L'isola dei ricordi, da Dreamworks un'avventura indimenticabile nel folklore filippino

Due migliori amiche, prossime a separarsi, si ritrovano in un mondo fantastico popolato da creature bizzarre e devono trovare un modo per far ritorno a casa. Al cinema.

L'isola dei ricordi, da Dreamworks un'avventura indimenticabile nel folklore filippino
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Filippine, anni Novanta, Jo e Raissa sono amiche inseparabili fin da quando erano bambine, avendo condiviso enormi gioie ma anche grandi dolori. Crescendo le loro strade hanno cominciato progressivamente ad allontanarsi: Jo è rimasta legata al proprio ambiente e ha mantenuto un'indole aperta alla meraviglia, mentre Raissa, più brillante e realista, è prossima a lasciare il Paese natale per andare a studiare in California. La partenza imminente mette inevitabilmente in discussione quel legame che sembrava intoccabile, anche se le due sono determinate a mantenersi in contatto. L'ultima serata prima dell'arrivederci cambia però tutto in maniera inaspettata...

Proprio in quelle fatidiche ore infatti Jo si imbatte in un oggetto misterioso, spalancante un portale dimensionale che le catapulta nella leggendaria isola di Nakali, luogo magico del quale la nonna di Jo raccontava loro fantastiche storie nell'infanzia. Quella terra sconosciuta si rivela popolata da creature appartenenti al folklore locale, alcune bizzarre e amichevoli e altre decisamente più minacciose.  Il problema è che Jo e Raissa scoprono che per tornare a casa dovranno abbandonare per sempre i loro ricordi condivisi, rischiando di perdere ciò che le ha unite per tutta la vita.

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Un'amicizia da salvare

Ci troviamo davanti ad un suggestivo viaggio nell'immaginario filippino che parte da una apparentemente semplice storia di amicizia adolescenziale per approdare in una dimensione surreale, dove alla dimensione puramente giocosa si accompagna una vena più malinconica sulla crescita e sull'abbandono dell'infanzia e dell'adolescenza per entrare definitivamente nell'età adulta, con tutti i pro ma anche le responsabilità che questa comporta.

La nuova incursione animata di DreamWorks Animation vede tornare dietro la macchina da presa la coppia formata da Joel Crawford e Januel Mercado, che aveva già dato alla luce a quattro mani il riuscito sequel Il gatto con gli stivali 2 - L'ultimo desiderio (2022). Anche in quest'occasione i registi tornano a una messa in scena stilisticamente esuberante e colorata, anche se in quest'occasione le protagoniste sono due ragazze umane, ritrovatesi per magia in un mondo ricco di fantasticherie e stramberie oltre misura. 

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Un mondo da scoprire

Un'ora a quaranta di visione che mettono in mostra un progetto pregno di una marcata identità culturale, tra folklore filippino e il tipico racconto di formazione che spesso il cinema d'animazione per ragazzi è solito raccontarci. Un'avventura scatenata, ipercinetica e irresistibilmente sopra le righe, capace di colmare anche i passaggi narrativamente più scontati con un continuo susseguirsi di nuovi personaggi o ambientazioni: in pressoché ogni sequenza de L'isola dei ricordi vi è infatti qualcosa da guardare, ascoltare o scoprire, con una quantità di idee estetiche superiore a quanto la trama base sembra in grado di poter contenere.

Non che sia un difetto grave, in quanto la semplicità della premessa permette di esplorare a fondo l'emotività del rapporto tra le due protagoniste, con tanto di sortita finale che può ricordare un relativo momento clou del videogioco Life is Strange (il primo con Max e Chloe, per intenderci), dove proprio l'importanza delle memorie di infanzia si rivelerà determinante per le sorti delle ragazze.

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L'occhio vuole la sua parte

Il film non si limita a riutilizzare qualche creatura esotica come ornamento per una storia fantasy dal piglio occidentale, ma rimastica l'intera cultura autoctona rendendola parte vibrante nella costruzione di questo mondo sui generis. Mondo che permette a un pubblico più ampio di scoprire riferimenti e figure poco conosciute, tra curiosità e divertimento a prova di grandi e piccini. Anzi, l'età delle protagoniste - in età da college - rende L'isola dei ricordi maggiormente appetibile proprio per un pubblico con qualche anno in più sulle spalle, che avrà modo di immedesimarsi con le suggestioni nostalgiche prendenti ben presto ampio spazio nel cuore del racconto. 

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La contaminazione tra 3D, inserti 2D e passaggi realizzati in pieno stile anime, con una quantità impressionante di soluzioni grafiche e di cromatismi variopinti, è un vero e proprio spettacolo per gli occhi e fa dimenticare come detto anche i momenti più prevedibili di una sceneggiatura che, pur a dispetto di stereotipi più o meno invadenti e palesi, riesce ad avvincere fino al giungere dei titoli di coda. 

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L'isola dei ricordi

Rating: TBA

Durata: 109'

Nazione: USA

7.5

Voto

Redazione

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L'isola dei ricordi

Un divertimento visivamente spettacolare, raccontante un'amicizia prossima a una traumatica separazione tramite le dinamiche di una storia fantastica che ci trascina nel cuore del folklore filippino, dando vita a un universo colorato e ricchissimo. Creature mostruose e animali antropomorfi, buoni o cattivi che siano, accompagnano il percorso delle due protagoniste, alle prese con quel legame già parzialmente incrinatosi e ora messo ulteriormente alla prova da quest'avventura indimenticabile, che le spinge a riflettere (e il pubblico con loro) sull'importanza dei ricordi e del tempo che passa, tra malinconia e speranze sul domani. Pur a tratti prevedibile in alcune soluzioni narrative, L'isola dei ricordi riesce a emozionare e intrattenere con contagiosa semplicità.