalmente concreta: la vita stessa di Bella.

Il film riesce almeno a mantenere una certa tensione narrativa, perché per la prima volta la domanda non è legata agli amori di Bella ma alla sua sopravvivenza. L’emotività resta comunque forzata, oscillando tra sentimentalismo e shock visivo. La scelta di spezzare il racconto in due parti appare evidente e artificiale, pensata più per ragioni produttive che narrative.

Twilight Saga 4K: Breaking Dawn – Parte 2 (2012) – Epilogo e stanchezza

L’ultimo capitolo si apre con la trasformazione di Bella in vampira, evento atteso sin dal primo film. Svolta che paradossalmente viene liquidata in fretta: il controllo sovrumano, la sete, l’adattamento alla nuova natura sono appena accennati, come se non meritassero approfondimento.

Il racconto procede accumulando sotto trame solo sfiorate: il rapporto con Charlie, l’imprinting di Jacob su Renesmee, le dinamiche familiari dei Cullen. Tutto resta in superficie. I personaggi appaiono come figure ormai cristallizzate, prive di reale evoluzione, immerse in un benessere artificiale e immobile.

Il cuore del film è lo scontro finale con i Volturi, costruito come una lunga attesa e risolto in una battaglia spettacolare ambientata in un paesaggio innevato e spoglio. È l’unico vero momento di tensione dove comunque emerge la sensazione di dilatazione forzata, di spettacolo prolungato per giustificare la diluizione in due parti.

Twilight Saga - Oggi

La saga cinematografica di Twilight è un fenomeno culturale più che un semplice ciclo di film. Imperfetta, ingenua, spesso eccessiva, ha però saputo intercettare bisogni emotivi profondi: il desiderio di assoluto, la paura della solitudine, la ricerca di identità, il romanticismo portato all’estremo. I suoi limiti sono evidenti — scrittura semplicistica, messa in scena diseguale, manicheismo morale — ma è altrettanto evidente la capacità di costruire un immaginario riconoscibile e duraturo.

Film dopo film Twilight perde freschezza ma guadagna consapevolezza del proprio mito, fino a trasformarsi in una lunga parabola sentimentale che parla più di emozioni che di vampiri. Ed è forse proprio questa, nel bene e nel male, la ragione per cui continua a essere amata.

Twilight Saga 4K - Come si vede

Disponibile per la prima volta in Italia in box 4K da collezione (senza dischi 2K a corredo), numerato a tiratura limitata 1.000 copie, la saga di Twilight in UHD impone di accettare più che mai le scelte artistico-visive. Tutti i film hanno formato immagine 2.40:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su BD-66 doppio strato eccetto il primo BD-100 triplo strato. Anche se in presenza di girato negativo 35mm (Arriflex 435, Panavision Panaflex Millennium XL e Panaflex Platinum a imprecisata sensibilità ASA) si è dovuti scendere a compromessi rispetto alla risoluzione video massima ottenibile a causa dell'inserzione di CGI.

La post produzione di tutti i film è stata operata a 2048 x 1080 pixel, suite professionali per gli effetti visivi all'epoca state-of-the-art (Autodesk Inferno VFX e Autodesk Maya VFX), montando il tutto tramite sistema AVID e finalizzando su master 2K. Nel 2008 il rendering di elementi generati a computer richiedeva un pesante tributo in termini di tempi di elaborazione da parte delle workstation grafiche, con costi ancor più esorbitanti se si fosse pianificata una produzione 4K, ammesso che l'hardware dell'epoca lo consentisse. Ecco perché, nonostante il girato analogico, siamo in presenza di 5 film e altrettanti rescaling UHD.

Il primo Twilight e la "Ciano Edition"

Tecnicamente l'opera più critica resta la prima, con elementi "ghiaccio" portati alla luce dal cinematographer Elliot Davis (Out of Sight, Man of Tai Chi tra i tanti), in accordo con la regista Catherine Hardwicke, con pesante color correction. In tal senso questa prima versione 4K ha portato a un nuovo intervento colorimetrico, lasciando la sensazione di avere ulteriormente appesantito la resa. Il risultato è quella che potremmo definire come “Ciano Edition” del film, che proprio per questo potrebbe non incontrare il gusto degli appassionati. Ricordando la proiezione in sala già con colori freddi, qui si finisce da subito per sbattere contro elementi a dir poco glaciali e conseguente erosione di primari e secondari, a ridosso di uno spettacolo a tratti monocromatico.

Dei 5 film della saga, e rispetto a una controparte statunitense del tutto simile per risultato visivo, questo è peraltro l'unico a non beneficiare di Dolby Vision ma solo HDR-10. Al netto dell'inferiore dinamismo dei punti luce, resta difficile immaginare concrete differenze su immagini così pesantemente ancorate a un gelido spettro cromatico. Quanto a dettaglio e risalto elementi in secondo piano e nelle transizioni notturne siamo un gradino sopra la versione 2K. Necessaria in tal senso una catena digitale virtuosa a partire dal 10 bit nativo, per sfruttare a pieno il segnale video.

I rimanenti 4 film hanno beneficiato di una più indulgentecolor correction e un più coerente retrogusto cromatico, forse per avvicinare maggiormente la narrazione alla massiccia presenza dei licantropi-nativi americani, aprendo a uno schema colore che desse spazio anche a giallo & marrone. Quanto a resa complessiva, volendo stilare una classifica tecnica troviamo in cima Eclipse e i successivi Breaking Dawn, un passo indietro Twilight e New Moon, dove sul secondo permangono riserve su transizioni cromatiche, specie sugli incarnati, al netto di una grana che appare bilanciata e coerente. A conti fatti non un salto generazionale così marcato dal punto di vista visivo, ma comunque interessante e capace di avvicinare al risultato finale concepito per la sala, con scelte artistico-colorimetriche non meno discutibili per il capostipite.

Twilight Saga 4K - Come si sente

La produzione localizzata in italiano vanta un'unica traccia italiana DTS-HD MA 5.1 (16 bit), con buona resa d'insieme tra dialoghi, effetti, accompagnamento musicale e transizioni dove anche il subwoofer si fa sentire. Identico formato per l'inglese eccetto sul primo film, dove è presente traccia Dolby TrueHD 7.1 con oggetti ATMOS (24 bit), che raramente si discosta dal risultato tecnico di cui sopra, come nel caso dell'entrata in scena di effetti tra tuoni e vento. Per quest'ultima resta il sensibile vantaggio legato alle voci originali dei personaggi e al conseguente diverso mood narrativo.

Twilight Saga 4K - Gli extra

L'assenza di dischi 2K ha limitato la presenza di materiale supplementare (tutto sottotitolato), così suddiviso per i vari dischi.

Twilight

Twilight tour location 10 anni dopo (10'); Conversazione con Stephanie Meyer (24'); Le musiche di Twilight (6'); Interpretare Edward (7'); Interpretare Bella (5'); Morsi di vampiri (3'); Bella's Lullaby Mix video musicale; Edward suona il piano (3'); Intervista Kristen Stewart e Robert Pattinson (7'); Intervista Cam Gigandet (6'); Intervista Edi Gathegi e Rachelle Lefevre (6'); Premiere Red Carpet (8'); Interviste Red Carpet (5'); Stephenie Meyer parla della saga (35').

Twilight 2

Commento del regista Chris Weitz.

Twilight 3

Primo commento con Kristen Stewart e Robert Pattinson

Seconda linea commento con Stephenie Meyer e Wyck Godfrey

Twilight 4.1

Commento al film di Bill Condon

Twilight 4.2

Commento al film di Bill Condon

Il box numerato include custodia cartonata con collectible: 5 cartoline commemorative dei rispettivi film, leaflet di invito al matrimonio in italiano, pieghevole con scatti della cerimonia e invito al matrimonio in inglese, poster originale del primo Twilight.