S4: La Storia Di Bob Lazar­: UFO si o UFO no?

Il documentario ci racconta esaustivamente la storia di Bob Lazar, fisico che sostiene di aver lavorato su astronavi di possibile origine aliena. In digital download su Prime Video.

di Maurizio Encari

Nel giugno del 2019, la prima apparizione di Bob Lazar nel podcast di Joe Rogan diventò nel giro di poche settimane l'episodio più visto nella storia di quel format, accumulando oltre cento milioni di visualizzazioni su YouTube. Fu quell'intervista a restituire al fisico originario di Coral Gables la visibilità globale che aveva inseguito per trent'anni. Tutto ciò che è venuto dopo, incluso il documentario qui oggetto di recensione e dal titolo S4: La Storia di Bob Lazar, si colloca inevitabilmente nell'onda lunga di quella conversazione.

Luigi Vendittelli, venditore di Montreal senza alcuna esperienza precedente dietro la macchina da presa, si è imbattuto nella storia di Lazar durante il lockdown del 2020 e ha realizzato un modello in resina del cosiddetto Sport Model. il disco volante da 52,8 piedi di diametro che Lazar sostiene di aver studiato nell'hangar S-4, una struttura segreta nei pressi dell'Area 51 nel deserto del Nevada. Da quel modello nacque l'idea di una ricostruzione in realtà virtuale, poi di un'esperienza immersiva, infine del documentario di cui vi parliamo.

S4: la verità è qua dentro?

Quattro anni e mezzo di lavoro, nel corso dei quali l'esordiente regista ha costruito un rapporto diretto con Lazar, sottoponendogli ogni dettaglio delle ricostruzioni per avvicinarsi il più possibile a qualcosa che nessuna telecamera avesse mai filmato dall'interno. Un resoconto visivo della memoria, rivolto a tutti coloro cresciuti con The X-Files e appassionati di storie vere o presunte tali a tema ufologico.

Tagliamo subito la testa al toro per quanti speravano che S4: La Storia di Bob Lazar potesse contenere qualcosa di nuovo, delle rivelazioni scioccanti sull'argomento alieni che da decenni tiene banco tra i believer e gli scettici, tra teorie del complotto e fondi di verità. I cento minuti di visione non portano nuove prove e non contengono testimonianze inedite o documenti declassificati capace di spostare l'ago della bilancia tra credibilità e fantascienza.

Lo stesso Vendittelli, in un'intervista rilasciata alla vigilia dell'uscita, ha avuto l'onestà di ammetterlo. Ciò che il film offre è qualcosa di diverso, e per certi versi più interessante nella sua peculiarità: una ricostruzione meticolosa di un racconto che fino ad oggi esisteva soltanto nelle parole di un uomo, nei suoi disegni a mano e nell'immaginario collettivo di milioni di appassionati di UAP (ovvero Fenomeni Aerei Non Identificati) sparsi per il mondo, ma forse mai arrivato così lucidamente al grande pubblico in un modo così esaustivo.

A caccia di risposte

Il merito principale del film è proprio nella sua capacità di rendere tangibile, attraverso ricostruzioni CGI di qualità notevole per una produzione indipendente, gli spazi che Lazar ha descritto per decenni. L'hangar di S-4 con le sue porte a saracinesca affacciate sulla montagna di Papoose Lake, la cabina di pilotaggio a misura di bambino del Sport Model, il laboratorio dove un fisico tentava di comprendere un sistema di propulsione alimentato dall'elemento 115, che all'epoca non figurava ancora sulla tavola periodica e che sarebbe stato sintetizzato in laboratorio soltanto nel 2003 con il nome di Moscovio. Dettagli che Lazar aveva anticipato e che i difensori della sua credibilità citano regolarmente come punto a favore di una storia che il governo americano continua invece a smentire senza se e senza ma.

La narrazione è affidata allo stesso diretto interessato, un ingegnere che racconta, con la medesima calma con cui spiegherebbe il funzionamento di un motore a reazione, di aver visto cose che noi umani non potremmo immaginare. Al suo fianco, nei segmenti di intervista, troviamo George Knapp - il giornalista di Las Vegas che nel maggio del 1989 per primo mandò in onda la sua storia, sotto pseudonimo, sulla televisione locale - e Gene Huff, l'amico di lunga data che fu comune testimone del volo del disco volante nel deserto del Nevada.

Non tutto è perfetto: il ritmo a tratti è discontinuo e S4: La Storia di Bob Lazar sembra voler sempre promettere qualcosa che poi rimane inespresso, quel colpo di scena che resta soltanto utopia allo scorrere dei titoli di coda. Si ripercorrono teorie già viste, con alcune nuove riprese satellitari a conferma o meno di tali ipotesi e affermazioni, in una messa in scena fin troppo enfatica per quanto poi effettivamente mostrato.