Recensione Spider-Man: Far From Home

Una grande responsabilità per Peter Parker

di Aida Picone

Il 10 di luglio arriva nelle sale italiane “Spider-man Far From Home”, una pellicola tanto attesa quanto blasonata e..“complottata”. Le speculazioni su quello che sarà il destino del Marvel Cinematic Universe, infatti, nel corso di questi mesi, non sono state di certo poche. C’è chi spera in un universo alternativo, lo Spider-verse, per molti, potrebbe essere dietro l’angolo dopo l’uscita del vincitore dell’Oscar di quest’anno, mentre per la maggior parte del pubblico si attende solo di assaporare quella che semplicemente è il destino degli Avengers.


Lo sanno i fan della Marvel di tutto il mondo, con  “Endgame” si è concluso un arco narrativo lungo per ben 10 anni. 3000 minuti di film che adesso lasciano un enorme fardello come testimone per il nostro amichevole Spiderman di quartiere. Lontano da casa le responsabilità, però, sembrano essere ben più grandi di quelle che Peter Parker crede di poter gestire. Se il ciclo narrativo del MCU, veniva aperto dal compianto Tony Stark, adesso lo scettro del potere sembra essere detenuto da ben otto zampe. 

L’intera narrazione si regge sulla scomparsa di Tony e del poco menzionato Cap. Il peso dell’eredità è l’argomento centrale che spinge Peter a compiere persino le scelte più sbagliate, non credendosi all’altezza della situazione. Forse un argomento un po’ troppo marcato nonostante l’entità della perdita, facendo di esso l’unico vero freno dello spirito del film. Molte delle riprese o delle battute, molti giochi di sguardi e discorsi sospesi fanno intendere quanto Peter possa essere simile a Tony. I richiami al primo film su Iron man balzano subito agli occhi o alle orecchie, così come si possono notare o intercettare alcuni piccoli tributi agli Avengers “originali”


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Si sa, se si guarda Spiderman si vuole ridere, si desidera godere dello spirito teen, soprattutto vista la giovane età che è stata scelta in questo universo cinematografico. Siamo ancora a liceo e quello che ci si aspetta è per fortuna rispettato. Vi è un’ottima gestione dei tempi comici, degli “errori” e delle battute il che rende decisamente godibile l’intero film. Senza queste battute sarebbe un banalissimo teen movie incentrato sulla perdita di un mentore ed è facile intuire quanto questo sarebbe stato un grandissimo errore.

Il tempo del film non è solo gestito dalla comicità, ma lo è anche dai combattimenti. Vi è una fluidità unica che rende caratteristico il modo di lottare sia di Spiderman che di Mysterio. Proprio lui, interpretato da Jake Gyllenhaal, fa comprendere quanto sia fondamentale il tempismo per una buon riuscita visiva. La storia è praticamente ripresa dai comics ed è stata sapientemente adattata alla coerenza dell’universo che è stata creata dal MCU. 

Ricordatevi di non alzarvi dalla poltrona dopo i titoli di coda, le scene son due!